Dolci di Carnevale

Alla scoperta dei tipici dolci di carnevale italiani fritti. Frappe, castagnole, bugie, struffoli o arancini? Tanti nomi di ricette e ingredienti per chiacchere, frittelle, ravioli e biscotti tradizionali per la felicità di grandi e bambini

I dolci di Carnevale italiani dai nomi più vari rappresentano al meglio eccessi e desideri di trasgredire tipici della festa di antiche origini. Ogni città e paese festeggia con carri allegorici, sfilate e maschere. Ma soprattutto non mancano le ricette di prelibatezze fritte nell’olio bollente e nel grasso animale, in una fantasia di sapori che corre lungo tutto lo stivale.

Dolci di carnevale fritti spopolano nelle vetrine di pasticcerie e panetterie per le strade di tutte le città. Certo si tratta di ricette con zucchero e ingredienti spesso poco indicati per chi è a dieta o alla ricerca del peso forma. Le farciture la fanno da padrone. Tra zabaione e mostarda di uva e altri ingredienti ghiotti, le mamme preparano anche in casa dolci tramandati dalle nonne. Per una volta basta non guardare la bilancia, sempre senza esagerare. A carnevale d’altronde lo spirito godereccio contagia grandi e piccini fino al fatidico giorno del martedì grasso posticipato al sabato per la sola diocesi di Milano con il Rito ambrosiano.

Nomi dolci di carnevale fritti

I dolci fritti in questo periodo inondano di profumo le vetrine delle pasticcerie. Dal panettiere alle feste tra amici compaiono cabaret di frittelle dai nomi più strani e in tutte le varianti concesse. Le ricette sono facili e veloci da preparare e contengono semplici ingredienti come farina, uova, zucchero, burro e lievito.

Dolci di carnevale vegani invece hanno ricette senza burro e uova con frittura in olio di semi spremuto a freddo. L’unica cosa onnipresente è lo zucchero, sembra lui il vero protagonista della festa. Ma questi piatti sono vera ghiottonerie che stuzzicano il palato a cui è difficile resistere. Quali sono i loro nomi e come sono cucinate?

Chiacchere

Sono il dolce di Carnevale più preparato in Italia: strisce di pasta dolce da friggere in abbondante strutto bollente e spolverate di zucchero a velo che prendono un nome differente a seconda della zona di provenienza:

  • Frappe nel Lazio,
  • Ciarline in Emilia,
  • Chiechenè in Valle d’Aosta,
  • Crostoli in Trentino,
  • Bugie in Piemonte,
  • Cenci alla Toscana
  • Galani in Veneto
  • Cicerchiate in Abruzzo

Tortelli fritti e frittelle

Tante sono i nomi delle varianti che associano questi dolci di carnevale ai tortelli fritti tipici lombardi, di Milano. Una considerazione particolare tra i dolci di carnevale le meritano le frittelle di mele, ricotta e riso. Sono ciambelle fritte come i donuts americani e in più hanno una glassa colorata al gusto di cioccolato per soddisfare i bambini più esigenti. In generale tortellie frittelle possono avere varie dimensioni e nomi:

  • Struffoli napoletani affogati nel miele e nella frutta candita
  • Castagnole alla romana,
  • Pignolata siciliana di miele
  • Pirichitus sardi glassati
  • Graffe napoletane che assomigliano a soffici ciambelline con impasto di farina e patate
  • Arancini marchigiani preparati con pasta fritta arrotolata al profumo di arancia
  • Fritole come piccoli bignè di Venezia.

Ravioli fritti

Le varianti delle ricette dei ravioli fritti si distinguono per qualità del ripieno. In pratica si tratta di dolci che contengono creme al cioccolato, mostarda, ricotta o altri ingredienti a seconda della versione locale di ogni zona italiana.

  • Alla genovese ripieni di marmellata o crema di cioccolata
  • Di ricotta siciliani sono una vera specialità
  • Krapfen del Trentino dall’inconfondibile aspetto di bomboloni soffici, gonfi e dorati da farcire con marmellata, una spolverata di zucchero oppure con la crema di vaniglia.

Significato dolci di carnevale

Il significato della parola Carnevale ‘carne levare’ ovvero ‘si leva la carne’ contiene questa passione al dolce mangiare. Racconta dell’invito ad abbandonarsi ai piaceri del cino prima delle ristrettezze attese nei 40 giorni prima di Pasqua (Quaresima). Non a caso l’ultimo giorno di Carnevale si chiama martedì grasso. Secondo la tradizione medioevale si invitava a mangiare la carne considerata come il cibo di maggior pregio capace di fornire più grassi prima della lunga astinenza.

Sacro o profano? Ognuno la può vedere a suo modo, specie quando è davanti ai dolci di Carnevale. I credenti sanno che questa è una festa della tradizione cattolica che precede il periodo di purificazione e digiuno in preparazione alla Pasqua. Ma a qualcuno non sfugge l’eredità profana e le feste sfrenate tipiche dell’antica Roma e anzi incoraggiate dall’occasione all’abbandono che il carnevale rappresenta.