Erbe aromatiche in vaso

Tutti conosciamo le erbe aromatiche per averle gustate come ingredienti saporiti in molti piatti tipici italiani. La fase successiva è la loro coltivazione in casa o sul balcone all’aperto. Una attività che non richiede grande competenza, se non un minimo di passione del giardinaggio e pollice verde, ma che può dare molta soddisfazione. Come le erbe selvatiche, queste piantine oltre agli utilizzi in cucina offrono molti benefici sulla salute.

Le erbe aromatiche sono un vero patrimonio della cultura mediterranea che nascondono proprietà digestive, depurative, diuretiche e toniche e virtù salutari che qualsiasi erboristeria può descrivere. Possono essere anche una valida alternativa al sale. Coltivare sul balcone una raccolta di erbe può servire per qualsiasi evenienza, dalla preparazione di infusi caldi ad annusare l’aroma che sprigionano per alzare il morale e dimenticare la stanchezza.

Indice

Nomi erbe aromatiche

Prima di capire come coltivarle sul balcone, vediamo quali sono i nomi delle erbe aromatiche più diffuse e facili da coltivare per questioni salutari o per essere usate in cucina. Molte hanno sapori e odori perfetti per rivisitare ricette regionali e ritrovare vecchi e nuovi sapori della cucina italiana. Le piantine si possono acquistare anche al supermercato o in qualsiasi vivaio in comodi vasetti di plastica. In questo caso controllare le radici sotto il vaso che devono essere bianche e poco sviluppate.

I nomi delle erbe aromatiche più comuni sono rosmarino, timo, maggiorana, alloro, menta, dragoncello e basilico, insieme alla lavanda. Chi preferisce l’acquisto tramite internet deve specificare il nome esatto della pianta per evitare confusioni nel riconoscimento. Meglio la nomenclatura in latino a cui fa seguito la famiglia di appartenenza. Il Prezzemolo ad esempio è Petroselium crispum, parte della famiglia delle Umbrellifere.

Utilizzo e proprietà erbe

II timo viene usato in infusione per tisane decongestionanti e disinfettanti delle vie respiratorie, è presente in prodotti cosmetici perchè riduce ipersudorazione, ma è ottimo anche in cucina per insaporire arrosti e pietanze. Con le foglie di salvia si preparano tisane con funzione diuretica e anti infiammatoria del cavo orale, ma come aromatizzante é usata in molte ricette di primi e secondi piatti. Il rosmarino è molto usato in cucina e contiene flavonoidi ad azione antiossidante che facilitano la digestione.

L’alloro è una pianta molto robusta e facile da coltivare in vaso. Si usa nelle pietanze, per preparare tisane digestive o per allontanare gli insetti nei barattoli casalinghi dove si conservano fagioli e cereali. La menta è una pianta infestante che oltre alle note proprietà organolettiche, ha una azione digestiva e può venire usato come vasodilatatore per la mucosa nasale. La maggiorana è tra le più diffuse erbe aromatiche per preparare tisane con effetto calmante e sedativo come antispasmodico naturale.

Il dragoncello ha un sapore leggermente piccante che stimola l’appetito, aiuta la digestione ed è utilizzata nella preparazione di cibi in cucina. Il basilico tra le erbe aromatiche è forse quella più conosciuta per la famosa ricetta del pesto ligure e di altri condimenti per i primi piatti. Come vedremo in seguito, il basilico si coltiva in modo semplice e a livello officinale ha proprietà antiossidanti e stimola i succhi gastrici. La lavanda ha proprietà e principi attivi in grado di alleviare diversi disturbi. Oltre a favorire distensione e relax, allieta insalate, diventa tisana e può trasformarsi in essenza profumata.

Coltivare erbe aromatiche

Coltivare erbe aromatiche è facile ma bisogna valutare spazio, esposizione e fare un piccolo investimento in materie prime e tempo necessario per l’organizzare del lavoro, soprattutto nella fase iniziale. Fondamentale è scegliere le varietà migliori per creare un bouquet personale di profumi e sapori: rosmarino, salvia, maggiorana, santoreggia e timo sono i nomi delle piantine più comuni che amano il sole e l’asciutto.

Per coltivare erbe aromatiche possono bastare piccoli contenitori sul davanzale o una fioriera, basta avere spazio e luce sufficiente. Si tratta di piantine rustiche e robuste che si adattano facilmente ad ogni spazio e non necessitano di cure particolari. Per chi vuole non si è mai dilettato in giardinaggio le soddisfazioni non tarderanno ad arrivare: avere un giardino degli aromi sul balcone è una esperienza divertente e affascinante.

Oltre a scegliere i nomi delle erbe aromatiche sarebbe opportuno fare attenzione al periodo di coltivazione in modo da avere un piccolo orto di aromi per tutto l’anno. Quelle perenni sono facili da coltivare e sopravvivono all’aperto in tutte le stagioni. Erbe mediterranee come salvia e rosmarino sono molto resistenti ma necessitano di mezza giornata di luce solare. L’umidità del terreno deve essere rispettata in particolare durante l’estate mentre in autunno e inverno si bagna solo se il terriccio risulta arido.

Si possono coltivare erbe aromatiche in modo più economico partendo da talee, staccando rami di piantine originali in primavera o fine estate e piantandole in vaso. Il successo della talea dipende dal tipo di pianta, dalla cura e competenze del giardiniere di turno. Servono un pò di esperienza, voglia di sperimentare. Menta, lavanda, rosmarino e timo hanno maggiori probabilità di successo nella propagazione.

Vasi, terriccio e raccolta

I materiali dei vasi per coltivare erbe aromatiche sono diversi, ognuno con pro e contro. Il consiglio è di disporre di vasi distinti in cui trapiantare erbe diverse. La terracotta è traspirante quindi la pianta tende a perdere umidità, il legno è costoso e si lascia marcire con il tempo, mentre la plastica trattiene l’umidità e tende al ristagno. Si possono riutilizzare anche vecchi vasi di terracotta o di plastica di piccole e medie dimensioni facili da posizionare e spostare durante la stagione fredda.

L’invasatura delle erbe aromatiche è un’operazione semplice ma che va preparata. Significa mettere a dimora la piantina una volta acquistata, trasferendola in un vaso più grande. Se il vaso è vecchio prima bisogna ripulirlo dentro e fuori con una spazzola dura e poi immergerlo almeno un giorno in una soluzione di solfato di rame e calce per disinfettarlo. Se invece il vaso è nuovo bisogna tenerlo immerso in acqua per qualche ora in modo che si imbeva d’acqua.

Il terriccio migliore per coltivare erbe aromatiche è leggero e ben drenato. Va bene anche il terriccio universale venduto nei supermercati formato da ingredienti eterogenei di miscele organiche e biologiche. Prima di mettere la terra nel vaso disporre sul fondo uno strato di cocci o ghiaia grossolana per il drenaggio, poi aggiungere la terra e trapiantare la pianta, infine innaffiare. Un buon drenaggio, l’elevata attività biologica e la capacità di trattenere l’umidità sono tra le caratteristiche principali per creare un buon materiale di base.

Se alla fine otterrete delle belle piantine di erbe aromatiche, dovrete prestare massima attenzione anche alla raccolta. Prezzemolo, erba cipollina o basilico fioriscono per creare semi e per prolungarne la vita le foglie vanno colte spesso. Del prezzemolo è meglio rimuovere l’intera foglia scartando quelle più vecchie. Il rosmarino va tagliato a circa 10 cm dal ciuffo a più riprese per evitare che diventi legnoso. Il basilico si può tagliare con forbici o pizzicarne le foglioline tra indice e pollice.

Basilico in vaso

Il basilico è tra le erbe aromatiche che non possono mancare dell’orto casalingo. Ogni cuoca che si rispetti coltiva una piantina per impreziosire salse, insalate, pasta e pizza. Verde intenso, viola, vermiglio, riccio, a palla, gigante: il basilico ha più di 50 varietà, ma il suo penetrante aroma è inconfondibile. L’etimologia del suo nome che arriva dal greco antico ‘Basilikon’ (regale), ne conferma il ruolo di re della cucina. Dona un gusto vivace a qualsiasi pietanza e ben si adatta a ricette tipiche della cucina mediterranea e asiatica.

Il basilico é diffusissimo nelle regioni calde e temperate, dove cresce naturalmente in estate ed è coltivato in serre e vasi. Tutti lo consideriamo una pianta mediterranea, in realtà è originaria dell’antica India, dove era sacra e preferita da Vishnu, massima divinità della religione induista. Per questo il basilico veniva venerato ed annaffiato tutti i giorni, mentre di notte era illuminato con lumini. Dal Medio Oriente le piantine arrivarono nella Grecia Antica, all’inizio con un pò di diffidenza, dato che inizialmente si pensava fosse il simbolo dell’odio.

La varietà più comune di basilico è l‘Ocium basilicum, facile da coltivare ha bisogno di sole, un terreno ricco con un buon drenaggio e una posizione riparata. La stessa cura è riservata alla versione tailandese (Ocium basilicum var. thyrsiflora), caratterizzato da grandi foglie dall’aroma particolarmente intenso, mentre sono decisamente più piccole e allungate quelle del basilico greco dal profumo più dolce. Impossibile non citare il basilico genovese dalle foglie larghe di varie dimensioni che dipendono dalle varietà.

Uso del basilico

Il basilico gigante o nano che sia è un ingrediente fondamentale per la preparazione del pesto ligure e napoletano con salsa di pomodoro. Per prolungare la fase vegetativa è bene eliminare le infiorescenze dato che dopo la fioritura il potere aromatico delle foglie si riduce notevolmente e le foglie prendono un gusto amaro. Raccogliere le foglie singolarmente o gli steli interi per favorire la crescita a cespuglio e mai cuocerlo, è una pianta delicata che perde facilmente le sue proprietà. In frigorifero si può conservare fresco qualche giorno avvolto in un canovaccio da cucina.

L’essiccazione è consigliabile per il basilico napoletano, mentre le foglie si possono riporre in vasetti accuratamente sterilizzati, alternate a strati di sale e poi ricoperti di olio. Si conserva bene in olio extravergine di oliva che può venire usato per condire la pasta. Frullandolo e aggiungendo aglio e formaggio grana, si ottiene il pesto che può essere riposto in piccoli recipienti, congelato e consumato all’occorrenza, facendo attenzione di finire l’intero prodotto contenuto nel recipiente. In questo modo si può conservare il basilico per parecchi mesi in luogo fresco a temperatura ambiente.

Dal punto di vista strettamente nutritivo il basilico contiene principalmente vitamina K, ma il penetrante aroma è stato sfuttato fin dall’antichità a livello terapeutico e medicinale. Sembra che il suo consumo possa migliorare disturbi digestivi e nausea, mal di testa e congestione nasale in caso di malattie da raffreddamento . Il suo profumo allontana le zanzare e annusare le foglie può servire contro stati d’animo negativi e affaticamento mentale. Durante l’acquisto per scegliere la varietà preferita bisogna odorare e assaggiare una fogliolina.

Lavanda in vaso

La lavanda è un’erba aromatica sempreverde resistente dalla crescita spontanea che fiorisce in estate: spighe violette profumate fanno bella mostra nei campi assolati dei paesi mediterranei occidentali dove il clima secco e il terreno calcareo ne favorisce la crescita. Apprezzata dagli Egizi come essenza profumata, la lavanda veniva utilizzata quotidianamente nella cosmesi e nei riti di mummificazione.

I fiori di lavanda venivano sparsi nelle acque termali e come spezia era aggiunta nelle vivande per favorire la digestione, contro flatulenza e mal di stomaco. E’ usata come rimedio per conciliare il sonno, contro disturbi nervosi, come conservante naturale e nella cosmesi in saponi e profumi a partire dall’Inghilterra dell’Ottocento. Facile anche da coltivare, tollera la siccità. Sforzi selettivi ne hanno definito molteplici varietà che si differenziano per grandezza, colore e forma.

La lavanda è una pianta robusta che ama il caldo ma non sopporta l’acqua stagnante. Fiorisce nei mesi di luglio agosto e i suoi arbusti rallegrano e abbelliscono giardini e terrazzi in estate con i colori violetti, mentre in inverno le foglioline sempreverdi animano le aiuole. Preferisce terreno leggeri, secchi e calcarei. Per coltivarla in vaso meglio mescolare al terriccio qualche palettata di sabbia e mantenere la distanza di almeno 60 centimetri tra una pianta e l’altra.

Ottima compagna delle rose, il profumo di lavanda è un valido repellente per pidocchi e formiche. Si innaffia solo nei periodi di grande siccità. La varietà nana è più adatta per essere coltivata in vaso. La raccolta avviene in luglio e agosto a seconda del luogo di coltivazione, a mezzogiorno quando il sole è più alto. Si privilegia la sommità fiorita che viene recisa circa dieci centimetri al di sotto del punto in cui inizia il fiore.

Uso della lavanda

Tra le erbe aromatiche facili da coltivare la lavanda è molto utilizzata in aromaterapia. Ogni singolo fiore emana un profumo caratteristico che invita le api nella raccolta del polline sotto lo sguardo vigile del contadino compiaciuto dal lavoro svolto da queste operaie naturali inconsapevoli di favorire la produzione di questa fresca fragranza. Per essiccarla e conservarla è necessario legarla a piccoli mazzi e appenderla a testa in giù in un luogo ben areato e all’ombra per preservare il profumo. In seguito i fiori si separano dagli steli sfregandoli delicatamente.

La conservazione della lavanda avviene in recipienti in vetro e porcellana, indispensabili per mantenere nel tempo le proprietà della lavanda che devono essere protette dalla luce e chiuse ermeticamente da consumare nel periodo di un anno. Una ciotola piena di fiori di lavanda freschi, profumati posta sulla scrivania, può combattere lo stress. Aggiunta nel bagno sotto forma di essenza aromatica e come profumazione ha un effetto piacevolmente rilassante. Cinque gocce di lavanda su una zolletta di zucchero due volte al giorno risolve problemi di inappetenza, flatulenza e mal di testa.

I fiori di lavanda, dal rosa chiaro al lilla, dal porpora a un intenso violetto scuro, si possono unire a infusi e punch per impartire proprietà calmanti. Bolliti nel vino oppure in acqua dolcificata con il miele, alleviano i dolori al fegato, bronchi e ai polmoni. Nella cosmesi una semplice lozione preparata come un infuso, combatte brufoli e impurità della pelle. In cucina i fiori della lavanda vengono lasciati macerare nell’aceto per preparare un ottimo condimento per frutta e verdura.

Le sommità di fiori di qualità particolari sono utilizzati per fare marmellate speciali, aggiunti semplicemente nelle insalate danno un tocco di colore in più, mentre marinate insieme alla carne di manzo o pollo danno un tocco floreale delizioso. Zucchero strofinato con fiori freschi e lasciato riposare per alcune settimane prende un leggero sapore e colore ideale per biscotti e torte. In bevande come limonata o cocktail si può aggiungere come rinfrescante, ma anche nella cioccolata calda.

In generale non esistono controindicazioni per l’utilizzo della lavanda ma potrebbero esistere allergie specifiche. Prima di usare le erbe aromatiche in qualsiasi preparato di cucina o cosmetico è meglio chiedere un parere al medico di fiducia o in erboristeria per essere sicuri che non interferisca con altri farmaci. Per non avere alcun problema i fiori di lavanda si possono riporre in sacchetti da mettere negli armadi e nei cassetti per profumare e proteggere i vestiti dalle tarme.