download mp3

Vinile, cd e download mp3: mentre la tencologia avanza, prima o poi tutti i metodi usati per distribuire ed ascoltare musica fanno la stessa fine, ovvero spariscono o diventano ininfluenti sul mercato. Scaricare musica nel 2021 sarà solo un ricordo: meglio o peggio per tutti?

Anche gli mp3 sepolti: non ci credete? Non è solo una ipotesi, ma addirittura una certezza secondo gli ultimi dati pubblicati da Nielsen Soundscan, la società che tutti gli anni fornisce precise analisi sul mercato musicale globale. L’anno scorso i download mp3 a pagamento da siti come iTunes e Amazon sono calati del 12,5% e considerati gli ultimi due anni la perdita è del 23,4%, tanto che andando avanti di questo passo l’ora X della fine del download sarà nel 2021.

A cosa si deve questa drastica diminuizione di download mp3? Ovviamente allo streaming che si sta fagocitando l’intero mercato: nel 2015 gli ascolti di canzoni in streaming attraverso servizi come Spotify, YouTube, e Apple Music sono aumentate del 50% arrivando a 317,2 miliardi di flussi solo negli Stati Uniti. Insomma se è vero che il futuro della musica sarà cloud-based con evidenti vantaggi per gli ascoltatori, i problemi sono drammatici e ancora tutti da risolvere per artisti, etichette, editori, autori e musicisti che vedranno ulteriormente ridurre le entrate sui diritti d’autore e di riproduzione, che come è noto lo streaming paga molto poco.

Quanto poco paga lo streaming? Se volete approfondire l’argomento leggete questo articolo, ma riassumendo in breve pensate che per ottenere la stessa cifra di 1 download mp3 servono 140 ascolti in streaming. Beh, almeno con lo streaming la pirateria avrà subito un colpo definitivo… manco per sogno. Secondo le ultime analisi – che potete vedere anche nei grafici sotto – il file sharing nel nord America è cresciuto negli ultimi 6 anni del 44%, ovvero più che in precendenza, con buona pace di Spotify, Netflix e compagnia.

E anche se i dati sulla pirateria in Europa che mostrano un contenuto calo, nulla è risolto poichè il 20% di tutto il traffico internet delle nazioni europee è dovuto ancora al download mp3 e a quello di film attraverso le reti peer to peer. Per quanto riguarda la musica questo significa una perdita per l’industria musicale equivalente a 22 miliardi di cd condivisi senza alcuna compensazione. Un aspetto della faccenda che non può che preoccupare anche gli ascoltatori per i suoi effetti devastanti sull’intero sistema musicale non solo economico, ma anche sociale e culturale.

Se i download diminuiscono insieme alla vendita di cd e la gente è sempre più attratta da forme più o meno gratuite di consumo musicale, siano esse legali o meno, non potranno che diminuire anche le persone talentuose che possono dedicarsi alla musica a tempo pieno e per lavoro, in particolari i musicisti liberi, indipendenti, ma anche quelli più di nicchia e affascinati dalla ricerca. Secondo la Nashville Songwriters Association il numero di cantautori iscritti dal 2000 è già calato dell’80%, mentre le persone classificate come musicisti e cantanti negli Usa sono calate del 27% dal 2002. Insomma si entra in futuro con tanta musica gratis: se qualcuno potrà ancora suonarla.