Sorriso per essere gentili

Essere gentili non paga o porta qualche risultato nella vita e sul lavoro? Arroganti e maleducati fanno carriera e guadagnano di più ma sono infelici. Le implicazioni della gentilezza sul piano umano ed economico

Essere gentili al giorno d’oggi sembra essere una sfida impossibile. Sui social senso di frustrazione e rabbia trionfano ovunque e cresce il discredito per chi la pensa diversamente. La tv ci bombarda con immagini violente e trasmissioni dove persone comuni o politici litigano o si prendono ad insulti. Se usciamo per strada rischiamo regolarmente di essere arrotati da un’auto sulle strisce pedonali e se sopravviviamo, le pubblicità sui cartelloni ci mostrano modelle che sembrano arrabbiate con il mondo intero.

Essere gentili sarà almeno possibile nel mondo del lavoro? Anche l’ufficio purtroppo spesso e volentieri non è esattamente un’oasi di pace e gentilezza. Più che per scelta dei lavoratori per una diffusa convinzione, confermata dai fatti, che chi è più cafone guadagna di più, fa anche maggiore carriera e ci comanda. Ma perchè la società dovrebbe premiare sempre donne e uomini aggressivi? Probabilmente per l’idea che sul lavoro le persone vincenti debbano essere dure e schiette.

Mascolinità e stereotipi aggressivi

In una società iper competitiva di ricchi egoisti, tutti gli altri sono avvertiti come deboli. Magari anche gentili ed educati, ma sicuramente perdenti e quindi un pò fessi. Quelli che, per fare degli esempi, rispettano la coda o si lamentano se qualcuno alza la voce parlando al telefono in treno.

Che la gentilezza sul lavoro e ovunque nel mondo non porti da nessuna parte, è una convinzione in atto un pò in tutte le società occidentali, quelle dove i politici trionfano denigrando gli avversari e fregandosene del politically correct. La crisi economica certo non facilita una visione del mondo più serena. È risaputo che l’uomo dà il peggio di sè quando è in difficoltà, ma il rischio è rimanere intrappolati in atteggiamenti che rendono la vita di tutti più difficile.

Cambiamento dei ruoli

La mascolinità d’altronde negli ultimi anni ha perso molto del suo bisogno primordiale. Oggi l’uomo non deve fare i conti solo con la natura e stereotipi che si sono affermati nel corso dei secoli. Il suo ruolo sta cambiando con gli stili di vita e le tendenze che riguardano la moda ne sono una conferma. Ad esempio la cosmesi maschile è una pratica oramai ampiamente accettata. I ritocchi estetici non riguardano più certo solo le donne e l’attenzione all’alimentazione e alla forma coinvolge da vicino molti uomini alla ricerca della perfezione del corpo e dello spirito.

La moda fa parte di un mondo in cui la parola benessere è sempre più frequentemente collegata a bellezza. I valori estetici una volta considerati superficiali si fondono con gli stili di vita e danno valore alle persone. La comunicazione ha messo in secondo piano i prodotti. Vuole che le persone si sentano bene con se stesse anche quando guidano un’auto o acquistano un paio di scarpe. Le vuole perfette e in forma. Ma tanta ricerca della perfezione ovviamente ha molti limiti, può creare disturbi e ansie in chi mira a standard irraggiungibili.

Gli uomini sono più a rischio nel sentirsi inappropriati in questo nuovo ruolo. Le donne da molti decenni coltivano un sogno di bellezza fisica. Sono le prime a liberarsi dagli stereotipi, e mentre diventano sempre più competitive, nell’ambizione maschile la gentilezza è un fattore che spesso finisce in secondo piano. Ma fa parte di un nuovo modo di percepire l’estetica come parte di una intelligenza emotiva che è l’esatto opposto della violenza, che pure si esprime in questa società in tante forme, dalla violenza all’arroganza.

Essere gentili sul lavoro non paga

I gentili guadagnano davvero di meno? Se lo sono chiesti tre istituti universitari americani che hanno effettuato una ricerca su un campione di popolazione molto ampio di oltre 10 mila lavoratori. Lo studio ha confrontato i guadagni delle persone in base alla loro gradevolezza sociale. Sono state analizzate caratteristiche come gentilezza, disposizione a cooperare e a dare fiducia al prossimo. I risultati? Le persone più sgradevoli, competitive, arroganti e manipolatrici guadagnano in media il 18% in più.

Il pensiero che essere gentili non paga ovviamente fa breccia anche nell’universo femminile, con donne obbligate ad adottare comportamenti maschili iper competitivi per non farsi travolgere nel quotidiano. In questo caso, sempre secondo la ricerca precedente, il vantaggio economico della donna maleducata a fine mese sarebbe del 5%. Ma davvero per una manciata di soldi in più conviene rovinarsi la vita comportandosi da cafoni? Assolutamente no.

Essere gentili rende felici

Se essere gentili non rende ricchi, sicuramente fa le persone più felici. Gentilezza e buone maniere, soldi a parte, fanno sicuramente vivere meglio. Lo studioso Trevor Foulk dell’Università della California, ha scoperto che la maleducazione è contagiosa e il nostro cervello sarebbe incline ad imitare comportamenti scorretti più di quelli gentili. Il problema è che così facendo si sviluppano delle neurotossine che rendono la vita peggiore. In un clima di ostilità permanente a rimetterci è la salute di tutti, a cominciare da quella dei lavoratori che spesso lamentano problemi di stomaco, insonnia e mal di testa.

In un quadro che appare abbastanza fosco, gli studiosi sottolineano comunque come le persone più gentili e piacevoli siano in realtà più soddisfatte della propria vita. La qualità delle relazioni sociali basate sulla gentilezza è migliore. Anche tra i giovani, malgrado tutto ciò che si legge su prepotenza e bullismo, essere gentili è fondamentale a cominciare dai bambini. D’altronde se dai figli ci aspettiamo parole come ‘grazie’ e ‘per favore’, perchè non pretenderlo anche dagli adulti?

Come essere gentili sul lavoro

La domanda è come essere gentili nella vita, ma soprattutto in ufficio, dove passiamo gran parte del nostro tempo? Alle volte può bastare poco per conquistare la fiducia e la stima dei colleghi e creare una atmosfera meno ostile e più piacevole. Potrebbe bastare mostrarsi gentili portando un caffè inaspettato ad un collega, un bicchiere d’acqua o condividere con lui la merenda di metà pomeriggio. Importante è non alzare mai la voce e ricordarsi che nella percezione degli altri gli incontri negativi permangono molto più a lungo di quelli positivi.

Essere gentili e vincenti è possibile, per stare meglio si tratta di seguire alcuni semplici consigli durante l’intera giornata lavorativa mostrandosi disponibili e collaborativi. Bisogna sempre dare consigli e assistenza a chi ha bisogno di aiuto. Oppure offrirsi di restare qualche tempo in più o di arrivare in anticipo in ufficio per finire un lavoro importante. Potrebbe esaltare la vostra gentilezza complimentarsi con chi ha svolto bene un progetto, e non accanirsi con chi lo sbaglia.

Essere gentili sul lato umano è anche fondamentale, così come il sentimento di gratitudine. Significa essere riconoscenti e non parlare mai male di qualcuno diffondendo pettegolezzi. Ma anche salutare in modo cordiale i colleghi e condividere il pranzo con tutti, specie con l’ultimo arrivato. Trovare argomenti comuni evitando di mettere in difficoltà qualcuno. La cosa più gentile che si possa fare in assoluto è mettere in luce gli altri facendoli sentire bene e importanti. Magari sperando che un giorno qualcuno si ricordi di fare lo stesso con noi.