Adulto mangia biscotto con fame nervosa

Fame nervosa come risposta allo stress. Cercare rifugio nel cibo diventa l’unica possibilità per affrontare situazioni in cui l’ansia, paura e senso di disagio e di vuoto emotivo prendono il sopravvento. Come controllarsi?

La fame nervosa è un comportamento incontrollato che nasconde un bisogno di amore. Chi soffre di questa patologia confonde la fame di cibo con quella emotiva. Il conforto diventa il cibo, meglio se ricco di grassi e zucchero pronto a colmare quel vuoto emozionale responsabile di un disagio insopportabile.

La fame nervosa è un vero e proprio istinto famelico che porta a mangiare tutto ciò che è a portata di mano, basta ingurgitare tutto quello che capita. La voglia di cibo sopraggiunge all’improvviso e porta ad abbuffarsi di patatine, cioccolato, biscotti in particolare la sera o di notte, in solitudine. Rimane il senso di colpa e la vergogna senza contare che poi bisogna fare i conti con l’ago della bilancia mentre la salute rischia di essere seriamente compromessa. Il risultato? Si innesca un circolo vizioso a livello ormonale (il cortisolo è l’attore principale) che spinge la persona a soddisfare una fame emotiva ‘senza freni’.

Fame nervosa cos’è

La fame nervosa, meglio conosciuta come ‘Emotional eating’, si aggiunge spesso ai disturbi dell’alimentazione più comuni come anoressia, bulimia, ortoressia. In Italia circa 3 milioni di persone soffrono di disturbi legati all’alimentazione. Si tratta di risposte diverse a un unico bisogno: colmare un vuoto emotivo con il cibo.

Il bisogno irrefrenabile di abusare con il cibo è legato a stili diversi che possono essere ricondotti a un identikit di persone con caratteristiche diverse. Esistono i mangiatori tristi, ansiosi, annoiati, soli, arrabbiati e persino celebrativi che per partecipare e gioire di un evento si buttano sul buffet senza controllo. Importante è riconoscere le cause che scatenano l’assunzione eccessiva di cibo e distinguere la fame nervosa da quella biologica.

Cause fame nervosa

Difficile individuare le cause della fame nervosa che sono sempre e comunque di natura psicologica. Psicologi e dietologi trattano quotidianamente queste patologie legate all’aspetto emozionale del mangiare che coinvolge l’ambiente e lo stato d’animo delle persona. Diversi fattori concorrono a scatenare quel desiderio impulsivo che si scatena periodicamente in momenti particolari: situazioni stressanti, tristi, di rabbia, paura o quando il senso di inadeguatezza è troppo forte.

Secondo gli studiosi è l’ormone dell’ansia responsabile dei disturbi alimentari e solo disattivando questo meccanismo si può controllare la fame nervosa.
Uno studio condotto da due esperti italiani della Boston University e pubblicato sulla rivista americana Neuropsychopharmacology sostiene che all’origine ci sia un meccanismo che agisce sull’ormone cerebrale dell’ansia.

Rimedi fame nervosa

I rimedi arrivano da una molecola, recentemente sperimentata contro la depressione, ma non ancora in commercio, capace di inibire il suddetto ormone limitando gli episodi di fame nervosa. I ricercatori sono certi che questa scoperta aprirà le porte a nuove farmaci alla portata di chiunque affetto da disturbi del comportamento alimentare. Per ora meglio affidarsi a personale specializzato soprattutto quando gli episodi sono ricorrenti.

Fame nervosa come combatterla? Si possono utilizzare le stesse metodologie per intervenire contro lo stress, l’ansia e l’insonnia, imparando a prevenire e a gestire i carichi emotivi. L’importante è cambiare stile di vita, dedicarsi a passatempi divertenti e passioni dimenticate. Forza di volontà e l’aiuto di un esperto aiuta a definire le priorità e il percorso da seguire. Esistono delle strategie da adottare, alimenti che calmano la fame e svolgono un’azione antidepressiva.

Come controllare fame nervosa

Chi soffre di questa patologia si chiede come si possa controllare la fame nervosa e mangiare meno senza aiuto esterno. Prima di tutto bisogna concedersi tempo e ritrovare il piacere di mangiare. Assaporare in calma e tranquillità il cibo cucinato magari in buona compagnia.

  • Eliminare tentazioni. Fare piazza pulita del junk food: bevande zuccherate e snack non devono comparire nel frigorifero e in qualsiasi luogo della casa.
  • Fare attività fisica e ascoltare musica classica. Camminare e correre  oppure iscriversi ad una palestra. Qualsiasi occasione è buona per muovere il corpo e scaricare la mente. L’importante è farlo quotidianamente senza esagerare.
  • Consapevolezza: riprendere il controllo sulla propria vita. Indagare e osservare i propri atteggiamenti. Meditare e fare esercizi di respirazione imparando a respirare bene insieme al fare yoga aiuta a riequilibrare l’organismo. Anche scrivere un diario sulle sensazioni provate prima, dopo e durante le abbuffate facilita la consapevolezza.
  • Ingannare il cervello dedicandosi al proprio corpo e coccolarsi con un bagno caldo rilassante, oppure preparare tisane alle erbe. Fare una telefonata a un amico, guardare un film o leggere aiutano a dimenticare quel bisogno che sembrava irrefrenabile. E in pochi minuti la voglia di mangiare si ridimensiona fino a sparire.
  • Mangiare cibi a basso indice glicemico. Pasta di grano duro, semi oleosi, legumi, cerali integrali insieme a frutta secca e fresca, verdura di stagione non amidacea allontanano quel bisogno di zuccheri che innesca meccanismi compensativi. Il pesce, come sgombri e sardine, ricco di omega 3 aumenta il buon umore. Al posto del sale utilizzare le piante aromatiche, le spezie e in particolare lo zenzero.

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