Adulto mangia biscotto con fame nervosa

Vi è mai capitato in situazioni di stress di provare una specie di fame nervosa? Cercare rifugio nel cibo può diventare un disturbo patologico se diventa un modo per affrontare situazioni di ansia, paura e disagio emotivo

Viviamo in un mondo complicato dove sembra che ogni giorno ci siano nuove insidie dietro l’angolo fatte apposta per mettere in crisi i nostri stili di vita, identità e benessere. Trovare un buon equilibrio emotivo nella società tecnologica non è semplice e anche i rapporti tra persone e coppie si modificano di conseguenza sulla base di una instabilità relazionale che alla lunga, indipendentemente da qualsiasi analisi sociologica, può essere stressante. In questo contesto nascono nuove forme di apparente difesa come la fame nervosa, comportamento incontrollato che nasconde un bisogno di amore.

Chi soffre di fame nervosa o compulsiva, non a caso definita come Emotional eating o Binge Eating Disorder, confonde la fame di cibo con quella emotiva. Il conforto diventa il cibo, meglio se ricco di grassi e zuccheri pronti a colmare quel vuoto emozionale responsabile di un disagio psicologico insopportabile. Questo disturbo si aggiunge spesso ai disturbi dell’alimentazione più comuni come anoressia, bulimia e ortoressia, l’ossessione da cibo sano di cui in Italia soffrono circa 3 milioni di persone. Si tratta di risposte diverse a un unico bisogno: colmare il vuoto emotivo con il cibo.

Cos’è la fame nervosa?

La fame nervosa è un vero e proprio istinto famelico che porta a mangiare tutto ciò che è a portata di mano, basta aprire il frigorifero e ingurgitare quello che capita. La voglia di cibo sopraggiunge all’improvviso e porta ad abbuffarsi di patatine, cioccolato, biscotti in particolare la sera o di notte, in solitudine. Alla fine rimane il senso di colpa e la vergogna, mentre l’ago della bilancia sale e la salute a lungo andare rischia di essere seriamente compromessa. Il motivo è che può innescarsi un circolo vizioso a livello ormonale in cui il cortisolo, ormone dello stress ed attore principale, spinge la persona a soddisfare una fame emotiva ‘senza freni’.

Non esiste un unico identikit di chi è colpito dalla fame nervosa, il bisogno irrefrenabile di abusare di cibo è legato a stili di vita e comportamenti diversi dal punto di vista emotivo e psicologico. Esistono i mangiatori tristi, ansiosi, annoiati, soli, arrabbiati e persino celebrativi, che per partecipare o gioire di un evento si buttano sul buffet senza controllo. Se l’episodio si ripete e non è occasionale, l’importante è riconoscere le cause che scatenano l’assunzione eccessiva di cibo, arrivando a distinguere la fame nervosa da quella normale biologica che porta a mangiare senza ingrassare.

Spettacolarizzazione del cibo

Oltre ad essere un mondo complicato, come dicevamo ad inizio articolo, quello che viviamo sembra in qualche modo anche ossessionato dal mangiare. Da Masterchef a Cucine da incubo fino a Camionisti in trattoria, non c’è ora del giorno in cui in televisione non ci sia qualcuno che mangia, assaggia cucina o prepara torte e pietanze in gare culinarie. Tutta questa spettacolarizzazione forse la si deve ad un aspetto salvifico dell’alimentazione, più porsaicamente alla spinta dell’industria alimentare.

Ma viene più di un dubbio che questa mania del cibo possa diventare qualcosa di patologico che và al di là del kitsch e del pacchiano diventati norma. D’altronde oggi mangiare non è più una necessità ma è diventato un divertimento alla portata di tutti e che apparentemente tutti possono controllare: basta fare un ordine su internet per farsi spedire un piatto a domicilio o spegnere la televisione. In realtà psicologi e dietologi trattano quotidianamente molte patologie legate in negativo a tutti questi aspetti emozionali del mangiare che coinvolgono identità, ambiente e stato d’animo delle persone.

Cause e rimedi fame nervosa

Individuare le cause della fame nervosa non è quindi semplice, ma di certo si tratta di aspetti che riguardano la sfera psicologica.Diversi fattori concorrono a scatenare quel desiderio impulsivo che si scatena periodicamente in momenti particolari: situazioni stressanti, tristi, crisi di rabbia, paura o quando il senso di inadeguatezza è troppo forte. Secondo vari studi condotti in università americane, all’origine del Binge Eating Disorder e di altri disturbi alimentari ci sarebbe l’ormone dell’ansia.

Per guarire dalla fame nervosa gli scienziati sostengono che è necesasrio disattivare questa meccanismo. Come? I rimedi arrivano da una molecola, recentemente sperimentata contro la depressione ma non ancora in commercio, capace di inibire il suddetto ormone limitando gli episodi di fame nervosa. I ricercatori sono certi che questa scoperta aprirà le porte a nuove farmaci alla portata di chiunque affetto da disturbi del comportamento alimentare. Per ora meglio affidarsi a personale specializzato soprattutto quando gli episodi sono ricorrenti.

Come combatterla

Per combattere la fame nervosa si possono utilizzare le stesse metodologie mediche o psicologiche per intervenire contro stress, ansia e insonnia, imparando a prevenire e a gestire i carichi emotivi. L’importante è riuscire a cambiare stile di vita, dedicarsi a passatempi divertenti e passioni dimenticate, magari riscoprendo l’arte o la musica come fonte di benessere. Servono forza di volontà ed eventualmente l’aiuto di un esperto che aiuti a definire le priorità e il percorso da seguire a cominciare dalle strategie da adottare, fino a scegliere alimenti che calmano la fame e svolgono un’azione antidepressiva.

Chi soffre di questa patologia però, prima di rivolgersi al medico di fiducia o a un dietologo, spesso si chiede come possa controllarla cominciando a mangiare meno senza un aiuto esterno. Fatto certo che per i casi più gravi ci si debba rivolgere agli specialisti, esistono una serie di consigli di buon senso per un approccio al cibo migliore, a cominciare dal concedersi tempo ritrovando il piacere di mangiare, assaporando in calma e tranquillità il cibo cucinato, magari in buona compagnia. Valgono poi alcuni suggerimenti.

  • Eliminare tentazioni. Fare piazza pulita del junk food: bevande zuccherate e snack non devono comparire nel frigorifero e in qualsiasi luogo della casa.
  • Fare attività fisica e ascoltare musica classica. Camminare e correre oppure iscriversi ad una palestra. Qualsiasi occasione è buona per muovere il corpo e scaricare la mente. L’importante è farlo quotidianamente senza esagerare.
  • Consapevolezza che significa riprendere il controllo sulla propria vita, indagando e osservando i propri atteggiamenti. Si può scrivere un diario sulle sensazioni provate prima, dopo e durante le abbuffate e può aiutare fare meditazione ed esercizi di respirazione. Respirare bene insieme al fare yoga aiuta a riequilibrare l’organismo.
  • Ingannare il cervello aiutandolo a dimenticare quel bisogno che sembrava irrefrenabile. Ci si può dedicare al proprio corpo e coccolarsi con un bagno caldo rilassante, oppure preparare tisane alle erbe oppure fare una telefonata a un amico, guardare un film o leggere. In pochi minuti la voglia di mangiare può ridimensionarsi fino a sparire.
  • Mangiare cibi a basso indice glicemico. Pasta di grano duro, semi oleosi, legumi, cerali integrali insieme a frutta secca e fresca, verdura di stagione non amidacea allontanano quel bisogno di zuccheri che innesca meccanismi compensativi. Il pesce, come sgombri e sardine, ricco di omega 3, aumenta il buon umore. Al posto del sale utilizzare le piante aromatiche, le spezie e in particolare lo zenzero.