Fender e Gibson: storia chitarra elettrica

I chitarristi di tutto il mondo si dividono in due categorie: quelli che suonano chitarre Fender e quelli che usano chitarre Gibson. Questi due marchi hanno fatto la storia della musica rock e non solo. Le differenze? Nascono all’origine

La chitarra elettrica in questo periodo sembra soffrire una crisi d’identità. Nell’era dello smartphone con musicisti robotici in arrivo e intelligenza artificiale che compone canzoni, sembra che nessuno voglia più suonare più la chitarra, o quasi. Crisi economiche globali a parte, il calo di vendite di strumenti musicali tradizionali nel mondo in questi ultimi anni è stato abbastanza consistente da fare accumulare milioni di dollari di passivo anche ad aziende storiche come Fender e Gibson, le due regine della chitarra.

Fender e Gibson si dividono da sempre il mercato delle chitarre elettriche per appassionati e chitarristi professionisti rock, jazz e pop, ma i loro modelli identificano anche gli artisti nella loro riconoscibilità tra il pubblico. D’altronde il fior fiore della musica rock è passato di qui. Hanno usato una Fender Stratocaster Jimi Hendrix, Dave Gilmour, Buddy Holly, George Harrison, e poi ancora Stevie Ray Vaughan, Rory Gallagher, Eric Clapton, Frank Zappa, tanto per fare alcuni nomi di rockers famosi. Jeff Beck, Mike Oldfield, Lenny Kravitz, Bob Marley invece preferivano la Gibson Les Paul, ma non è detto che non potessero scegliere marche diverse a seconda del disco. Ma cosa cambia in realtà tra questi due marchi? Cominciamo dall’inizio.

Storia delle chitarre Gibson

La Gibson rispetto alla Fender ha sicuramente una storia più antica, dato che fu fondata dal liutaio Orville Gibson nel 1894 a Kalamazoo, nel Michigan. Orville cominciò quasi per gioco a costruire mandolini alcuni anni prima, mentre lavorava in un negozio di scarpe. Completamente autodidatta, brevettò un sistema di costruzione in legno massiccio in grado di fare suonare gli strumenti con un maggiore volume. Il suo hobby divenne qualcosa di più serio quando, per potere soddisfare le richieste dei musicisti del tempo, trovò dei finanziamenti con cui fondare una vera fabbrica.

In realtà Orville non sembra lavorasse direttamente alla fase costruttiva se non come consulente, ma nel frattempo la forma e il suono delle chitarre di sua invenzione cominciarono ad avere sempre più successo, anche dopo la sua scomparsa nel 1918. Negli anni successivi diversi chitarristi e cantanti famosi utilizzano il marchio Gibson per il miglior suono, acustico e potente, tra cui Eddie Lang e Django Reinhardt. Nel 1928 nasce la famosa chitarra modelli L5, ma è attorno alla fine del 1940 che compaiono i primi modelli elettrificati. La ES-150 elettrificata di Charlie Christian, chitarrista della band di Benny Goodman, fu lo strumento rivoluzionario che trasformò uno strumento fino ad all’ora da accompagnamento, in strumento solista, grazie a pick up ed amplificatori costruiti dall’azienda.

Tutti i chitarristi jazz e blues più famosi in quegli anni utilizzavano chitarre Gibson: Barney Kessel, Tal Farlow, Herb Ellis fino a Joe Pass e poi Chuck Berry e BB King. L’era del rock ‘n’ roll usava chitarre semiacustiche, mentre la vera rivoluzione nel rock arriva con la Les Paul, la prima solid body in grado di suonare ad un volume più potente senza entrare in feedback, inventata dall’omonimo chitarrista. Questo marchio di chitarre ha plasmato la musica dei decenni successivi puntando alla qualità senza mai cedere alle lusinghe del low cost, rischiando anche il fallimento e la bancarotta.

Origine del marchio Fender

Il secondo più celebre marchio di chitarre al mondo è stato fondato nel 1946 da Leo Fender. Un ragazzo nato ad Anaheim in California nel 1909, che al diploma di contabile unisce la passione per la riparazione delle radio. Infatti, prima ancora di dedicarsi alle chitarre elettriche, inizialmente nel suo piccolo laboratorio si costruiscono amplificatori per chitarra. Dopo i primi prototipi costruiti nel 1949, la prima chitarra Fender elettrica che esce sul mercato è la Broadcaster del 1950, originalmente chiamata Esquire e poi Telecaster. Il tentativo era produrre strumenti più economici e comodi da suonare.

Il primo basso elettrico Precision Bass arriva nel 1951 ed è subito un successo, dato che viene utilizzato da molti gruppi al posto dell’ingombrante contrabbasso. Nel 1954 viene presentata la Fender Stratocaster e da allora la musica non è più stata più la stessa. Questo modello di chitarra elettrica solid body, ovvero costituita con un corpo pieno, senza cassa di risonanza, per il suo suono inconfondibile diventa in breve tempo il sogno di ogni chitarrista rock, oltre a una vera icona della cultura pop per le sue linee moderne ed eleganti, ancora oggi inimitabili.

Come tutti i sogni che partono dalla pura passione di personaggi visionari, purtroppo anche questo non poteva durare all’infinito. La società, nel frattempo diventata una delle più importanti al mondo nel settore degli strumenti musicali, nel 1965 è stata venduta alla CBS e da allora i suoi modelli, oltre ad una piccola parte costruita negli Usa, sono prodotti in Messico, Cina e Corea per le serie più economiche. I veri appassionati però lo sanno: non si vede più un vera Fender Stratocaster dal 1969 e per questo sono disposti a spendere cifre folli, anche a cinque zeri, per poterne suonare una autenticamente vintage. Proprio come quella che Jimi Hendrix bruciava sul palco.