emoji

In un mondo virtuale dove comunicare e inviare messaggi è sempre più semplice ed immediato, anche le parole possono non bastare o essere superflue. Emoji ed emoticon sono i nuovi codici della comunicazione. Divenuti popolari in Giappone, si sono poi diffusi anche negli Stati Uniti e nel resto del mondo grazie all’avvento degli smartphone, diventando un linguaggio contemporaneo consolidato.

Emoji ed emoticon non rappresentano una involuzione del linguaggio scritto, ma una sua estensione ed evoluzione. Per definire questo si usano termini come alfabeto illustrato, giochino divertente, figurine, pittogrammi digitali, iconcine. Certo è che con i moderni smartphone le possibilità di comunicare emozioni si sono ulteriormente evolute attraverso vere e proprie immagini dal grande impatto mediatico.

Indice

Invenzione di emoji ed emoticon

La storia degli emoji risale alla fine degli anni ’90 quando l’inventore Shigetaka Kurita della compagnia telefonica giapponese tlc Ntt Docomo ideò piccoli quadratini in formato pixel per offrire un servizio meteo infografico agli utenti. In seguito le stilizzate faccine stilizzate si sono rivelate eccellenti per animare messaggi sui telefonini: un modo veloce e intuitivo di comunicare con i segni.

Emoji ed emoticon non sono la stessa cosa. Se le prime come abbiamo visto sono veri e propri pittogrammi creati ed interpretati dal computer, le emoticon utilizzano semplicemente la punteggiatura e sono nate qualche tempo prima. Nel 1982 fu un informatico americano della Carnegie Mellon University a pensare che felicità, approvazione potessere essere rappresentate in questo modo 🙂 e tristezza in questo 🙁

Significato emoji più usate

Se le emoticon sono oramai una realtà consolidata, i miglioramenti delle emoji dal punto di vista grafico continuano, pronte a interpretare e a riflettere i cambiamenti tipici del nostro tempo. Non a caso anche Facebook ha introdotto la possibilità di rispondere ai commenti con cinque icone: cuore, faccina divertita, arrabbiata, stupita e piagnucolante. 2666 sono le emoji ufficiali rilasciate dal cosorzio unicode.

Su internet esiste una vera e propria enciclopedia in cui trovare tante forme e categorie, ma esiste anche uno strumento gratuito l’Emojitalianobot con cui è possibile costruire un dizionario italiano a faccine. La faccina più utilizzata su Twitter e Facebook è il volto con le lacrime di gioia. Seguono il cuore rosso, gli occhi del cuore che sorridono e il volto che bacia e sorride. 5 miliardi è il numero di emoji inviate ogni giorno su Facebook in maggioranza dalle donne.

Secondo una ricerca di Adobe spesso due o più emoji vengono inviate contemporaneamente, come ad esempio il cuore con una faccina sorridente o che manda un bacio. Secondo una ricerca di Samsung gli italiani sembrano particolarmente affezionati alla faccina che manda un bacio e al pollice alzato. Generalmente si inviano messaggi con emoji dal significato certo per evitare fraintendimenti in particolare tra colleghi di lavoro ma anche sui siti di incontro.

Faccine tra arte e cinema

Nel 2017 è’ uscito Emoji Movie, un film animato dove le faccine contenute nei messaggi diventano protagoniste. Ma che le emoji facciano parte a tutti gli effetti della nostra società sul piano culturale lo dimostra il particolare rapporto tra emoji e arte moderna: il MoMa di New York ospita una mostra permanente dell’alfabeto delle nuove generazioni. Il set originale di 176 simboli figurativi Made in Japan è entrato a far parte della collezione permanente del MoMa.

I curatori del museo sono da sempre interessati ai fenomeni di evoluzione culturale e credono che le emoji siano un fenomeno di arte e design senza tempo. Dai geroglifici dell’età della pietra, alla scrittura cinese fino ad arrivare al linguaggio dei manga che grazie ai sistemi operativi prima di Apple poi di Google si sono diffusi ovunque, anche nel mondo degli affari. Il design delle forme e dei colori definisce i termini di paragone tra alcuni vecchi simboli di difficile traduzione e il nuovo ricco di sfumature e di richiamo immediato.

Lo stesso Museo di Arte Moderna di New York ha deciso di allestire nella hall di entrata una postazione dove il visitatore può confrontare i vecchi simboli pixellati con quelli attuali grazie a un sistema di animazione grafica. Poi ci sono i numeri. Da 176 simboli si è arrivati a 1.800 in un vortice di continui aggiornamenti tra polemiche (sostituzione del simbolo pistola) e nuove rappresentazioni in cui la parola d’ordine è multirazzismo.

Simbologia per il futuro

Lo stesso New York Time ha dedicato all’argomento un ampio articolo in cui si possono osservare più da vicino le tipologie di emoji nella versione originale con tanto di spiegazione e di possibili agganci alla dimensione presente. Alcuni figurano come semplici simboli nel pieno della propria evoluzione pronti a dettare suggerimenti interessanti per la comunicazione moderna. Come la trasformazione di paio di occhi capaci di sbalordire, ammiccare e anche dispiacersi nelle più moderne faccine rotonde gialle con tanto di occhi e bocca.

Ma non è solo il progresso tecnologico a guidare la trasformazione di questi simboli grafici. Come gli ideogrammi, gli emoji sono sempre pronti a rappresentare un’idea da comunicare, rappresentando anche per le aziende un modo rapido e diretto per arrivare al consumatore. Il simbolo di un hamburger si trasforma in un fast food mentre una scarpa con il tacco evoca un negozio di abbigliamento per signora. Gli esempi si sprecano: sarà il messaggio breve a fare la differenza?

emoji originali

Nuove emoji

Ogni anno gli aggiornamenti dei principali software introducono nuove emoji per dare l’opportunità agli utenti di esprimersi con maggiore diversità. L’esempio sono l’introduzione di variazioni del colore della pelle, coppie miste, soggetti in carrozzina, cibi, bevande e nuovi oggetti simboli di culture diverse. I nuovi simboli sono scelti con una procedura abbastanza complessa.

Si parte dai disegni di icone elaborati da esperti in comunicazione che fanno capo all’Unicode Consortium. E’ l’ente internazionale che si occupa di mettere insieme e uniformare i caratteri adattandoli a sistemi differenti. Dopo studi ed eventuali approvazioni i nuovi simboli vengono ufficializzati e condivisi su una piattaforma comune da cui i vari brand ricavano una loro versione che deve essere molto simile all’originale.

Le emoji non possono essere modificate nè personalizzate. Oggi il fenomeno delle faccine è diventato talmente importante in tutto il mondo che è stata istituita una giornata mondiale, il 17 luglio. La scelta della data si rifà al disegnino che identifica l’icona calendario. Nuove o vecchie che siano, può essere interessante vedere come si sono evolute nel tempo.