Foglia verde in una mano rappresenta ecologia

Ruolo e storia di ecologia e ambientalismo per favorire lo sviluppo sostenibile contro lo sfruttamento delle risorse indiscriminato. L’impatto dell’uomo sui cambiamenti climatici e come migliorare la situazione del pianeta

Ecologia e ambiente riguardano la vita di tutti ma non tutti comprendono l’importanza del significato di sviluppo sostenibile che riguarda la possibilità di crescere economicamente salvaguardando le risorse del pianeta. L’unico paradigma di cui si è sempre parlato relativamente al benessere delle persone è la crescita economica, ma oramai non sono solo le crescenti disparità tra ricchi e poveri del mondo a dimostrare che questo tipo di sviluppo è diventato insostenibile sul piano etico ma anche ambientale.

Anche chi non si è mai interessato di ecologia oggi è consapevole dei rischi connessi ad un utilizzo intensivo o sbagliato della terra. Compera prodotti biologici e si interessa del proprio benessere. Il problema è che nel mercato va alla pari diffondendosi il green washing, ovvero tutti diventano ecologisti solo per vendere. Ma cosa vuol dire ecosistema, quali sono le così dette regole ecologiche e cosa si intende per sostenibilità? Sono solo alcune delle domande a cui cercheremo di dare risposta in questo articolo che prende in considerazione anche le più interessanti fonti di informazione online sull’argomento.

Cambiamenti climatici

I cambiamenti climatici rischiano di sconvolgere le dinamiche sociali del pianeta. Secondo studi della Nasa e del National Geographic, dalla fine del secolo scorso la temperatura media è cresciuta di quasi 1 grado, quella degli oceani, che si sono alzati di 20 cm, è aumentata di 0,2 gradi, mentre l’acidità è cresciuta del 30%. Ogni anno 400 miliardi di ghiaccio si sciolgono dai ghiacciai del pianeta e dal 1993 al 2016 Groenlandia e Antardite hanno perso rispettivamente 286 e 127 miliardi di tonnellate di ghiaccio.

Il clima impazzito è un problema enorme anche dal punto di vista economico. Incendi, tifoni, alluvioni, uragani e catastrofi metereologiche di vario genere flagellano il mondo provocando danni incalcolabili. Secondo recenti stime i cambiamenti climatici costano decine di migliaia di vite e centinaia di miliardi ogni anno. Le compagnie assicurative oramai spendono circa 100 miliardi di dollari indennizzi ogni anno tanto da imporre una differenza tra sciagure provocate dall’uomo e dalla natura.

Oltre ai danni immediati ci sono le ripercussioni sull’economia dei paesi a lungo termine. Il settore dell’agricoltura è il più martoriato dal rischio idrogeologico e le perdite di raccolti di ripercuotono poi sul prezzo al dettaglio per i consumatori. I danni economici dovuti ad eventi straordinari stanno crescendo ogni anno ed è uno dei motivi che spinge i governi di tutto il mondo a fare qualcosa.

Impatto uomo su ambiente

L’ecologia si scontra quotidianamente con le modalità di produzione e consumo della società e con gli stili di vita di tutti i giorni. La produzione di plastica negli ultimi 15 anni è la metà di quella prodotta da sempre e raddoppierà entro il 2050, ma 8 milioni di tonnellate di rifiuti plastici finiscono nel mare con un tempo di decomposizione di 400 anni. Oltre un milione di chilometri quadrati di foreste sono andati distrutti negli corsi vent’anni, il 17% della foresta amazzonica negli ultimi 50 anni. 1 milione di specie viventi sulle 8 esistenti rischiano l’estinzione a causa dell’uomo.

La ricerca del benessere personale non può prescindere dall’interessarsi alle relazioni che interessano tutti gli organismi del pianeta e i fenomeni che lo riguardano. Questa preoccupazione è diffusa tra i cittadini di tutto il mondo e sollecita nuove iniziative che servano ad riequilibrare la produzione di beni e servizi con la capacità dell’ambiente di assorbirne gli scarti. La società si occupa abbastanza di ecologia e le persone sono consapevoli di cosa sta succedendo?

Giustizia sociale ed ecologia

Certamente l’inquinamento dell’aria e in tutte le sue forme preoccupa sempre più la popolazione quando ne mette a rischio la salute o la vita. Non a caso tra i maggiori rischi percepiti dalle persone, secondo una nuova ricerca realizzata da Episteme, ci sono il cambiamento climatico e ambientale. Il 63,4 % degli italiani di tutte le fasce di età è preoccupato per i danni prodotti dagli eventi estremi metereologici collegati al riscaldamento globale.

Tre italiani su quattro collegano rischi del clima alla salute con l’aumento di problemi di insonnia, spossatezza, malattie respiratorie e oncologiche e sanno perfettamente che la questione dipende dai comportamenti individuali (50% degli intervistati), piuttosto che da industrie (30%) o istituzioni pubbliche (13%). Non a caso l’ecologia è anche un problema di giustizia sociale e non solo in Italia, dato che i paesi ricchi, specialmente in ambito tecnologico, sfruttano le risorse ambientali di quelli poveri destinando alle nazioni svantaggiate anche gli scarti delle lavorazioni. Questo scambio ineguale inoltre favorisce i paesi freddi a danno dei paesi più caldi che già soffrono maggiormente i cambiamenti climatici anche sul piano economico.

La nostra società si basa sul consumo. Da una parte ci sono i paesi ricchi che acquistano a prezzi bassi prodotti, beni e servizi che spesso arrivano da paesi poveri obbligati a produrre a fronte di qualsiasi costo ambientale. Il risultato è sotto gli occhi di tutti, una crescita economica senza limiti che non ha più senso. L’alternativa è la decrescita felice e il minimalismo come stile di vita, oppure un aumento della ricchezza grazie a uno sviluppo industriale compatibile con la diminuzione di inquinamento, consumo di combustibili fossili, materie prime, materiali sintetici e chimici.

Ecologia e comunicazione

La comunicazione ha un ruolo importante nello spiegare la catastrofe ambientale di cui potremmo essere vittime se la politica non prenderà soluzioni urgenti e impopolari. Gli scienziati propongono appelli e forniscono dati allarmanti che però su riviste e quotidiani sono relegate alla pagina delle scienze. Per fronteggiare la disinformazione le stesse nazioni Unite hanno proposto un Climate Action Summit che è anche un appello ai media per non tacere l’argomento. In Italia Friday for Future raccoglie materiale per la divulgazione nelle scuole e propone documentari per fare riflettere sul problema legato anche alle fake news.

I social network sono il terreno ideale per informare le nuove generazioni ed in particolare su Instagram alcuni profili di carattere ecologista o ambientalista hanno milioni di utenti. E’ il caso del National Geographic con oltre 120 milioni di follower, o di influencer, attivisti e attori molto seguiti, che affrontano il problema con passione. Twitter è spesso usato da chi nega l’emergenza e dice che non esistono problemi, dividendo come al solito il campo in fazioni politiche di catastrofisti da una parte e sostenitori del capitalismo dall’altra.

In realtà c’è poco da tifare ma molto da leggere, studiare e informarsi per avere consapevolezza di cosa sta succedendo al pianeta. Laddove non arrivano quotidiani, riviste, politici e scienza, possono arrivare gli attivisti. Lo storico discorso di Greta Thumberg all’Onu sembra avere fatto breccia nel cuore delle persone. Si tratta di un passaggio importante per la forza comunicativa dell’ecologia a livello planetario.

Chi è Greta Thumberg

Greta è una ragazzina nata in Svezia nel 2003, che nel suo discorso ha parlato dell’avvenire che potrebbe esserle negato a causa dei comportamenti di chi l’ha preceduta sulla terra. È una adolescente impegnata come tante altre, che però si è intestata con convinzione una battaglia generazionale, diventando icona della protesta mondiale contro il potere economico insensibile a tutto e a tutti. La sindrome di Asperger di cui soffre l’ha resa ancora più invulnerabile, diretta, senza mezze misure. Il mondo diviso in buoni e cattivi forse non basterà a salvare la terra, ma tanti ragazzi nel mondo, oltre a divertirsi, ora discutono anche di sostenibilità ambientale.

Ecologia per bambini

Molti sono gli spunti da prendere in considerazione tra articoli e strumenti pratici. Anche il cibo e la sostenibilità sono parte integrante del progetto degli orti a scuola. Mangiare in modo consapevole è un altro tassello di grande importanza unito al discorso ecologico. Conoscere da dove viene un prodotto, vederlo nascere, crescere ogni giorno innesca domande che riguardano l’utilizzo del cibo che quotidianamente entra nelle nostre case a cui si unisce il piacere di mangiare, di variare la propria dieta a favore della stagionalità e all’importanza di non sprecare.

L’idea è di formare un vero e proprio ecoalfabeto capace di guidare il bambino in una rete di relazioni che permette di vivere in relazione con la natura, in tutti i suoi aspetti. Ecco che divulgare una conoscenza ecologica a cui si collegano una serie di progetti di apprendimento diventa una priorità per la sopravvivenza del genere umano. Si tratta di partire dagli orti a scuola per fare un discorso molto ampio che coinvolge scienze, matematica, geometria, educazione alimentare, storia, geografia e persino arte, ma necessita di persone competenti capaci di chiarire i concetti e lavorare sul campo. Ecco alcuni spunti di insegnamento.

  • I rifiuti non esistono all’interno di un ecosistema. Quello che per noi è spazzatura per un altro può diventare fonte di vita. Il compostaggio all’interno della catena alimentare come modello da prediligere
  • La materia circola continuamente attraverso la rete della vita. Il ciclo delle stagioni e in generale la ciclicità del seminare, raccogliere e ripiantare è la base del pensiero ecologico. La pazienza e la capacità di aspettare regolano l’attesa
  • Il sole è l’energia che alimenta i cicli ecologici. L’importanza di conoscere i principi che regolano la fotosintesi clorofilliana
  • La diversità garantisce la capacità di recupero. Ogni essere vivente con le proprie caratteristiche ricopre un ruolo fondamentale nel ciclo della vita che si rinnova. Rispetto della vita e del diverso in generale
  • Collaborazione, associazione e formazione di reti sono la base dell’evoluzione della vita dell’uomo. Lavorare in un gruppo è la base per sentirsi inseriti all’interno di un contesto più ampio in cui ognuno ha un ruolo attivo ed è responsabile delle proprie azioni

Crescere bambini eco consapevoli

L’avvento di Greta e di una generazione di Millennials, adolescenti e universitari collegati ai social e attenti ai problemi ambientali rappresenta la vera novità nel panorama della comunicazione green. Ma come si può spiegare l’ecologia ai bambini senza esagerazione e spavento, insinuando i dubbi della consapevolezza? Piccoli ecologisti possono nascere al cinema. Ci sono una serie di film realizzati dalle più grandi case di produzione che mettono in luce gli sconvolgimenti che possono succedere all’ambiente, sia per causa naturale che per le attività umane.

Già nel 2006 L’era Glaciale 2 metteva in guardia sul rischio dei cambiamenti climatici e dello scioglimento dei ghiacci. Dello stesso anno è Happy Feet, una fiaba animalista incentrata su un pinguino discriminato perchè diverso. Nel 2008 uscì il premio oscar Wall-E, cartoon prodotto dalla Disney Pixar che racconta le imprese di un robottino sperduto in un panorama desolante di cumuli di rifiuti. Forse meno acclamato dal pubblico ma ugualmente interessante in ottica ambientalista è Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki, una fiaba animata che si muove tra rispetto dell’altro e della natura.

Orti a scuola

Per insegnare ai bambini i principi dell’ecologia non c’è niente di più semplice e immediato che farli partecipare nella creazione di orti a scuola. Da una semplice zolla di terra fertile ricca di miliardi di organismi viventi si parte per un viaggio ciclico capace di coinvolgere grandi e piccoli, famiglie e comunità locali nella rete della vita. Il Center for Ecoliteracy di Berkeley fondato dallo scrittore e fisico di fama internazionale Fritjof Capra nel 1995, incoraggia le scuole all’insegnamento di pratiche sostenibili, organizza seminari, pubblica libri, mette a disposizione le proprie risorse didattiche e promuove strategie di insegnamento presso le scuole di tutto il mondo.

Anche in Italia esistono realtà per la realizzazione di orti a scuola che si appoggiano a partner d’eccezione come Slow Food e Campagna Amica pronti a promuovere nuove iniziative presso le scuole. Poi ci sono situazioni locali in cui si sono le singole persone che hanno sviluppato competenze specifiche e si prestano in progetti sul territorio. Servirebbero più fondi, educatori e personale disposto a collaborare a progetti che in Italia sono ancora in una fase embrionale. Speriamo possano svilupparsi: non dimentichiamo che studiosi del calibro di Jean Piaget, Rudolf Steiner e Maria Montessori hanno riconosciuto da anni l’importanza degli orti scolastici come una valida fonte educativa.

Ruolo movimenti ambientalisti

I problemi che riguardano l’ambiente sono davvero tanti ma è chiaro che una politica basata sui no non serve a risolvere il problema senza spiegare quali sono le alternative negli stili di vita ma anche i costi da sostenere per il cambiamento. Il ruolo dei movimenti ambientalisti non può essere esclusivamente una lotta indiscriminata alla crescita, ma piuttosto deve essere da stimolo per educare alla sensibilità ambientale cercando di convogliare energie positive verso i nuovi settori di sviluppo dell’economia sostenibile.

L’ecologia negli ultimi anni ha smesso i panni della contestazione per diventare uno studio serio delle interrelazioni che intercorrono fra gli organismi e l’ambiente che li ospita. Nella lotta al cambiamento climatico siamo tutti coinvolti, dal privato all’industria. Ci sono comportamenti virtuosi che tutti possiamo attuare, come non sprecare acqua e risorse, mangiare meno carne, riciclare i rifiuti, oppure viaggiare meno in aereo. Un cambio abitudini è possibile in nome di un minimalismo che può diventare stile di vita senza pregiudicare le conquiste della civiltà a cui siamo abituati, ma semplicemente rallentando la velocità delle nostre vite e magari migliorandone la qualità.

Ogni cambiamento che riguarda qualsiasi ambito industriale provoca uno scontro tra industriali, politica e movimenti ambientalisti. Ad esempio la battaglia plastic free ha mostrato i suoi limiti ancora prima di partire, non solo perchè tutti gli oggetti di cui siamo circondati sono di plastica, ma perchè è necessario trovare alternative che non mettano in crisi interi settori produttivi. La tecnologia potrà dare una mano. Le ricerche sulla chimica dei materiali potranno ad esempio trovare nuovi tipi di plastiche biodegradabili o utilizzabili come combustibili.

Sviluppo sostenibile economia

Come rendere compatibile il benessere economico delle popolazioni salvaguardando il pianeta terra? Lo sviluppo sostenibile dell’economia al centro dell’attenzione dei governi e dell’opinione pubblica mondiale. I paesi più avanzati da un punto di vista sociale e con maggiore livelli di benessere sono quelli che riescono a ridurre le dipendenze dalle risorse naturali. Servono nuove generazioni di tecnologie che aiutino a risolvere i problemi ambientali senza criminalizzare gli stili di vita delle nazioni più sviluppate, ma aiutando i paesi ad utilizzare risorse e materiali sempre più efficienti prodotti grazie alla ricerche di scienziati e uomini visionari.

Sviluppo sostenibile significa saper gestire consumo e produzione in modo consapevole. La crescita economica è l’obiettivo di ogni nazione per favorire salute, benessere, sviluppo culturale e sociale. Tutto questo è possibile anche proteggendo l’ambiente, diminuendo gli scarti e l’inquinamento, creando parchi e riserve che possano scongiurare degrado e esaurimento delle risorse. Maggiore ricchezza significa anche più possibilità di impegnarsi per un mondo migliore e più giusto adottando stili di vita che favoriscano un maggior benessere per tutti. La soddisfazione personale fa star bene le persone più che i soldi.

Economisti e comunità internazionale ritengono sono sempre più interessati al fenomeno dell’economia circolare. Si parte dal favorire una finanza etica che vuole investire in attività sociali che escludono certe categorie industriali, fino allo sviluppo della produzione di energie alternative e rinnovabili che portino anche ad una nuova mobilità elettrica. In primo piano anche l’educazione a contenere gli sprechi e a favorire riciclo e riutilizzo private ed industriali per una economia circolare. Serve anche una migliore gestione dell’agricoltura con pratiche sostenibili e per i consumatori bisogna spingere un consumo di cibo sostenibile col taglio di carne e latticini.

Come ridurre emissioni

Tutti i paesi sono coinvolti in una sfida che può decidere il futuro dell’umanità. Cop25 è la riunione organizzata dall’Onu tra 200 paesi del mondo per decidere delle strategie globali da adottare sulla base degli accordi di Parigi e della Conferenza di Kyoto. L’obiettivo è ridurre a zero le emissioni di CO2 entro il 2025, o comunque di intraprendere azioni concrete per fermare il riscaldamento globale e un clima impazzito che oramai causa effetti devastanti e sconvolgimenti in ogni parte del globo.

Per far ciò i paesi dovranno liberarsi dal carbone, petrolio e combustibili fossili e puntare su fonti rinnovabili, dall’eolico al solare e su una diminuizione degli sprechi energetici. Sarà necessario eliminare gli allevamenti intensivi che consumano enormi quantità d’acqua e territorio contribuendo al 34% delle emissioni di gas serra globali. Si dovrà puntare su trasporti elettrici sia a livello urbano che continentale e puntare sul riciclo e riuso per favorire una economia circolare. Infine dovranno essere presi in considerazione seriamente gli allarmi degli scienziati raccolti nel Gruppo Intergovernativo sui cambiamenti climatici delle nazioni unite.

L’esempio della Cina

La Cina con i suoi 1,3 miliardi di persone ha dovuto aspettare di diventare la maggior potenza inquinante del mondo per rendersi conto che così non poteva andare avanti. Quando la cappa di smog ricopre Pechino le maschere protettive non bastano. Chiudono le scuole e gli agricoltori della regione entrano in crisi per mancanza di luce solare. Ma non è solo l’aria a preoccupare i cinesi, la catena ecologica coinvolge in particolare acqua e cibo. L’inquinamento in Cina minaccia ormai l’80% della popolazione: 320 milioni di contadini non dispongono di acqua potabile e 190 milioni bevono acqua inquinata.

Una situazione totalmente insostenibile, tanto da obbligare il governo cinese a studiare drastici provvedimenti capaci di rivoluzionare l’intera economia cinese a partire dall’utilizzo di energia rinnovabile. L’economia cinese ha investito circa 360 miliardi di dollari su progetti in energie rinnovabili, dal solare all’eolico. Anche se ad oggi la Cina è il maggior consumatore mondiale di carbone responsabile del 50% dell’inquinamento, dal 2013 il consumo sta calando. Nei quartieri periferici di Pechino il metano ha già sostituito il carbone e molte centrali sono state chiuse. Ma non basta, attorno alla capitale, in un’area di 500 km sono ancora attive grandi centrale a carbone del mondo che danno energia a 500 milioni di persone e alimentano le industrie più inquinanti di acciaio, cemento e petrolchimica.

La lotta all’inquinamento dell’aria va di pari passo ai progetti di rimboschimento, dopo un recente passato in cui l’allevamento intensivo di bestiame ha causato vaste distruzioni ambientali ed erosione del suolo. Attualmente l’area totale coperta da alberi in Cina è di 7,2 milioni di ettari: l’aumento registrato rispetto agli anni precedenti è del 28,7%. La speranza è che un nuovo modello ecologico si possa affermare e propagare nel resto del mondo. Politica, salute, ambiente ed economia per il benessere dei cittadini. Non si tratta solo di fermare le auto per brevi periodi, la formula magica del governo cinese è semplice e si spera vincente per l’apparato produttivo: meno inquini, più guadagni.

Associazioni ambientalisti

In passato c’è stato un momento in cui la parola ecologia e ambiente era sulla bocca di tutti. Il primo Partito Verde è nato in Australia nel 1972 per arrivare in Italia nel 1985. Il movimento dei verdi e i partiti politici che si occupavano di tematiche ambientali riscuotevano anche molto successo. Spesso la politica rovina chi la fa. I compromessi tra urbanizzazione, sviluppo economico e ideali hanno appannato la loro azione. Ma anche senza politica, oggi più che mai ci sarebbe bisogno di ambientalismo e ambientalisti.

I movimenti ecologisti sono nati con la prima grande manifestazione per la terra e sono ancora vivi e vegeti. Oggi l’attenzione alle tematiche ecologiche e all’ambiente sembra essere trasversale alla politica, nelle mani dei movimentisti. Mentre America, Cina ed Europa si rendono conto della necessità di fare fronte alla sfida di energia pulita del futuro, il WWF e Legambiente rimangono le più grandi associazioni ambientaliste italiane, mentre Greenpeace è presente in tutto il mondo.

WWF La più grande organizzazione mondiale dedicata alla conservazione della natura. Lavora da 40 anni in quasi 100 paesi e ha contribuito alla tutela degli ambienti naturali più minacciati della Terra e alla salvaguardia di molte specie animali a rischio di estinzione

Lega Ambiente Associazione a difesa dell’ambiente, è la più diffusa associazione ambientalista in Italia e oltre a fornire informazioni sullo stato dell’ambiente realizza iniziative di educazione ambientale come Goletta Verde, Treno Verde, Puliamo il Mondo.

Greenpeace Non si può parlare di ecologie e ambiente senza cominciare da questo movimento ecologista nato nel 1971 a Vancouver e diventato un emblema per chi si interessa di salvaguardare il pianeta a livello globale.

Marevivo Associazione nata nel 1985 per promuovere e realizzare interventi in favore della difesa del mare

Mountainwilderness Movimento ambientalista internazionale di appassionati di escursionismo, alpinismo e “semplice” amore per la natura e la montagna nato per la tutela dei monti.

Italianostra Da oltre quattro decenni l’associazione si occupa di diffondere nel Paese la “cultura della conservazione” del paesaggio urbano e rurale

Fai Fondo per l’ambiente italiano nato nel 1975 con lo scopo di contribuire alla tutela, alla conservazione e alla valorizzazione del patrimonio artistico e ambientale italiano

Ecologia in italia

Portali e magazine di associazioni di ambientalisti italiani e movimenti che si occupano di ecologia, ambiente e salvaguardia della natura. Tanti problemi da risolvere a cominciare dall’inquinamento fino allo sfruttamento delle risorse del pianeta.

Ambiente Un portale dedicato all’ambiente e all’informazione ambientale tecnica, legislativa e commerciale, con sezioni che vanno dalle tematiche ambientali alla sicurezza sul lavoro e dall’autocontrollo alimentare alla qualità

NuovaEcologia Quotidiano di Legambiente che fornisce informazioni sul mondo ambientalista italiano nelle sezioni: consumi, ecomafie, ecosviluppo, energia, inquinamento

Puliamo il mondo Edizione italiana di Clean Up the World, il più grande appuntamento di volontariato ambientale, una campagna di pulizia per riappropriarsi del proprio territorio prendendosene cura

Ecoblog Un blog dedicato a chi vuole discutere e confrontarsi sui problemi ambientali che inevitabilmente toccano anche la politica

Rete ambiente Sito di Edizioni Ambiente, casa editrice che si dedica alle tematiche della sostenibilità nei settori delle imprese e degli enti pubblici, fornendo strumenti di informazione, comunicazione e dibattito per il pubblico

Villaggio Globale Rivista di ecologia che si prefigge di far toccare con mano la globalità delle problematiche ambientali

Ecoage Un portale a sostegno dello sviluppo sostenibile con tante informazioni sulle energie rinnovabili e alternative

Comuni Ricicloni Sportello informativo per le raccolte differenziate rivolto a tutti gli operatori del settore rifiuti e impatto ambientale

Achabgroup Rivista on line di comunicazione ambientale. Approfondisce temi inerenti rifiuti, riciclaggio, compostaggio, raccolta differenziata, fornendo informazioni e risorse su fiere, convegni, corsi

Bioecogeo Un portale che parla di ecologia, ambiente, cultura, attualità ricco di notizie e aggiornamenti sulle aziende green e sul mondo eco in generale

Ministero Ambiente Curato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio per informare sullo stato dell’ambiente in Italia, viene suddiviso nelle sezioni pubblico, educazione, ordinamento e sviluppo

Giornata mondiale della Terra

Non si può scrivere di ecologia senza citare l’Earth Day, Giornata mondiale della Terra, che si festeggia il 22 Aprile. In quel giorno del 1970 in America scesero in piazza 21 milioni di americani, tra cui molti studenti universitari, a testimoniare per l’ambiente a seguito di un grave disastro dovuto alla fuoriuscita di petrolio in California nel 1969. In quel giorno di fatto nacque il movimento ambientalista: con quali risultati e nel frattempo le cose sono migliorate o peggiorate? I governi hanno attuato le politiche necessarie per sconfiggere maree nere, inquinamenti da fabbriche e centrali elettriche, liquami, discariche tossiche, pesticidi, desertificazione, inquinamento atmosferico e molto altro ancora?

E’ innegabile che in questi decenni gli attivisti verdi abbiano stimolato l’attuazione di riforme positive per l’ambiente pur tra proposte non realizzabili, contraddizioni e mille interessi economici e corporazioni. In Italia Tutte le iniziative della giornata della terra sono sul sito Earthdayitalia. Tra concerti e campagne di comunicazione si parla di cibo, globalizzazione, innovazione, sostenibilità sociale ed economica. Una goccia nell’oceano rispetto a problemi ambientali di cui l’uomo comune sembra continuare a non occuparsi troppo, tutto preso dal possesso di beni materiali e oggetti tecnologici, comunque capace di smuovere coscienze attraverso una serie di eventi e celebrazioni che coinvolgono ogni anno 1 miliardo di persone in 190 Paesi del mondo.