L’edizione Adelphi del libretto di Schikaneder del Flauto Magico di Mozart tra fiaba popolare, massoneria egizia e commedia viennese.
Quando Adelphi decide di pubblicare un libretto d’opera, lo fa come se stesse riesumando un testo sacro dimenticato. E in effetti “Il flauto magico” di Emanuel Schikaneder lo è: non solo l’ultima grande opera di Mozart, ma un oggetto ibrido, sospeso tra favola per bambini, rito massonico, commedia viennese e mistero iniziatico. Il testo di Schikaneder è presentato nella versione integrale, accompagnato dalla traduzione italiana a fronte di Gian Piero Bona.
Leggerlo è un’esperienza straniante: si scopre quanto il libretto, da solo, sia un piccolo capolavoro di teatro popolare, pieno di battute licenziose, giochi di parole intraducibili, personaggi sopra le righe. Pamina non è solo la fanciulla in pericolo, è una ragazza intelligente e coraggiosa che discute di parità di genere con Sarastro nel secondo atto. Papageno, poi, ruba la scena a tutti: il suo italiano conserva la verve dialettale viennese, e ogni sua battuta fa ridere.
Nella prefazione, Pietro Citati trasforma il Flauto in un viaggio dentro l’anima europea del Settecento: la Regina della Notte diventa l’oscuro femminile represso dall’Illuminismo, Sarastro il sogno razionale e massonico che però rischia di irrigidirsi in tirannia. Citati non ha paura di dire che Mozart e Schikaneder, in fondo, prendono in giro entrambi i mondi: quello lunare e isterico delle donne e quello solare e un po’ pomposo degli uomini savi.
Ancora più sorprendente è il saggio conclusivo di Jurgis Baltrušaitis, “L’Egitto dell’opera lirica e della massoneria”. Baltrušaitis dimostra che Schikaneder e Mozart non stavano semplicemente “usando” l’Egitto come sfondo esotico: stavano costruendo un vero e proprio tempio operistico, dove il pubblico del 1791 poteva vivere, per due ore e mezza, l’esperienza di un’iniziazione in chiave egizio-massonica. È un testo denso, affascinante, che trasforma ogni aria in un geroglifico sonoro.
Insomma, questo non è un semplice libretto: è un oggetto che permette tre livelli di lettura – quello infantile (la fiaba), quello adulto-comico (la commedia sexy e volgare che era nel 1791) e quello esoterico (il rito di passaggio). Adelphi li mette insieme, senza mai tradire la leggerezza mozartiana, in un piccolo libro tascabile con la carta sottile e l’odore di inchiostro buono. Il modo più intimo per riscoprirlo: non in teatro, non su disco, ma leggendolo ad alta voce, da soli, come se si stesse provando un incantesimo.
Scheda del libro
Titolo: Il flauto magico
Autore: Emanuel Schikaneder
Editore: Adelphi







