Fingersi intelligenti

Fingersi intelligenti, colti e preparati: c’è un modo migliore per sembrare affascinanti? Il bello è che molti ci credono e tanti ci cascano. Basta dare un occhio ai social per capire come il fenomeno sia in rapida diffusione

Fingersi intelligenti è oramai una tendenza imperante. Strano, perchè viceversa secondo studi recenti il quoziente di intelligenza dell’uomo sarebbe in caduta libera. Come mai? La spiegazione potrebbe essere semplice. A nessuno piace sembrare scaltro, preparato e all’altezza della situazione, più che allo stupido.

Fingersi intelligenti è un atteggiamento che spopola in rete, non per nulla le fake news vanno per la maggiore. Oggi siamo tutti iperconnessi e bombardati da ogni genere di informazione e stimolo. Ma pochissimi approfondiscono, molti si fermano in superficie e la maggioranza crede alle balle. C’è chi come Umberto Eco sostiene che i social abbiano dato parola a intere legioni di imbecilli. Per gli intellettuali verità e web non vanno troppo d’accordo. La questione è complessa perchè riguarda la democrazia e ha molti risvolti in ogni ambito sociale, politico ed economico.

Lo si deduce non solo leggendo i post su Facebook ogni giorno, ma anche da una serie interessanti studi che riguardano il modo in cui l’uomo utilizza il cervello nel mondo dominato da internet.

Essere intelligenti e fake news

Il punto è che i veri intelligenti spendono il proprio tempo ad approfondire per capire. Forse solo dopo parlano. Invece, secondo gli ultimi dati del Censis, legge libri meno della metà della popolazione italiana. Meno di un terzo acquista quotidiani e il giornale più venduto è la Gazzetta dello sport. Quindi i fatti arrivano disintermediati e spesso sui social i post si leggono solo se danno brividi ed emozioni. Pazienza se si tratta di notizie provenienti da fonti non affidabili, di parte o del tutto farlocche o false. Anzi è pure meglio. Secondo una ricerca pubblicata su Science, basata su 126 mila news diffuse su Twitter, le fake news hanno circa il 70% di probabilità in più di venire ritwittate di quelle vere, ad una velocità 6 volte superiore.

Quali sono le conseguenze per l’uomo della strada? Bombardato da informazioni e da falsi miti in carne ed ossa e non, più che cercare la verità, o una vera crescita intellettuale o spirituale da tradursi in pensiero e azione, annusa l’aria e parte all’attacco con l’arma della finzione. Finge di sapere e di conoscere. Scrive, parla, aggredisce, insulta, ma non sa assolutamente nulla. Questo giochetto riesce molto meglio all’uomo che alla donna. Il 26% dei maschi finge grande intelletto contro il 14% delle donne. Evidentemente il genere femminile ha armi più convincenti per sedurre il prossimo.

Come fingersi intelligenti?

Essere davvero intelligenti sottointende invece brama di sapere e la capacità di appassionarsi, approfondire, conoscere. Evidentemente costa fatica, studio, dedizione e capacità di ragionare. Apparire intelligenti può sembrare più semplice e alla portata di tutti, così in tanti ci tentano. Lo hanno scoperto in Inghilterra, ma di sicuro il fenomeno va alla grande in tutto il mondo. In un sondaggio gli inglesi hanno ammesso senza vergogna di credere nell’intelligenza con il trucco.

Fingersi intelligenti non è facile, richiede una strategia ben precisa. C’è chi porta un libro impegnato in spiaggia senza avere alcuna intenzione di leggerlo. Chi si mostra appassionato di musica classica o jazz, oppure parla con grande fervore di mostre d’arte e di politica senza capirci nulla. Il finto intelligente spesso si intende anche di vino con consapevolezza di polso e arguzia di sentori. Ovviamente ama postare su Facebook o Twitter pensieri e frasi ad effetto e si infervora quanda parla di attualità politica ispirandosi ai suoi mentori di riferimento.

L’uomo che si finge intelligente non scrive solo tanto, è anche quello che parla moltissimo pensando che il ruolo dell’ascoltatore non sia degno, o che denoti mancanza di conoscenza o saggezza. Per aumentare il proprio profilo intellettuale, alla fine l’iperconnesso parla più o meno a vanvera di tutto e di più. Il risultato? L’effetto secondario di un mondo basato sul fingersi intelligenti è che tutti parlano e nessuno ascolta. Il problema è che la gente appare a proprio agio nell’era del cialtrone imperante, e a volte sembra pure credergli.

Essere intelligenti e crederci

Convincere le persone del nostro grado di intelligenza e saggezza, quand’anche fosse presente, può risultare addirittura più complicato che raccontare qualche balla. L’argomento ovviamente interessa tutti. Non solo esperti di marketing e comunicazione o politici. Sentirsi all’altezza influisce sul grado di autostima e sui rapporti personali anche di chi è davvero intelligente. Come farsi valere? Se quelli visti in precedenza sono atteggiamenti che molti adottano per sembrare più intelligenti, non è detto che in questo caso possano funzionare.

Fingersi intelligenti, colti o preparati, d’altronde alla lunga potrebbe sortire effetti esattamente opposti a quelli sperati. Ammettere di non sapere invece è il punto cruciale per aumentare il proprio fascino intellettivo. Spesso è molto meglio ammettere i propri limiti. Anche perché è risaputo che i meno competenti si sopravvalutano. Viceversa chi è attento, preparato o dotato di talento, è sempre una persona umile e disponibile all’ascolto.

Come apparire in pubblico

Se a furia di fingersi intelligenti il rischio di fare la figura degli idioti è molto alto, è bene che anche chi è davvero in gamba comprenda l’importanza di alcuni comportamenti. Quando si parla di intelligenza degli altri siamo tutti facilmente influenzabili da fatti non oggettivi. Sarebbe il colmo che una persona davvero intelligente facesse la figura del cretino per un vestito sbagliato. Quali sono i comportamenti che aiutano in pubblico?

  • La velocità con cui camminiamo è importante. La Boston University ha scoperto che per molte persone una camminata più veloce o lenta del normale sia sintomo di stupidità. Gli intelligenti devono andare alla stessa velocità degli altri.
  • Indossare occhiali spessi fa apparire più intelligenti. Può sembrare una banalità da nerd, ma se da un lato rende meno attraenti, la montatura spessa per l’osservatore esterno fa emergere l’Einstein che c’è in noi.
  • Bere birra o vino per uno studio congiunto delle Università di Michigan e Pennsylvania può fare sembrare meno intelligenti. Certo dipende dalla quantità, ma non solo. Il boccale in mano non ispira alto quoziente intellettivo.
  • Iniziali nel cognome hanno un potente effetto seducente nelle persone. Ne aumentano lo status sociale e le presunte capacità intellettuali. Lo sostiene uno uno studio realizzato da alcuni psicologi dell’Università di Southampton. John F. Kennedy vi dice qualcosa?
  • Esprimersi semplicemente è meglio che avere un vocabolario inutilmente forbito. Una ricerca dell’Università di Stanford conferma che la semplicità verbale accompagnata dalla conoscenza è la chiave per avere carisma.
  • Parlare in modo espressivo aiuta anche a mostrarsi più capaci. Variare intensità della voce e tono nell’esprimere concetti è un sistema per convincere gli altri delle nostre capacità. La monotonia è sinonimo di stupidità.
  • Guardare negli occhi le persone con cui si parla in generale accresce il grado di intelligenza e competenza. Meglio se con una espressione del viso sicura e sorridente, da veri leader. Lo dicono i risultati di uno studio.
  • Avere senso umorismo ed essere divertenti in una conversazione è sempre importante. Oltre a farci apparire in generale più attraenti, può essere collegato a presunte capacità intellettuali.
  • Vestirsi elegantemente non è solo una questione di apparenza. Un bell’abito offre una importante aspettativa sulle nostre capacità intellettuali. Una percezione che non colpisce solo la psicologia di chi guarda, ma come spiega una ricerca pubblicata su sciencedirect, anche la fiducia e l’autostima di chi lo indossa.