emoji

I simboli delle emoji sono talmente diffusi e utilizzati nella società moderna da entrare in museo: il set originale di 176 simboli figurativi Made in Japan è entrato a far parte della collezione permanente al Museo di Arte Moderna di New York

Certo entrare al MoMa da protagonisti non è un privilegio offerto a tutti, a testimonianza del fatto di come oramai l’importanza del fenomeno delle emoji abbia coinvolto tutti i livelli della società moderna, dalla comunicazione fino all’intrattenimento e alla cultura.

Un percorso di arte e design senza tempo, così è stata definita la storia di emoji dai curatori del museo da sempre interessati a questo genere di aspetto di evoluzione culturale. Dai geroglifici dell’età della pietra, alla scrittura cinese fino ad arrivare al linguaggio dei manga che grazie ai sistemi operativi prima di Apple poi di Google si sono diffusi ovunque, anche nel mondo degli affari.

La storia del successo di emoji risale alla fine degli anni ’90 quando compagnia telefonica giapponese (Nippon Telegraph Telephone) ideò una gran quantità di cuori, smile e faccine come piccoli quadratini in formato pixel per animare messaggi sui telefonini. Il modo veloce e intuitivo di comunicare con le immagini è subito piaciuto. Da allora c’è stata una continua evoluzione delle emoji pronte a interpretare e a riflettere i cambiamenti tipici del nostro tempo.

Evoluzione delle Emoji

Il design delle forme e dei colori definisce i termini di paragone tra alcuni vecchi simboli di difficile traduzione e il nuovo ricco di sfumature e di richiamo immediato. Lo stesso Museo di Arte Moderna di New York ha deciso di allestire nella hall di entrata una postazione dove il visitatore può confrontare i vecchi simboli pixellati con quelli attuali grazie a un sistema di animazione grafica. Poi ci sono i numeri. Da 176 simboli si è arrivati a 1.800 in un vortice di continui aggiornamenti tra polemiche (sostituzione del simbolo pistola) e nuove rappresentazioni in cui la parola d’ordine è multirazzismo.

Esempi e significato Emoji

Lo stesso New York Time ha dedicato all’argomento un ampio articolo in cui si possono osservare più da vicino le tipologie di emoji nella versione originale con tanto di spiegazione e di possibili agganci alla dimensione presente. Alcuni figurano come semplici simboli nel pieno della propria evoluzione pronti a dettare suggerimenti interessanti per la comunicazione moderna. Come la trasformazione di paio di occhi capaci di sbalordire, ammiccare e anche dispiacersi nelle più moderne faccine rotonde gialle con tanto di occhi e bocca.

emoji originali

Emoji creati a scopo di marketing

Non solo il progresso guida la trasformazione di questi simboli grafici senza tempo paragonati agli ideogrammi e sempre pronti a rappresentare un’idea da comunicare. La volontà di arrivare in modo rapido e diretto al consumatore guida le aziende che hanno voluto collaborare per realizzarli. Ecco che il simbolo di un hamburger si trasforma in un fast food mentre una scarpa con il tacco evoca un negozio di abbigliamento per signora.. e gli esempi si sommano.

Comunicazione del futuro?

Sarà il messaggio breve a fare la differenza anche nel futuro? Su internet esiste una vera e propria enciclopedia delle Emoji in cui trovare forme e categorie. Basta un semplice click per verificare quanta strada abbiano fatto negli anni e come il loro successo di alfabeto dell’ultima generazione non accenni a diminuire, anzi. Lo dimostra la notizia della prossima uscita di un nuovo film prodotto dalla Sony Pictures Animation ambientato nel mondo digitale il cui titolo – Emojimovie: Express Yourself – è tutto un programma.