Erbe selvatiche commestibili

Consigli e proprietà delle erbe selvatiche commestibili e dei fiori di campo primaverili. Come riconoscerle e raccoglierle per utilizzarle in cucina per depurare e colorare di sapore e fantasia tante gustose e semplici ricette

Raccogliere erbe selvatiche commestibili è un’attività primaverile, quando la natura si risveglia e ci offre tante possibilità di gustare verdure che nascono spontanee. In questa stagione si formano germogli giovani e i boccioli dei fiori più teneri e gustosi spesso non considerati e dimenticati nei campi.

Le erbe selvatiche commestibili sono facili da trovare in aperta campagna e nei boschi, ed è bene sottolineare che più le erbe sono fresche e più sono curative. L’alternativa è rivolgersi al mercato rionale oppure al supermercato facendo attenzione alla freschezza. Ma davvero si tratta di un misto di pura salute? Basta pensare alle funzioni disintossicanti, toniche e diuretiche che queste semplici erbe racchiudono nel periodo di massima energia. Approfittare della loro maggiore disponibilità sul mercato diventa un’occasione di sperimentare fresche insalate e abbinamenti nuovi e sfiziosi. Bastano pochi minuti per arricchire semplici piatti di stagione.

Nella preparazione delle erbe selvatiche il lavoro più impegnativo è la pulitura delle foglie e dei fiori dalle impurità. Dimentichiamo i fornelli. Crude, cotte al vapore e fatte saltare in padella per pochi minuti sono l’ideale per preservare i nutrienti.

Come riconoscere erbe selvatiche

Alcune erbe commestibili sono inconfondibili e ormai facilmente riconoscibili. Si comincia dalle piante più comuni per i meno esperti. Fotografie e disegni aiutano nel processo di identificazione che parte dalla foglia ma riguarda anche la corteccia e il fiore. Può essere utile chiedere alle persone che abitano nel luogo il nome della pianta e farla vedere per togliere ogni dubbio. Se poi non c’è certezza, meglio non raccoglierla. Si può fotografare e farla vedere ad un esperto per la prossima volta.

Il tarassaco o dente di leone con i suoi fiori giallo-dorati è la più comune e diffusa. Le foglie appena spuntate hanno un elevato tenore di vitamina A e C e sono ricche di sali minerali. Tenere e saporite si possono consumare in insalata appena raccolti. Da non dimenticare le radici come efficace diuretico.

Il gustoso asparago selvatico che cresce spontaneamente nelle radure boschive. Qualche difficoltà di riconoscibilità è per il colore verde lo aiuta a mimetizzarsi tra le erbe del sottobosco. Le dimensioni sono variabili ma la somiglianza a quelli coltivati è evidente una volta individuato. Nessuno problema per riconoscere e individuare l’aglio ursino dalle foglie verdi allungate e fiori bianchi che odorano di aglio. Nei risotti, nell’accompagnare salse e insaporire insalate fresche è l’ideale.

Come raccogliere erbe selvatiche

Le migliori erbe selvatiche crescono lontano dai centri abitati, nelle vicinanze di strade, fognature e zone agricole. Quando? La raccolta si effettua al mattino quando è già alto con gli attrezzi da giardinaggio: un coltello e una forbice sono gli strumenti più adatti insieme all’utilizzo di cestini di vimini dove porre le piante senza rovinarle e mescolarle fra loro.

Le gemme si raccolgono a primavera quando iniziano a spuntare e sono tenere, le foglie prima che la pianta fiorisca mentre per cogliere i fiori bisogna aspettare la loro completa sbocciatura: solo rispettando i giusti tempi si può beneficiare appieno delle qualità dei principi attivi contenuti. Alcune erbe che si prestano all’uso culinario si possono pulire e conservare in frigo grazie a comodi sacchetti trasparenti.

Proprietà utilizzo erbe selvatiche

Quali proprietà hanno le erbe selvatiche commestibili? In generale sono depurative e ricche di minerali e vitamine capaci di risvegliare l’organismo dopo la pausa invernale.

Cura di animali domestici Mescolare foglie sminuzzate o polvere di ortiche nel cibo per cani e gatti li aiuta ad avere un pelo lucente. Per i cavalli meglio utilizzare i semi dell’ortica da aggiungere ogni tanto al normale mangime, svolgono un’importante azione benefica. Maggiore produzione di uova, con i semi di ortica si stimola naturalmente il lavoro di galline.

Cucina con erbe selvatiche I sapori sono davvero particolari per ogni erba in cucina da sole o accompagnate possono trasformarsi in un gustoso piatto, a seconda del gusto personale, dalla preparazione e dal condimento più adatto ad esaltare quel sapore particolare senza vanificarne i principi nutritivi.

Ricette con fiori e erbe selvatiche

Una semplice insalata di erbe selvatiche così come una padellata di verdure appena scottata si rivelano veloci alternative veloce che soddisfano salute, palato e vista. L’ortica con i suoi teneri germogli e il tarassaco insieme a borragine, malva, menta e alle diverse varietà di cicoria, crescione e ruchetta selvatica sono le varietà più utilizzate in cucina. Una vera prelibatezza è l’erba di silene dal sapore delicato che ricorda la verza, in aggiunta all’insalata oppure cotta per insaporire pietanze e sughi vegetali.

Le erbe selvatiche commestibili oltre che crude nell’insalata si usano per cucinare frittate, minestre, risotti e torte salate. Meglio scottare che bollire. Il rischio è che diventino acquose e perdano il loro tipico sapore insieme ai preziosi principi nutritivi. L’eccezione è per i boccioli del tarassaco da condire poi con olio e limone. E cosa dire dei petali nel piatto? Petali di violette e qualche fiore integro regalano un effetto di freschezza e naturalezza tipica della primavera.

Tra i fiori commestibili troviamo primule, violette, fiori di malva, borragine, nasturzio, calendula, fiordaliso e persino le margherite. A seconda dei colori e dei sapori si possono trovare combinazioni eccellenti. L’esempio è un mix di ruchetta (ha un sapore più piccante della rucola), crescione (sapore pungente) e tarassaco (gusto amarognolo). Si possono unire alle uova soda e condire con olio aceto e sale o senape. Al posto dell’olio si può utilizzare un soffritto di dadini di lardo, pancetta oppure prosciutto.