bambina figlio unico

Anche l’Italia sta diventando un paese di figli unici. Per quali ragioni? I figli costano e si fanno sempre ad una più età avanzata. Ma un figlio unico avrà più o meno opportunità nella vita?

Se ben guardiamo la tendenza al figlio unico riguarda tutti i paesi occidentali, dall’America all’Europa, mentre in Cina dal 1979 al 2013 è stata in vigore una politica obbligatoria del figlio unico. In Italia non è solo questione degli ultimi anni: l’Istat dice che nel 2004 sono nati 1.331 bambini ogni mille donne di cui 696 (52,3%) figli unici, mentre nel 1952 nascevano 2337 bambini ogni mille donne. Comunque ora l’Italia ha il tasso di natalità più basso in Europa, 1,4 bambini per donna contro una media europea di 1,9 figli.

Le ragioni economiche di famiglie con un solo figlio le abbiamo in parte viste, ma se poi si guardano le cifre (aggiornate al 2006), un figlio costa, dalla nascita alla laurea, dai 230 mila ai 300 mila euro. Vogliamo parlare della condizione degli asili, della mancanza di politiche per la famiglia, delle mamme che cercano comunque di lavorare o del 25% di donnne che alla nascita del figlio devono mollare la professione? Ok, se un figlio solo va bene, qualcuno dice che il figlio unico potrà essere più seguito, avrà maggiori risorse e alla fine avrà più possibilità di diventare il primo della classe e di riuscire nella vita.

Ci sono varie scuole di pensiero e molti illustri psicologi hanno fatto degli studi portando dalla loro i casi di figli unici alla Leonardo da Vinci e di dati che dicono di come l’80% di chi è ammesso alle università prestigiose americane non abbia fratelli. Un’ultima ricerca di Daniela Del Boca, che si occupa di economia politica all’università di Torino e dirige il centro interuniversitario Child, però avanza dei dubbi, quantomeno sul fatto che il figlio unico “all’italiana” sia sinonimo di successo a scuola.

I ragazzi italiani sempre più figli unici, sono infatti tra i peggiori su 56 paesi in fatto di competenze linguistiche e abilità matematiche. Il dato è in controtendenza rispetto ai risultati di analoghi studi condotti in Cina e America che vedono le capacità dei figli unici lievemente superiori, studio che si affianca a quello dell’Ocse sui 15enni figli unici di 57 Paesi, rivelatisi più intelligenti, e a quello di una ricerca dell’università di Essex su 2.500 giovani inglesi che si professano felicemente figli unici. Insomma viene il dubbio che figli unici o non figli unici, i ragazzi italiani siano un pò asini per altri motivi.