cohousing

Si chiama Cohousing il fenomeno abitativo basato sulla condivisione degli spazi che dal nord Europa si sta diffondendo in tutto il mondo e anche in Italia. Ecco il significato e alcuni esempi di progetti di un modo di vivere la casa collaborativo e sostenibile che privilegia i rapporti umani

Cominciamo con il dire che il significato di Cohousing risponde a precise regole che assicurano la convivenza all’interno di condomini strutturati tra spazi pubblici e privati. Dimenticatevi insomma le comunità hippie e tutta una serie di situazioni abitative poco chiare di un passato recente. Oggi la parola d’ordine è partecipazione.

Condivisione, scambio e collaborazione. Ognuno nel Cohousing si mette in gioco con i propri bisogni, le idee e competenze. La volontà comune è di ammortizzare le spese e vivere senza sprecare in armonia, rispettando l’ambiente circostante. In queste abitazioni si crea così un forte senso di appartenenza che muove le persone verso un benessere collettivo. Se nei moderni condomini quasi non ci si saluta più tra vicini di casa, i futuri inquilini cohauser si uniscono in un progetto di vita comune che privilegia la solidarietà e il pensiero ecologico.

Cos’è e come funziona il Cohousing?

Lontano dai cellulari e dalla frenesia del lavoro e dalle regole imposte dal consumismo di massa. Si collabora per stare meglio e avere più tempo libero. Fare ginnastica, dedicarsi alla pittura o alla musica all’interno di spazi condivisi coinvolgendo le persone può essere un esempio. Oppure lavorare da casa usufruendo di spazi di coworking. E ancora creare orti condivisi, lavanderie e camere per ospiti.

Bioedilizia ed efficienza energica in prima linea. Nel progettare queste case si parte dalla ricerca della struttura disponibile. Sono previsti sgravi fiscali e nello stesso tempo diminuisce l’impatto ambientale. In seguito avviene la vera e propria progettazione dell’edificio per definire i luoghi di condivisione e le fonti energiche alternative da adottare. Un lavoro di pianificazione di fondamentale importanza che impegna tutti i futuri inquilini e aiuta a conoscersi meglio e a fondo.

Oltre al risparmio energetico e l’utilizzo di fonti di energia alternativa, un’altra questione presa in considerazione riguarda la spesa e il vivere quotidiano. Ad esempio con gruppi d’acquisto solidale e car sharing. Non mancano cineforum, serate per intrattenere i bambini e consentire libere uscite ai genitori e aiuti agli anziani. Ogni azione gentile può far nascere nuove amicizie, passioni che animano l’intera comunità.

Esempi ed esperienze di Cohousing

Il Cohousing non è una novità. Nasce in Danimarca negli anni Settanta con i primi esempi che poi si diffondono in tutta l’Europa del Nord. Gli Stati Uniti non tardano ad aderire al progetto che piace anche al Giappone e Australia. I numeri sono in continua crescita in tutta Europa con Danimarca in testa con circa 600 comunità. L’Italia per ora è in coda, ma non è detta l’ultima parola, perchè tra i giovani c’è molta voglia di riscoprire veri legami e lavorare a progetti condivisi.

Il motivo è semplice: quando le persone si uniscono attorno a un tavolo a discutere le idee si moltiplicano. Certo non è facile mettere d’accordo gruppi di persone diverse. Ma esistono associazioni, agenzie e cooperative sociali che agevolano il percorso e regolano i conflitti anche quando sembrano irrisolvibili. Una sorta di assistenza pratica si trova ad esempio sul sito italiano dedicato al Cohousing. Una community che offre la possibilità di conoscere i progetti o anche solo di esprimere un sogno. Nasce come associazione di promozione sociale CohAbitare, un esempio efficiente sul territorio di Torino.

Anche gli enti pubblici hanno avviato dei progetti. In Trentino si rivolgono ai giovani per favorire la ricerca della nuova abitazione a costi contenuti. In Toscana un progetto a Bientina per le famiglie più disagiate, senza dimenticare esempi di supporto agli anziani e ai disabili

Caratteristiche del Cohousing

Ecco riassunte in breve una serie di linee guida per chi volesse avvicinarsi a questo modello di esperienza abitativa alternativa e comunitaria:

Progetti partecipati. Creati dalla comunità che si autoregola. Non esistono leadership e non vince la maggioranza. Basta anche un solo una persona in disaccordo per fare cadere la proposta.

Condivisione. La volontà reciproca è di favorire un clima rilassato di scambio reciproco necessario per pianificare il lavoro. Anche la responsabilità del progetto è condivisa. Incontri periodici regolano la gestione pratica del condominio.

Spazi comuni. Creare ampie aree accessibili a tutti è di fondamentale importanza. Si tratta di individuare dove e quali luoghi privilegiare in accordo con i bisogni di ciascuno inquilino.
Banca del tempo. Non esistono scambi di denaro per qualsiasi prestazione. La moneta di scambio è il tempo e le competenze che ognuno può mettere a disposizione.

Privacy. Ognuno è comunque libero di non partecipare alla vita comunitaria. Non esistono obblighi. Qualcuno diceva “libertà è partecipazione”. Il Cohousing potrebbe essere una soluzione a portata di mano e di portafoglio.