Nell’epoca digitale la diffusione di fake news è una delle sfide più significative per l’informazione e la società. La disinformazione non solo mina la fiducia nel giornalismo tradizionale, ma ha anche gravi conseguenze sulla sfera politica, sociale ed economica

Nell’era digitale, il termine “fake news” è diventato sempre più diffuso, ma cosa sono esattamente le notizie false e chi le crea? Si tratta di contenuti creati da individui con un’agenda politica o ideologica, bot e account falsi sui social media, e persino governi o organizzazioni con interessi nascosti. La disinformazione ha l’intento di ingannare il pubblico e combatterla richiede un impegno collettivo da parte di governi, istituzioni, media e individui.

In questo articolo vedremo come e perchè le fake news rappresentano una sfida significativa per l’informazione e la società nell’era digitale. È importante comprendere cosa sono e chi le crea al fine di sviluppare strategie efficaci per contrastarle e proteggere l’integrità dell’informazione e la nostra consapevolezza. L’obiettività sulle scelte personali parte dal cercare e leggere notizie da fonti affidabli.

Indice

Fake news: cosa sono e chi le crea?

Se l’informazione libera è il fondamento delle democrazie più evolute al mondo, al suo opposto c’è la disinformazione. Le fake news, o notizie false, sono contenuti deliberatemente prodotti in modo inaccurato o fuorviante con l’intento di ingannare il pubblico. Questo fenomeno non è nuovo, ma è stato amplificato dall’avvento dei social media e della facilità di condivisione delle notizie online.

Le fake news possono riguardare una vasta gamma di argomenti, dalla politica alla salute, dalla scienza alla cultura. Chi può avere interesse nel creare e diffondere notizie false? Ovviamente i regimi autoritari o i governi, ma anche imprese e aziende che combattono in modo scorretto i concorrenti, ad esempio screditando scoperte scientifiche che possono rallentare i loro interessi.

Alcuni individui possono creare contenuti sensazionalistici falsi per guadagnare denaro attraverso la pubblicità sui loro siti web, mentre altri possono farlo per promuovere una particolare ideologia o agenda politica. Alcune organizzazioni possono creare fake news per danneggiare la reputazione dei loro rivali, mentre i governi possono farlo per influenzare l’opinione pubblica e manipolare i processi decisionali.

In passato le notizie false venivano diffuse principalmente attraverso mezzi di comunicazione tradizionali come giornali, radio e televisione. Oggi il fenomeno è amplificato dall’avvento di mezzi di comunicazione digitale e social media su cui le fake news possono essere create, condivise e diffuse con facilità e rapidità, senza alcuna verifica o supervisione. Questo rende semplice per chiunque fare disinformazione per scopi finanziari, politici o di altro tipo.

Gli effetti delle fake news

Le fake news hanno una serie di effetti negativi che si ripercuotono su diversi aspetti della società. In primo luogo, minano la fiducia nel giornalismo tradizionale e nelle istituzioni democratiche. Quando le persone vengono esposte in continuazione a informazioni false o fuorvianti, possono diventare scettiche nei confronti di tutte le fonti, comprese quelle affidabili. Ciò indebolisce il tessuto stesso della democrazia, poiché la fiducia nel giornalismo è fondamentale per il corretto funzionamento delle istituzioni democratiche.

Inoltre le fake news possono influenzare le opinioni e le decisioni delle persone in termini politici e non, portando a una polarizzazione e divisione della società. Quando le persone credono a informazioni false su questioni politiche, sociali o scientifiche, possono essere portate a sostenere posizioni estreme o adottare comportamenti dannosi per sé stesse e per gli altri. Questo può compromettere la coesione sociale e alimentare tensioni e conflitti all’interno della società.

Le fake news possono anche avere gravi conseguenze economiche, ad esempio danneggiando la reputazione di aziende e istituzioni, compromettendo la loro credibilità e il loro successo a lungo termine. Quando le aziende e i mercati finanziari sono influenzati da informazioni false o fuorvianti, possono verificarsi perdite finanziarie significative per determinati gruppi o singoli individui.

Infine le fake news possono mettere a rischio la salute pubblica diffondendo informazioni false su cure mediche, vaccini e altre questioni di salute. Durante la pandemia di COVID-19, ad esempio si è parlato di infodemic. La diffusione di notizie false su possibili cure o misure preventive ha contribuito alla confusione e all’incertezza tra il pubblico, compromettendo gli sforzi per contenere la diffusione del virus e proteggere la salute pubblica.

Disinformazione e complottismo

Le fake news sono anche all’origine delle trame complottiste che nascono e si diffondono sui social network. Uno studio intitolato ‘The echo chamber effect on social media’ pubblicato su Pnas, spiega come il ruolo di Facebook e Twitter sia alla base di molte teorie cospiratorie che infiammano e dividono la popolazione su fronti contrapposti. I complotti sono sempre esistiti nella storia, ma quelli che si generano sul web sono frutto di una semplificazione in cui cadono gruppi di persone alla ricerca di un nemico comune.

Il complottismo non cerca soluzioni ed é un fenomeno irrazionale che si alimenta di indignazione ed emotività, spesso scatenata dalla cattiva informazione. Ancora una volta gli algoritmi dei social favoriscono questi processi dato che sono progettati per unire persone in gruppi che la pensano allo stesso modo, cui suggeriscono contenuti e notizie simili che di fatto eliminano qualsiasi contraddittorio.

Una recente ricerca ha analizzato 100 milioni di messaggi sulle maggiori piattaforme online, scoprendo che i partecipanti alle discussioni è come se entrassero in ‘bolle di persone‘ con ideologie tutte uguali. La mancanza di un dialogo costruttivo e le polarizzazioni non fanno altro che avvelenare il clima politico e sociale e non hanno nulla a che vedere con una sana informazione libera e indipendente.

La disinformazione polarizza le opinioni fino a diffondere rabbia e ostilità attraverso il cosiddetto hate speech. I meccanismi di questo sentimento, da sempre parte della natura umana, sono ben spiegati nel libro “La mente ostile” di Milena Santerini (Cortina Editore). Sul web individualismo e depressione sociale creano fenomeni estremi di odio online alimentati da sentimenti anti sistema o dalla voglia di rivalsa che non porta a nulla di costruttivo.

Perchè le fake news hanno successo?

Nel panorama attuale la disinformazione ha successo per diversi motivi, che spesso si intersecano e si alimentano a vicenda. Uno dei principali è la natura sensazionalistica e polarizzante delle fake news stesse. Queste notizie tendono a essere formulate in modo da suscitare emozioni intense, come paura, rabbia o indignazione, che catturano l’attenzione del pubblico e lo spingono a condividerle.

Le fake news sfruttano spesso opinioni preesistenti confermando i pregiudizi anziché sfidarli. Questo fenomeno psicologico, noto come “conferma di pregiudizio”, rende le persone più inclini a credere e condividere notizie che confermano ciò in cui già credono, anche se non sono vere. Le notizie false funzionano anche meglio della loro smentita. Questa ‘miopia metacognitiva’ è un bias servito all’evoluzione umana per scappare dai pericoli e salvarsi anche in caso di falsi allarmi.

Un altro fattore chiave delle fake news è la velocità di diffusione sui social media e su internet in generale. Grazie alla condivisione istantanea e virale dei contenuti, la disinformazione può diffondersi rapidamente raggiungendo un vasto pubblico in pochissimo tempo, prima che la verità abbia la possibilità di emergere e di essere diffusa, comunque con meno forza e impatto mediatico.

Le piattaforme digitali sono inoltre progettate per favorire l’engagement e la condivisione dei contenuti che generano reazioni intense, anche se negative. Questo significa che le fake news, che spesso suscitano emozioni forti, sono più inclini ad essere promosse dagli algoritmi dei social media e a raggiungere un pubblico più ampio rispetto alle notizie accurate ma meno sensazionalistiche.

La mancanza di alfabetizzazione mediatica e la scarsa capacità critica o ignoranza del pubblico su determinati argomenti, può rendere le persone più vulnerabili alla disinformazione. Senza le competenze necessarie per valutare criticamente le fonti di informazione e verificare i fatti, le persone possono essere facilmente ingannate dalle fake news e contribuire involontariamente alla loro diffusione.

Come difendersi dalle notizie false

Nell’era digitale, è fondamentale adottare misure efficaci per difendersi dalla disinformazione e dalle fake news. Secondo uno studio dell’Agcom, garante delle comunicazioni, le notizie fasulle che circolano in rete sono circa l’1% su un totale di diverse decine di milioni. In Italia le percentuali sono molto più alte specialmente in settori come scienza, tecnologia, cronaca e spettacolo. Ecco alcune strategie utili per contrastare questo fenomeno:

Educazione mediatica L’alfabetizzazione mediatica è essenziale per aiutare le persone a sviluppare una capacità critica nel valutare le informazioni che incontrano online. Le scuole, le istituzioni educative e le organizzazioni della società civile dovrebbero svolgere un ruolo importante nell’insegnare ai cittadini come identificare e distinguere le fake news e dalle fonti di informazione affidabili.

Verifica delle fonti Prima di condividere o credere a una notizia, è importante verificare la sua fonte. Controllare la reputazione dell’editore, cercare conferme da fonti affidabili e confrontare diverse fonti di informazione può aiutare a distinguere tra notizie vere e false.

Sviluppo di pensiero critico Promuovere il pensiero critico e analitico è essenziale per contrastare la disinformazione. Insegnare alle persone a interrogare le informazioni, a valutare le evidenze e a considerare i possibili bias può aiutare a difendere se stessi e a ridurre la diffusione delle fake news in rete.

Uso di strumenti tecnologici Esistono numerosi strumenti e risorse online che possono aiutare a identificare e contrastare le fake news. Ad esempio, i plugin del browser e le estensioni dei social media possono segnalare contenuti sospetti o fornire informazioni aggiuntive sulle fonti.

Promozione giornalismo di qualità Sostenere il giornalismo di qualità e sottoscrivere i giornali affidabili è essenziale per contrastare la disinformazione. Sostenere le testate giornalistiche indipendenti e finanziare il giornalismo investigativo può contribuire a garantire un flusso di informazioni accurato e affidabile.

Responsabilità individuale Ogni individuo ha la responsabilità di verificare l’accuratezza delle informazioni che condivide evitando di contribuire alla diffusione delle fake news. Prendere il tempo per valutare attentamente le notizie prima di condividerle può aiutare a ridurre l’impatto della disinformazione.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.