Donne e lavoro: vita di mamme in carriera

Com’è la situazione tra donne e lavoro in Italia? Dalle mamme in carriera con famiglia e figli, alle pari opportunità negate in ogni ambito economico e sociale. Associazioni e blog per discutere di problemi e trovare soluzioni

Esistono ancora discriminazioni e differenze tra donne al lavoro e uomini nella società? Negli ultimi decenni in Europa ed America le donne hanno fatto enormi progressi conquistando un ruolo sempre più importante anche a livello istituzionale, ma molto rimane da fare. Se le storiche battaglie del femminismo sembrano non avere più significato, le pari opportunità in ambito economico e sociale sono ancora una chimera in ogni settore, compreso quello musicale.

Paradossalmente il ruolo della donna nella vita di tutti i giorni è sempre più complicato anche nelle evolute civiltà occidentali. Eliminati gli stereotipi che destinavano la donna a casa a badare a figli e marito, oggi dividersi tra lavoro e famiglia, in un mondo costruito a immagine e somiglianza dagli uomini, può non essere semplice. Per questo parlare di pari opportunità è sempre importante, così come informarsi su ciò che succede in Italia e nel mondo.

Importanza delle pari opportunità

Al giorno d’oggi i paesi più avanzati insistono molto sulle pari opportunità. Una bandiera a cui aggrapparsi per far valere i propri diritti e continuare a lottare contro ingiustizie e differenze non più giustificate. Di certo le donne sul lavoro devono organizzare il proprio tempo in modo flessibile e veloce. A cominciare dalla spesa, fino alla preparazione dei pasti è necessario pianificare i propri impegni. Poi c’è l’organizzazione della casa con montagne di lavanderia sporca, i bambini affamati, i compiti scolastici e la cena da preparare dopo una faticosa giornata in ufficio.

Eppure i vantaggi di lavorare per le mamme sono molti. Non si tratta solo di essere indipendenti e potere gestire il proprio tempo o denaro senza dipendere dal marito. Ci sono alcuni studi che evidenziano come le mamme lavoratrici hanno anche figli più sereni, indipendenti, consapevoli e felici, oltre che dotati di maggiori competenze economiche. Avere una madre lavoratrice può rendere i bambini più forti, capaci di fronteggiare gli imprevisti e di pianificare il tempo libero da passare insieme. Insomma più indipendenti e consapevoli delle attenzioni a loro dedicate.

Famiglia tra donne e lavoro

La compatibilità tra famiglia, donne e lavoro è quindi uno dei cardini su cui dovrebbe basarsi una società giusta e moderna. La scarsa valorizzazione delle donne invece è un problema reale umano ed economico. La difficoltà a trovare un lavoro delle mamme dipende anche dagli studi superiori e universitari. Per questioni di cultura familiare, le donne non considerano nemmeno le discipline scientifiche e spesso si dedicano a settori umanistici oggi sempre meno competitivi. In questo modo lasciano agli uomini il comando nei percorsi di studio strategici che riguardano scienze, economia o tecnologia.

La questione interessa tutti: più donne lavorano, più cresce il reddito e più si fanno figli, che crescono anche meglio. Le donne lavoratrici, secondo una ricerca condotta in America, hanno anche un migliore rapporto con la prole, con i quali trascorrono addirittura più tempo rispetto alle casalinghe. Essere indaffarate a cambiare pannolini e preparare pappe, disincentiva la voglia di leggere libri, insegnare cose e condividere passioni. Piazzare un figlio davanti alla televisione mentre si pulisce casa può essere necessario. Ma alla lunga non paga in termini di benessere, consapevolezza e serenità in famiglia.

Lavorare è un diritto delle donne, ma è davvero difficile costruirsi un futuro economico e sociale autonomo dalla famiglia. Chi ha uno o più figli sa cosa significa organizzarsi e lottare tutti i giorni per sopravvivere in mezzo a mille impegni, tensioni, stereotipi e discriminazioni ancora difficili da sconfiggere. Le mamme che lavorano si trovano di fronte molte sfide e circostanze uniche che comprendono famiglia e carriera. Il cosiddetto lavoro casalingo si somma ad un mondo professionale sempre più competitivo così le mamme che lavorano in Italia sono una minoranza rispetto agli altri paesi europei.

Donne e lavoro domestico

Tra donne e lavoro domestico c’è invece sempre piena compatibilità, tanto che spetta al 75% delle donne fare la spesa, crescere neonati, seguire gli adolescenti, accudire i nonni, tenere in ordine la casa, fare il bucato e stirare. Quanto pesano a livello di tempo, fatica e soldi le questioni sbrigate dalle donne in famiglia? Basta guardare i dati raccolti dalla società di consulenza McKinsey che ha analizzato la condizione femminile in 95 paesi a rappresentare statisticamente il 93% delle donne di tutto il mondo.

Il lavoro domestico non viene pagato e spesso nemmeno percepito come tale, ma in realtà vale 10 mila miliardi di dollari all’anno. Si tratta di circa il 12% del Pil della terra, la metà di quello degli Stati Uniti che sviluppa il cosiddetto Gender Chore Gap. È la differenza percentuale di mansioni lavorative casalinghe sbrigate da maschi e femmine calcolato sulla base dei minuti dedicati alle faccende domestiche da parte di maschi e femmine.

Le donne nel lavoro domestico spendono molto più tempo degli uomini con differenze che riflettono l’evoluzione sociale dei luoghi. In America una media di 4 ore contro le 2 ore e mezzo degli uomini per un rapporto di 126/82. Nei paesi nordici la parità di genere è molto più avanti e in Finlandia il rapporto è 137/91. In Italia invece il rapporto del Gender Chore Gap è di 204/57 e ancora peggio fa il Giappone, dove addirittura si tocca un 199/24. Significa che le donne giapponesi dedicano alla famiglia quasi 9 volte più tempo ed energie rispetto agli uomini.

Carriera e stipendi delle donne

Quanto i figli influiscono nel mondo del lavoro femminile? In Italia il 32% delle donne pensa che i figli siano un problema per fare carriera. Il 57% ritiene che gli uomini siano favoriti a livello professionale. Per il 45% delle italiane è penalizzante il clima instaurato dagli uomini per fare carriera e un 43% ritiene ingiusto percepire un salario più basso degli uomini. Una percezione peggiore del ruolo professionale delle donne c’è solo in Arabia Saudita (61%) e Corea del Sud (58%). Sono dati percentuali più alti in assoluto nei paesi sviluppati.

La ricerca del Thomson Reuters Foundation condotta in 19 nazioni del G20 spiega anche perché il tasso di natalità italiano è uno dei più bassi in Europa: nel 2017 era di 1,34 figlia per donna. Spiega anche perchè il divario uomo donna non ha a che vedere solo con l’emancipazione femminile. Non si tratta di una battaglia che interessa solo neo femministe che vogliono abbattere stereotipi oramai senza senso.

Stipendi e molestie sul lavoro Secondo l’ultima indagine di Eurostat l’Italia si classifica all’ultimo posto in Europa anche per numero di donne manager. Sono il 22% quando nei paesi europei alle donne spetta circa un terzo (35%) delle posizioni manageriali. Svettano Lettonia (53%) ma anche paesi dell’est come Bulgaria e, Polonia (44%). L’Irlanda è al 43%, Svezia e Francia al 40%. Gli stipendi sono comunque più bassi del 23%. Secondo la ricerca c’è anche un il 16% di lavoratrici importunata in qualche modo in ufficio. In realtà la percentuale potrebbe essere molto più alta. Il 55% delle donne confida che se subisse molestie non andrebbe certo in giro a raccontarlo per paura di perdere il lavoro.

donne manager europa
Percentuale di donne manager nei paesi europei

Donne e lavoro in Italia

In Italia solo il 55,5% di mamme tra 25 e 54 anni lavora, contro il 90,6% degli uomini. Non si tratta di una scelta, ma di una esigenza dettata dalla mancanza di servizi a sostegno della famiglia. Una specialità tipicamente italiana che non trova riscontro nelle altre nazioni europee. Gli aiuti che lo Stato riserva alla maternità e al sostentamento dei figli, anche solo attraverso gli asili nido, sono scarsi, inestenti o del tutto insufficienti. Il rapporto tra madri occupate con e senza prole evidenzia questa difficoltà. Nel 2017 ogni 100 occupate senza figli c’erano solo 75,5 mamme, in diminuizione rispetto agli anni precedenti.

Uno dei principali problemi delle donne al lavoro in Italia è la gestione della famiglia, quasi sempre nelle loro mani. Il congedo parentale o l’interruzione temporanea dal lavoro ad un mese dalla nascita del figlio riguarda oltre 700 mila donne occupate con figli minori di 8 anni. Solo una parte marginale coinvolge i padri. Secondo gli ultimi dati Istat In Italia ci sono oltre 15 milioni di famiglie che hanno in casa figli minori di 15 anni, adulti malati, disabili o anziani. Spesso sono sempre le donne a occuparsi del quotidiano. Succede nel 42,3% dei casi, contro il 34,5% degli uomini.

Aiuti da parte dello stato

Lavorare per le donne può diventare impossibile se non ci sono i nonni a dare una mano in famiglia e non solo. Le donne che lavorano e hanno avuto la fortuna di trovare una occupazione degna del termine, spesso devono spendere quasi tutto lo stipendio guadagnato in baby sitter. Chi non può permettersi una ragazza che accudisca i bambini, o asili privati lautamente pagati, in Italia è praticamente lasciato solo, alla mercè di se stesso. La decisione obbligata di lavorare in due per fare quadrare i conti, non ha quindi più senso.

Così spesso le donne lasciano il lavoro o cercano lavori part time, comunque spesso mal retribuiti e senza garanzie. I dati dell’associazione Valore D, che da anni si impegna a promuovere un maggiore equilibrio uomo donna, sono allarmanti. Le risorse pubbliche destinate alla famiglia in Italia sono circa l’1,1% del Pil, contro una media europea del 2%. Per cambiare le cose servono cultura, soldi e buona politica. In Italia non sono mai state fatte serie riforme a sostegno della maternità femminile sul lavoro. Diminuire le difficoltà tra donne lavoro e famiglia aiutando le mamme lavoratrici sarebbe un buon sistema per sconfiggere i pregiudizi.

Mamme in carriera stressate?

Ma com’è la salute psicologica delle mamme che lavorano? Secondo uno studio della Michigan State University pubblicato su American Sociological Review, le donne in carriera sono più stressate degli uomini ma sicuramente più felici delle mamme casalinghe. Obbligate a dividersi tra gli impegni di lavoro e quelli familiari in un continuo multitasking, le donne in carriera sono però stressate e quindi più vulnerabili a malattie di ogni genere, dall’insonnia alla depressione fino alla banale influenza. Lo studio americano sottolinea come in una settimana le donne lavorino una media di 9 ore in più degli uomini dividendosi tra lavoro e famiglia.

Le mamme che lavorano spendono 48 in più nell’accudimento dei figli, impegno a cui i padri dedicano solo 39 ore. Ma anche pensare ai figli e occuparsi esclusivamente della famiglia da casalinghe non fa bene, dato che la maggior parte delle casalinghe soffre di depressione. Le mamme che lavorano godono di una maggiore soddisfazione personale e soffrono meno di depressione rispetto alle casalinghe. Il lavoro part-time risulta essere la soluzione più vantaggiosa sotto il profilo del benessere in generale.

Lavorare in multitasking in compenso aumenterebbe l’intelligenza delle donne, da sempre abituate a gestire famiglia, bambini e i nonni, lavorando e occupandosi della casa. James Flynn, autorità mondiale negli studi sul Qi, sostiene che in alcuni paesi come Nuova Zelanda, Estonia e Argentina, il quoziente di intelligenza delle donne abbia superato quello degli uomini. Insomma le donne meglio si adatterebbero alla modernità, tanto che nei paesi più avanzati a livello sociale ed economico, il ruolo delle donne in politica ha già raggiunto e superato quello degli uomini.

Uomini casalinghi tutto casa figli

Gli uomini nel frattempo cosa fanno? Si adeguano e provano a migliorarsi occupandosi della famiglia. Secondo una ricerca svolta in Inghilterra, il numero di papà casalinghi è più che triplicato in 15 anni, complice anche la crisi economica e la perdita del lavoro, che alle volte colpisce gli uomini più che le donne. In questo caso stare a casa per gli uomini diventa un’esigenza che fa cambiare i ruoli storicamente assegnati alle figure maschili e femminili all’interno della società. Ecco perchè un numero crescente di donne guadagnano più dei loro mariti senza che questo crei problemi.

Gli uomini casalinghi sembrano trovarsi piuttosto bene, specie nella cura dei figli. Un’altra ricerca condotta sempre in Gran Bretagna, faceva salire a 1,4 milioni gli uomini che dedicano molto tempo alla famiglia e alla cura dei bimbi. E in Italia? Anche qui sembra che il numero di mammi sia superiore ai 20.000 uomini. Per i mammi è nata anche l’Asuc, l’associazione uomini casalinghi, volta ad affermare l’orgoglio del genere maschile verso un lavoro considerato fino a poco tempo fa umiliante e poco dignitoso ed ora riscoperto come fonte di libertà e soddisfazione.

Blog di mamme che lavorano

In ogni caso essere mamme che lavorano e pensare a famiglia e figli non è semplice. E’ importante sapere organizzarsi e analizzare le attività per individuare quelle più stressanti che causano problemi, saperle semplificare e risolvere. E ovviamente trovare un valido aiuto tra i figli e il marito anche per le faccende di casa. Ogni caso è differente, ma per chi cerca aiuto o semplicemente conforto per districarsi dai problemi di donne e lavoro, online si trovano molti blog con commenti e suggerimenti tra situazioni più o meno difficili e complicate da risolvere.

Senza donne Dare voce alle donne a partire da cifre che fanno riflettere sulla condizione drammatica femminile. Un blog-denuncia aperto a tutti per suggerimenti e proposte

Mamme Acrobate Dedicato a chi è mamma e deve affrontare il rientro al lavoro. Tutte le norme a tutela della maternità con in più consigli per la salute dei bambini, la casa e anche qualche ricetta di cucina per ottimizzare i tempi

Mammaelavoro Interviste, testimonianze e racconti di mamme che lavorano ma non solo. Suggerimenti e letture per chi deve partorire, tornare a lavorare, occuparsi di un bambino

Businessmum Un blog realizzato da donne in carriera ricco di storie ma anche iniziative per contrastare la tendenza che vede le professionni femminili in balia di vecchi stereotipi

Spaziomamma Si definisce il magazine delle donne dove trovare informazioni e consigli per chi vuole riprendere a lavorare dopo la pausa della maternità e per chi vuole inventarsi un nuovo lavoro

NoiMamme Una guida per la futura mamma e per chi è alle prese con piccoli e grandi problemi che un bimbo si trova ad affrontare. Articoli e risposte da specialisti online

Associazioni pari opportunità

Dalla storia del movimento femminista con le idee del femminismo anni 70, fino alle associazioni femministe per i diritti della donna e la politica delle pari opportunità

Pari Opportunità Sito Ufficiale del Dipartimento per le Pari opportunità curato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la promozione di una cultura di parità tra i sessi e finalizzato a promuovere tutte le informazioni in materia

UniversitàdelleDonne Un sito per capire cosa vuol dire femminismo e che cosa ne rimane nel presente attraverso interviste e discussioni online

ArciDonna Donne lavoratrici, pensionate, giovani che vogliano confrontarsi sul tema delle pari opportunità in una piazza virtuale

Women Giornale cartaceo e online curato dall’Associazione il Paese delle Donne che da sempre ha lavorato sull’informazione, la scrittura e la comunicazione tra donne per dare voce alle politiche e alla politica delle donne

NoiDonne Giornale storico del femminismo italiano, nasce per dare visibilità e voce alle donne che esprimono opinioni, competenze, qualità

Womenlobby Coordinamento di oltre 2000 organizzazioni in tutti gli stati europei per difendere diritti di genere

Now La National Organization for Women è una organizzazione di femministe americane che promuove campagne per uguaglianza, giustizia economica, equità salariale, discriminazione razziale, attenta alle problematiche di immagine e salute

Unwomen Osservatorio sulle donne delle Nazioni Unite con informazioni e reportage dal mondo per l’eliminazione delle discriminazioni contro donne e ragazze, raggiungimento della parità, diritti umani, azione umanitaria di pace e la sicurezza