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Nel consueto baillame di dichiarazioni dopo voto al primo turno delle elezioni amministrative 2012, nel tracollo generale dei partiti si sono sentiti alcuni distinguo. Ecco la realtà di quanto successo.

E’ l’istituto Cattaneo di Bologna che aiuta a fare un pò di chiarezza tra tutti i dati. Il confronto è realizzato tra le elezioni comunali del 2012 e le precedenti elezioni regionali del 2010. I votanti passano dal 73,7 % al 66,9%. Il Popolo della libertà Pdl prende complessivamente 175.000 voti in meno: 101.000 li perde al Nord (-61%), 33.000 nella Zona rossa (-60%) e il restante 40% li perde al centro sud. La Lega Nord perde il 67% di voti al nord e l’80% nella zona rossa. Va un pò meglio l’Udc che a livello nazionale perde solo il 6,5%.

Il Partito Democratico Pd rispetto al 2010 perde 91.000 voti, il -29% a livello nazionale ovvero – 60.000 voti al nord (-30%), 19.000 nella zona rossa e 12.000 voti in meno al sud. L’Italia dei Valori perde il 58% dei voti a livello nazionale. Sinistra Ecologia e Libertà e Federazione della Sinistra perdono il 16% di voti. Rispetto alla precedenti elezioni Comunali del 2008 complessivamente il centrodestra nel 2012 perde il 14% dei voti mentre il centrosinistra registra una flessione del 4%. Passando ai vincitori il Movimento 5 Stelle di Grillo ha preso un totale di 200.000 voti, l’8,74% su scala nazionale: il 10,75% al nord, il 12,7% nella zona rossa e al Sud il 3,6%.