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Dopo i risultati delle elezioni, come al solito, più che leggere i programmi e discutere su come risolvere i problemi, ci si chiede come si possa avere votato l’improponibile leader della parte avversa. Ma alla fine chi ha votato per i vari Bersani, Berlusconi, Monti, Grillo e Ingroia?

Un tempo nessuno ammetteva di votare Dc… poi invece regolarmente la Democrazia Cristiana vinceva le elezioni. E oggi come la mettiamo? Un interessante sondaggio Ipsos è andato a sondare il gradimento dei maggiori politici italiani a capo degli schieramenti di sinistra, centro e destra tra le varie categorie sociali, innanzitutto Bersani e Berlusconi, agli antipodi per storia personale e non solo, poi Grillo, Monti e Ingroia. Cominciamo col dire che tra tutti i 5.478 intervistati dal sondaggio in rappresentanza della popolazione italiana, il gradimento dei leader è il seguente: Bersani (44%), Berlusconi (22%), Monti (33%), Grillo (31%) Ingroia (25%). Berlusconi e Grillo sono gli unici leader nettamente più forti presso la popolazione maschile che femminile, rispettivamente di 6 e 8 punti percentuali.

Il gradimento secondo le età mostra per Bersani maggiore uniformità in tutte le generazioni (massimo, 52%, tra i 55-64 anni), mentre per Berlusconi il gradimento scende in specie tra 18-24 anni e tra chi ha oltre 65 anni. Grillo è il più amato dai giovani (51%) e il meno amato dagli anziani, l’esatto opposto di Monti che tra gli over 65 raggiunge il 37% ma anche tra 18-24 piace al 39% di intervistati. Per Ingroia maggiore appeal nella fascia 55-64 anni di italiani.

La scolarizzazione degli elettori che votano i leader è la seguente: i laureati preferiscono Bersani (51%), Monti (43%) e Ingroia (29%); la maggioranza di chi ama Berlusconi ha invece la licenza elementare o nessun titolo di studio (29%), mentre Grillo ha la maggioranza dei sostenitori tra i diplomati (37%).

Per quanto riguarda le professioni Bersani è il più gradito a imprenditori (48% lo preferisce) e pensionati (51%); Berlusconi va bene tra commercianti, lavoratori autonomi (38%) ma anche tra operai e disoccupati (entrambi al 28%); Monti tra gli imprenditori (41%), Grillo tra commercianti e studenti (entrambi 44%), mentre Ingroia piace a impiegati e insegnanti.

Quanto a fede religiosa dicono di gradire Bersani sia i non praticanti (47%) che i praticanti assidui (46%), mentre Berlusconi raggiunge il suo massimo di preferenze tra i cattolici impegnati in organizzazioni religiose (26%) e gli assidui (24%). Proprio come Monti che ha percentuali più alte (38% in entrambi i gruppi precendenti), mentre per Grillo e Ingroia i non praticanti e non credenti raggiungono il loro massimo rispettivamente del 37% e 26%.

Ma gli italiani come si formano le opinioni sui leader e la loro politica? Per i fans di Bersani prevalgono i giornali (50%) seguiti dalla radio (47%) così come per Monti con percentuali del 40 e 34%; per Berlusconi funziona la televisione e la radio (29% e 25%), mentre dei suoi elettori si informa sui giornali solo il 19%; per Grillo internet (44%) e Tv (41% malgrado si rifiuti di partecipare alle trasmissioni). Per Ingroia radio, internet e giornali sono tutte all’incirca al 30%. Insomma, inutile stupirsi per chi vota questo o quello: come sempre gli italiani hanno i politici che si meritano, putroppo.