Quali sono i siti più visitati e come utilizzano internet gli italiani quando si tratta di informazione? Una nuova indagine realizzata da Swg fa il quadro della situazione analizzando il traffico delle maggiori testate giornalistiche e dei motori di ricerca e analizzando la situazione della raccolta pubblicitaria online.

Iniziamo con il dire che la percentuale di italiani che utilizzano internet – per la maggioranza da rete fissa ma con la mobile in netta rimonta – in generale è appena superiore alla media europea, il 53% contro il 51%; il problema è che la media dei 5 maggiori paesi europei è del 59% mentre la penetrazione di internet negli Usa del 71%. L’Italia insomma non è messa molto bene quanto a innovazione scontando problemi che riguardano reti e connessioni, oltre che problemi di origine socio economica.

Secondo un sondaggio realizzato su 10mila persone, a cercare notizie ed informarsi in rete è il 40% di italiani, ancora nettamente inferiore al peso della televisione utilizzata dall’80% e un pò inferiore a quello della carta stampata che si attesta al 44%. Un dato che ci vede al di sotto della media europea dove le news online sono lette dal 46% dei cittadini.

Tra le principali fonti di informazione a cui gli italiani si rivolgono, Google è al primo posto con il 21,5%, seguito da Repubblica al 17,5%, poi vengono Corriere della Sera (9,5%) e l’agenzia di stampa dell’Ansa (8,9%). I quotidiani nel loro insieme raccolgono il 36,1% di preferenze, seguite da agenzie di stampa (9%), siti online di canali televisivi (5,2%) e periodici (0,8%). Facebook è utilizzato da circa il 7% degli utenti.

Quanto alla pubblicità online è sempre Google a prevalere con una quota di raccolta pubblicitaria stimata tra il 40 e il 60% del totale che nel 2012, anno a cui si riferiscono i dati, era di circa 1,5 miliardi di euro su un totale in Europa di 24,3 miliardi. Pur essendo in continua crescita dai 818 milioni del 2009, anche questa è una cifra nettamente inferiore ai 6,6 miliardi raccolti in pubblicità online dall’Inghilterrra, dai 4,5 della Germaia o dai 2,7 della Francia. In compenso facciamo meglio della Spagna ferma a 920 milioni.