L’educazione finanziaria è indispensabile per investire in modo consapevole, ma serve parlare di soldi anche ai bambini nel modo giusto. Quando si tratta di denaro può essere complicato essere onesti e oculati ad ogni età

Cosa serve l’educazione finanziaria e di cosa si tratta? Viviamo un periodo complicato sotto il piano sociale ed economico in cui crisi e crac bancari hanno rovinato molto cittadini, famiglie e piccoli investori e risparmiatori di tutto il mondo. La finanza personale mai come di questi tempi naviga a vista senza certezze e chi ha soldi da investire, o semplicemente deve pensare ad una forma pensionistica alternativa, ha a disposizione pensioni integrative, polizze vita e mille altri strumenti che dovrebbero essere studiati con una opportuna preparazione.

Per educazione finanziaria si intendono le minime competenze economiche per pianificare il futuro, risparmiare e non indebitarsi, investire soldi tutelandosi da frodi in modo autonomo o facendosi consigliare da esperti. Il tema è di importanza fondamentale e ha ricadute importanti sulla società per la tutela di anziani, disoccupati e persone con basso livello di istruziione. Per questo nascono le prime iniziative pubbliche e private per parlare di finanza ai giovani. Ma com’è la preparazione degli italiani in termini economici finanziari e cosa fare per migliorare la situazione?

Educazione finanziaria in Italia

Rispetto alla media del mondo gli italiani hanno una educazione finanziaria scarsa: secondo i dati raccolti dalla ricerca Laboratorio sul secondo welfare siamo all’ultimo posto nei paesi dell’Ocse e al penultimo nel G20. Persone meno abbienti e senza formazione scolastica hanno le competenze minori e purtroppo è proprio in assenza di una adeguata educazione finanziaria e capacità di analisi che i rischi per i cittadini di subire perdite o eventuale truffe crescono in modo esponenziale.

In più stanno crescendo in modo esponenziale prodotti finanziari di ogni genere, dalle criptovalute non soggette al controllo delle banche centrali, al crowdfunding che consente di partecipare a progetti speculativi di bond o fondi chiusi. Anche se le promesse si rendimento sono molto alte, si tratta di investimenti complessi e molto rischiosi che non sono liquidi, ovvero non si possono vendere prima della scadenza e non offrono alcuna garanzia. Insomma è chiaro che se agli adulti servirebbe un manuale per sapersi destreggiare, la capacità di gestire piccole somme dovrebbe invece cominciare già da bambini.

Educazione finanziaria per bambini

Chi ha un figlio sa che ogni età ha una domanda che non ti aspetti. Così prima o poi arriva anche il momento di parlare di soldi ai bambini. Dall’età di 8 – 14 anni si inizia a essere più consapevoli del mondo e in particolare ci si chiede come fare soldi e amministrare il denaro. Malgrado la società sembra ruotare attorno all’economia, questo è un argomento che non tutti i genitori sanno affrontare nel modo corretto e con onestà.

Il problema dell’educazione finanziaria per bambini è stato analizzato in America da alcune ricerche come la Parents, Kids & Money Survey della società di investimenti T. Rowe Price. Guardando i dati emerge che anche se il 76% dei genitori non ha difficoltà a discutere di denaro con i bambini regolarmente, il 77% di mamme e papà non dicono la verità. La mancanza di onestà è dettata principalmente dalla volontà di nascondere preoccupazioni di natura finanziaria ai figli. Un modo per difenderli dagli altri e non minare le loro certezze?

Tra le bugie più comuni dei genitori in tema di denaro, il 43% nasconde preoccupazioni in ambito finanziario a figli. Il 32% racconta ai figli di non potersi permettersi una spesa che potrebbe sostenere. Il 27% non fornisce informazioni sulla reale situazione finanziaria della famiglia. Secondo gli esperti bugie e risposte evasive non servono. Nel parlare di soldi ai bambini i genitori dovrebbero essere il più possibile trasparenti e onesti possibile per trasmettere sia comportamenti corretti, ma anche le loro competenze in ambito finanziario.

Parlare di soldi ai bambini

Parlare di soldi ai bambini in questo periodo può non essere così facile. Tutti gli adulti hanno grandi o piccoli problemi a livello finanziario. Invece di raccontare le proprie esperienze, anche fallimentari, i genitori tendono piuttosto a nascondere le loro insicurezze e paure ai figli. La ricerca sottolinea come i genitori affrontano addirittura con meno ansia argomenti scomodi come bullismo, droga, sigarette, piuttosto che parlare delle finanze familiari. Quanto sia importante l’educazione finanziaria, ovvero risparmiare e spendere soldi in modo intelligente, oppure come affrontare l’inflazione e diversificare gli investimenti, è spiegato in minima parte.

La metà dei genitori (51%) insegna ai figli come impostare un obiettivo di risparmio. Il 46% spiega come risparmiare sulla spesa. Il 19% spiega il significato di inflazione, cosa sono gli investimenti (16%) e come diversificarli (11%). Eppure i bambini sono continuamente esposti a stimoli che riguardano il consumo di beni materiali e a transazioni finanziarie. Senza corrette nozioni di base sull’economia da adulti avranno difficoltà a capire il valore del denaro e ad usarlo correttamente. Come fare a discutere di soldi senza sbagliare? Ecco alcuni consigli degli esperti per ogni età.

Dai 2 ai 4 anni Secondo gli esperti è bene fare scoprire le monete ai propri figli già da quando sono così piccoli. Si devono spiegare valore ed equivalenze di centesimi e monete che andranno messe in apposito barattolo o salvadanaio.

5 – 7 anni A questa èta si può già fare gestire denaro ai bambini, impostando regole base, proponendo sistemi per guadagnare piccole somme e rendendoli autonomi nell’acquisto di gelati e merende. Importante che un bambino possa fare i suoi errori. Finire tutto il denaro con un acquisto e rimanere senza soldi per il prossimo gelato può essere molto educativo!

8 – 10 anni Utile spiegare come si guadagnano i soldi, da dove arrivano e dove vanno. Illustrare spese familiari come casa, cibo trasporto, informandoli sull’entità delle cifre. Bene iniziare a parlare della funzione di carte di credito, banche e bancomat.

11 – 13 anni A questa età i figli interagiscono sempre più con il gruppo ed è utile sviluppare accordi di spesa, risparmio e investimento a lungo termine. Se saprete parlare di soldi con i vostri bambini quando arriveranno nell’età dell’adolescenza metteranno in pratica tutto quello che avranno imparato. Potrete aprire un conto a loro nome, magari incoraggiandoli a trovare un lavoro estivo per imparare a gestire un reddito, a risparmiare a lungo termine per l’acquisto di una automobile o per lo sport preferito.

Imparare a risparmiare al museo

Partendo dalle difficoltà dei genitori nel parlare di soldi ai bambini, ma anche per stimolare riflessioni e capacità in ambito economico in adulti e adolescenti, è nato in Italia a Torino il primo vero e proprio Museo del risparmio. Si tratta di un progetto di educazione finanziaria basato sul gioco che, oltre a proporre materiale visivi e cartoni animati, sfrutta i principi della Gamification. Attraverso percorsi didattici e laboratori i bambini vengono immersi così nella storia economica tra storia della moneta, scambi commerciali, credito, banche, speculazione.

L’iniziativa vede anche la partecipazione di alcuni istituti bancari e del Ministero dell’istruzione e prevede anche un Save Tour itinerante che girerà le città d’italia su un camion museo. Con questa iniziativa i ragazzi delle scuole primarie e secondarie possono imparare il significato e l’utilizzo degli strumenti finanziari più conosciuti, dalle azioni, fino ai derivati per arrivare ai fondi pensione. Infine possono a loro volta sperimentare e mettersi alla prova e verificare la loro attitudine con una classifica. Certo vincendo ad un videogame non è detto che da adulti diventeranno ricchi e che non avranno mai problemi di soldi. Ma forse imparando a giocare con il denaro oggi, domani sapranno affrontare la vita economica in modo sereno e più consapevole.