Frame del Festival di Sanremo in tv

Il Festival di Sanremo suscita come sempre un misto di interesse, curiosità, indifferenza o fastidio. Ma com’è nato e perchè è importante? Storia e origini di un fenomeno che da sempre mischia canzoni, cantanti tv e società italiana

Il Festival di Sanremo è ancora così importante al tempo dello streaming e vale la pena parlarne? Possibile che mentre tutto è cambiato in 70 anni di storia, nella musica si possa fare finta di niente? Insopportabile, noioso, fantastico, interessante. Sul Festival e i suoi protagonisti si può pensare e dire ciò che si vuole, ma poi tutti lo guardano.

Il Festival di Sanremo riscuote sempre un grandissimo successo di pubblico e nell’era della comunicazione ciò basta e avanza. Che poi si tratti di musica, canzoni, spettacolo, sponsor o gossip, poco importa. Anche dal punto di vista musicale è però impossibile non pensare alla quantità di brani di successo anche di qualità sfornati dalla rassegna canora in questi decenni. Evidentemente c’è stato un tempo in cui il linguaggio musicale, inteso come melodie, armonie e arrangiamenti, aveva più importanza di oggi. Essere popolari non significava necessariamente essere banali. Ma questo non è un problema solo dei Festival, riguarda l’evoluzione della musica pop in generale.

In ogni caso 70 anni fa compito della Rai era influenzare, ma anche educare le masse. E non è detto che non lo si potesse fare anche attraverso delle canzonette. A proposito, sapete quali sono le origini della manifestazione? Cominciamo dall’inizio.

Storia Festival di Sanremo

La prima edizione del Festival di Sanremo è del 1951. Gli italiani sono 47,5 milioni e il tasso di analfabetizzazione e del 12,9%. Gli occupati sono 19,5 milioni: agricoltura, 42,2%, industria, 32,1% e terziario 25,7%. La guerra è finita da poco. I dati sulla miseria in Italia dicono che il 5,8% di famiglie povere sono al Nord, mentre nel Sud si concentrano un 50,2% di persone con gravi difficoltà economiche. L’11 gennaio del 1951 la riforma fiscale di Vanoni istituisce la dichiarazione dei redditi, mentre il 27 luglio andrà al governo De Gasperì (Dc, Pri).

Scopo della manifestazione era trovare nuove canzoni per la Radio Italiana. L’Italia stava ripartendo dopo il dramma della seconda guerra mondiale e lo faceva anche con la musica. Non è un caso se le canzoni del Festival diventeranno la colonna sonora del boom economico degli anni a venire.

Come nasce Sanremo

Amilcare Rambaldi, ideatore dell’evento canoro, inizialmente pensa di fare esibire i cantanti su una nave. L’ipotesi viene scartata per problemi tecnici di trasmissione. Dato che Sanremo è una tra le mete più ambite dai vacanzieri nostrani, alla fine si decide per il Salone delle Feste del Casinò Municipale. Per il primo Festival la Rai invita per tempo tutti gli editori musicali a presentare una serie di composizioni inedite di autori italiani.

Verranno consegnate 240 canzoni. La commissione ne sceglie 20 e decide che saranno interpretate da tre soli cantanti. Sono Nilla Pizzi, Achille Togliani e il Duo Fasano che le proveranno 20 giorni prima nella sede Rai di Torino. La direzione dell’orchestra e gli arrangiamenti sono a cura del Maestro Cinico Angelini, il presentatore è Nunzio Filogamo.

Il costo del biglietto d’ingresso per una serata è 500 lire. Le serate di gala previste sono tre. L’atmosfera che si respira nella prima edizione della manifestazione canora ricorda quella di una festa in crociera. Mentre i cantanti si esibiscono, camerieri in livrea servono drink e cibarie ad eleganti signori seduti ai tavolini.

Prima canzone vincitrice Sanremo

Il programma inizia alle ore 22 e dura 45 minuti. Ovviamente non c’è la televisione. Il pubblico da casa ascolta le canzoni in gara sulla Rete Rossa di Radio Rai. Successivamente vengono trasmessi una trasmissione di Folklore internazionale, il Giornale Radio e un Notiziario di varietà. Poi la linea torna a Sanremo per i risultati.

La prima canzone a vincere il Festival è Grazie dei fiori, interpretata da Nilla Pizzi. Le canzoni vengono incise quindici giorni dopo la fine della manifestazione. Il 78 giri Grazie dei fiori alla fine venderà 35 mila copie. Da allora e per molti anni a seguire, la storia del Festival di Sanremo seguirà aspettative, desideri e contraddizioni della società italiana diventandone la colonna sonora.

Importanza Sanremo oggi

Ha senso ancora chiedersi quale sia il significato del Festival di Sanremo e cosa rappresenti nell’Italia d’oggi? La domanda è lecita, ma chiaramente tutto è cambiato. Dalla Radio Rossa Rai siamo passati allo streaming di Spotify, da Nilla Pizzi a Fedez e al rap italiano. Il senso dell’attuale Sanremo in onda sulla Rai probabilmente non è più da ricercarsi in complicati meccanismi sociologici: risiede nello stesso Festival.

Il Festival di Sanremo è uno spettacolo televisivo di costume e arte varia che con le tanti realtà musicali italiane spesso ha poco a che fare. Dal punto di vista promozionale non cambia nulla nemmeno nelle vendite del mercato musicale mainstream. Da molti anni si assiste ad una narrazione auto celebrativa che parte martedì e finisce il sabato sera. Tanti ospiti e qualche polemica lasciano ben pochi strascichi dal punto di vista sociale, culturale e soprattutto musicale. E’ quindi inutile? Nemmeno per idea.

Tutti vorrebbero partecipare, anche quelli che ne parlano male o malissimo. E non è detto che tra mille capriole alla fine riescano finalmente a mettere i piedi sullo storico palco del Teatro Ariston di Sanremo. Per fortuna o purtroppo il tempo delle barricate e dei bei principi è finito. Con i pensieri non si va da nessuna parte. Qualunque artista o musicista del mondo reale sa che qualche decina di milioni di persone incollate alla tv a guardarti valgono molto più di mille parole. Ce lo ricorderanno anche i titoli dei giornali il giorno dopo sottolineando l’ennesimo record dei dati auditel.