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Dollaro in calo o in aumento sull’Euro? Se visti i tempi date un occhio alle notizie di finanza, c’è un dato che tra i tanti viene citato per misurare la tendenza dell’economia: il tasso di cambio tra dollaro euro.

Di cosa si tratta? Il tasso di cambio consente di determinare la quantità di una valuta che si può scambiare per un altra. I tassi di cambio vengono modificati ogni giorno, perché le valute sono scambiate sul mercato dei cambi, il forex. Il valore del forex di una moneta dipende da molti fattori, tra cui i tassi di interesse della Banca centrale, i livelli di debito del paese e la forza della sua economia.

Il dollaro è stato a lungo una valuta di riferimento per l’economia mondiale, ma ora il dollaro sta perdendo valore nel lungo termine per vari motivi ma sopratutto perchè il debito degli Stati Uniti è di oltre 14.000 miliardi dollari e potrebbe costringere gli USA ad aumentare le tasse ai suoi cittadini rallentando la crescita economica e rendendo più rischoso investire in buoni del tesoro USA.

Non che l’euro se la passi molto bene con molte nazioni come Grecia, Irlanda, Portogallo Spagna e Italia sull’orlo del baratro. Ed infatti le fluttuazioni del cambio dollaro euro in questi ultimi anni sono state notevoli: basti pensare che nel periodo 2002 – 2007 il dollaro è sceso del 40% del suo valore mentre contemporaneamente il debito degli Stati Uniti cresceva del 60%.

Nel 2002, un euro valeva 0,87, nel 2007 1,44 dollari. Nel 2008 il dollaro si è rafforzato del 22% e a fine anno, l’euro valeva 1,39 dollari. Nel 2009 il dollaro è sceso del 20% per i timori sul debito americano a 1,43 dollari. Nel 2010 la crisi del debito dell’Europa ha rafforzato il dollaro che a fine anno valeva 1,32 dollari. Nel 2011 il valore del dollaro contro l’ euro è sceso nuovamente del 10%, per poi riguadagnare terreno. In questi giorni la crisi greca e delle banche spagnole ha portato il dollaro a 1,23, sui minimi di due anni.