Donne e matematica

Tra donne e matematica c’è un rapporto non solo possibile, ma necessario. La presunta superiorità maschile nello studiare materie scientifiche ha origini lontane tra famiglia e scuola, ma poi si traduce in lavoro, soldi e potere

Donne e matematica è un binomio che in passato non è mai sembrato funzionare. Lo stereotipo dell’universo femminile poco dotato nelle materie scientifiche iniziava a scuola, quando le bambine si mostravano generalmente meno appassionate e capaci dei maschi. Un concetto talmente diffuso, che le migliori carriere e i posti di potere che riguardano settori dall’ingegneria fino alla medicina, sono sempre occupati solo da maschi.

Donne e matematica nella storia. Il rapporto privilegiato tra scienza e maschi ovviamente non ha nulla di così vero, e soprattutto le presunte difficoltà delle femmine si sono sempre auto alimentate con stereotipi in qualche modo funzionali alla tesi. Nella storia recente sono state fatte varie ricerche sull’argomento. A cominciare dagli anni ’60 c’è anche un’ampia letteratura di studi svolti in America che affermano come il ragionamento matematico sia appannaggio naturale dell’uomo. Forse contro l’arrembante femminismo tout court, si diceva che l’uomo fosse naturalmente più portato e capace di ottenere migliori risultati in ambito logico matematico.

Più recentemente le convinzioni circa la superiorità maschile in matematica sono scomparse. Basta leggere le biografia di personaggi come Rita Levi-Montalcini o la storia dell’astrofisica Marica Branchesi inserita nelle 100 personalità più influenti del mondo dalla rivista Time per capire quale sia la realtà. Viene spontaneo quindi chiedersi perchè ancora tante ragazze rinuncino in partenza preferendo intraprendere carriere umanistiche.

Infanzia donne e matematica

Tra donne e matematica il problematico rapporto parte da molto lontano, nei primi anni di vita. I giochi ad esempio sono uno stimolo formidabile per fare scoprire il mondo ai bambini e li aiutano a sviluppare le prime passioni e attitudini. Ma con cosa giocano le bambine? Con le bambole. Eppure non c’è scritto da nessuna parte che un bambino debba giocare con costruzioni, Lego e videogiochi, mentre le bambine mettono i vestitini e pettinano le Barbie.

La passione nelle materie scientifiche e dei futuri problemi tra donne e matematica parte da lì, con tutto ciò che questo comporta nel percorso di studio e lavoro. In tutte le famiglie si fanno scelte inconsapevoli che sono solo apparentemente banali o normali. Ma queste abitudini compiute dai genitori nell’infanzia e assecondate dal mercato, ricadranno sulla vita umana e professionale di molte donne. Come fare a non cadere nel tranello del conformismo?

Figlio maschio o figlia femmina?

Secondo alcuni studi sarebbero le mamme le principali inconsapevoli protagoniste del divario uomo donna. Ma sono soprattutto gli stereotipi comportamentali della famiglia a giocare un ruolo importante in Italia. Il figlio maschio gioca con il padre, fa sport e disegna. La mamma educa le figlie femmine all’ordine e alle pulizie casalinghe. Questi ruoli, dati per scontati fin nell’infanzia e basati sul nulla, li ritroviamo anche in età adulta con tutto ciò che ne deriva a livello culturale, sociale ed economico.

Le future incomprensioni tra donne e matematica e i minori risultati nelle materie scientifiche delle femmine con conseguente perdita di autostima, sono dovute esclusivamente alla mancanza di stimoli riconducibili a questi stereotipi sociali. Una conferma arriva dalle indagini Internazionali Pisa (Programme for International Student Assessment) promossa dall’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico).

Donne laureate in materie scientifiche

Parlando di pari opportunità nel settore della tecnologia l’Italia è agli ultimissimi posti in Europa. Lo svela una ricerca di Valore D, associazione che promuove la ricerca di talenti in ambito femminile. Dalle nostre università escono solo un 9,9% di donne laureate in materie tecnico scientifiche contro il 14,8% degli uomini. In nazioni come Germania, Francia, Inghilterra, malgrado il gap uomo e donna sia comunque notevole, il numero di ingegneri donne supera ampiamente la soglia del 10%.

Le statistiche sull’Italia dicono anche che se in famiglia ci sono difficoltà economiche o culturali sono le figlie femmine a dovere abbandonare più frequentemente la scuola. Tra scuola dell’obbligo e superiori lasciano i banchi il 25-27% delle ragazze contro il 12% dei ragazzi, mentre all’università le percentuali sono rispettivamente del 67% e 58%. Ovviamente tutto ciò succede senza minimamente considerare l’attitudine o il talento dimostrato da figli e figlie.

Differenza salario uomo e donne

Il differente approccio tra donne e matematica rispetto ai maschi è causa di mansioni differenti e carriere differenti. La scolarizzazione o la scelta di materie e carriere scientifiche finisce con l’avere una certa importanza. Il 40% delle donne svolge lavori di segreteria e solo il 17% ha ruoli dirigenziali. Alle fine le donne guadagnano metà dell’uomo all’ingresso nel mondo del lavoro. Spesso lavorano in condizioni di precarietà, nel 51% dei casi tra i 15 e 24 anni, contro il 40% dei maschi. Sono sempre le femmine a non trovare un lavoro coerente con gli studi nel 28% delle volte contro il 18% dei maschi.

Certo il gender pay gap non è solo un problema italiano. Secondo la società di consulenza Korn Ferry è in media del 18% calcolato in 33 paesi. Contro la discriminazione salariale si protesta in tutta Europa dall’Islanda alla Francia. A Parigi gli scorsi anni c’è stato un vero e proprio sciopero delle donne che riguarda mansioni e retribuzioni. L’Ocse ha fatto uno studio che afferma come per compensare lo stipendio più basso, considerando giornate lavorative di 8 ore che finiscono alle 17, le donne dovrebbero smettere di lavorare alle 14:38.

Donne e matematica questioni di potere

Le materie scientifiche sono in continua evoluzione e di importanza strategica per il futuro. Basta guardarsi intorno per capire l’importanza della tecnologia nelle nostre vite tra intelligenza artificiale, robotica e nanotecnologie. Anche le statistiche sul mondo del lavoro dicono che i laureati nel settore tecnico scientifico saranno sempre più richiesti, faranno meno fatica a trovare lavoro e saranno meglio remunerati.

Le donne per fortuna hanno sempre più consapevolezza di questi cambiamenti. Anche in Italia ci sono buoni segnali e attualmente il 53% delle donne sceglie indirizzi di laurea a carattere scientifico contro il nulla di solo dieci anni fa. Ma basta anche guardare le statistiche di Linkedin per capire come, nel solo settore informatico, rispetto a 10 anni fa siano raddoppiate le figure femminile di sviluppatrici, designer, big data engineer e manager di aziende tecnologiche.

Incoraggiare le ragazze alla matematica

Per sostenere l’impegno femminile nascono nuove iniziative anche in Italia, spesso finanziate da privati. Stem in the city ad esempio è un evento che si terrà a Milano per diffondere una nuova cultura digitale e favorire il rapporto tra donne e matematica. Stem è l’acronimo di Science, Technology, Engineering and Mathematics e la manifestazione è collegata a Girls in ITC day che ha lo scopo di incoraggiare le ragazze e le giovani donne ad appassionarsi di tecnologia.

Le donne che lavorano devono sapere organizzare la giornata tra mille impegni tra casa e famiglia superando stereotipi che partono da lontano. Per sconfiggere il conformismo servirebbe una buona politica e programmi didattici capaci di coinvolgere famiglie, scuole e aziende. Le pari opportunità cominciano dai primi anni di vita e dalla consapevolezza del proprio percorso. Ma è fondamentale anche il ruolo delle famiglie e dei genitori nell’educare, incoraggiare ed offrire nuove prospettive alle figlie femmine. E ancora prima bisogna convincere mamme e nonne che le bambine possono divertirsi ed essere felici giocando con il Lego e gli scacchi.