doggy bag al ristorante

Si chiama doggy bag o borsetta anti spreco la pratica abitudine di portarsi via a casa gli avanzi di cibo non consumati al ristorante. Un’abitudine diffusa nel mondo ma ancora poco in Italia, dove infrangere anche questo tabù sarebbe forse necessario e auspicabile

Al ristorante vi hanno servito una dose enorme, non avete più fame e il piatto è ancora mezzo pieno? La bottiglia di vino è ancora tutta da bere? Al posto di buttare tutto nella spazzatura, pagandolo a caro prezzo, forse non tutti sanno che portarsi a casa gli avanzi del ristorante nel doggy bag è una pratica che molte persone di ogni estrazione sociale ed economica fanno in molte parti del mondo.

In Italia chiedere il doggy bag al ristorante è un diritto del cliente sancito dalla corte di Cassazione con una sentenza del luglio 2014 in cui viene definita la pratica di mettere nell’apposita borsina o bottiglia quanto si è mangiato o bevuto, come regola comunemente accettata nella civile convivenza. Del resto i dati parlano chiaro: solo il 20% degli italiani chiede la doggy bag al ristorante. Qual’è il motivo?

Forse sfiorati dal pensiero che chiedere gli avanzi sia sinonimo di indigenza o maleducazione? Oppure sarà la paura per le norme igieniche di conservazione a frenare una richiesta consentita? Per qualcuno magari è meglio rimpinzarsi fino a scoppiare, oppure buttare nella spazzatura del cibo prezioso.

Chi usa il doggy bag al ristorante

Sarà meglio guardarsi intorno: ci sono esempi di personaggi famosi americani che non si vergognano minimamente di portarsi a casa gli avanzi di cibo in una doggy bag al ristorante, anzi ne fanno una ragione di prestigio, mentre in Cina è una modalità ben voluta e sinonimo di cortesia. I francesi preferiscono adottare il termine decisamente più raffinato di gourmet bag, che per legge viene messo a disposizione dei clienti nei ristoranti con più di 180 coperti. Del resto, lo stesso nome doggy bag non è certo sinonimo di eleganza, insieme al packaging decisamente poco trendy.

Doggy bag come misura anti spreco

Meglio l’opzione d’autore? In Italia, patria del design e della moda, qualcuno ci ha già pensato e ha messo in campo un gruppo ben assortito di designer e illustratori famosi impegnati nella campagna Doggy Bag – Se avanzo mangiatemi promossa da Comieco e Slow Food. Genio e creatività contro lo spreco, cosa volere di più? Il risultato è una serie di contenitori di cartone ecologico che assomigliano a simpatiche borsine colorate di varie forme, ideali per conservare, trasportare senza il minimo imbarazzo gli avanzi di cibo a casa in attesa che la moda del doggy bag griffato si diffonda dai ristoranti lombardi al resto d’Italia.

solo 1 italiano su 5 chiede la doggy bag al ristorante

C’è molto da fare, siamo ancora molto lontano da creare una rete attiva contro lo spreco di avanzi di cibo. Purtroppo di dati raccolti negli ultimi anni dal Ministero dell’ambiente non sono incoraggianti anzi, occorre rimboccarsi le maniche e iniziare dall’educazione dei bambini, nella vita di tutti i giorni, e in particolare nell’approccio con le mense scolastiche dove tra spreco, scarto e rifiuti non si riesce a trovare una via d’uscita.

Riscoprire e credere nel nostro ruolo di individui consapevoli e soprattutto di cittadini attivi: ognuno può fare qualcosa contro lo spreco di cui siamo circondati e sommersi. Ecco che dare il giusto valore al cibo può essere un buon inizio contro l’usa e getta imperante nella nostra società. Ricordiamoci che gli sprechi sono un lusso che non possiamo più permetterci. Così, in attesa di altre soluzioni di doggy bag seducenti pronti per rompere ogni tipo di indugio, può essere d’aiuto dare un’occhiata alle ricette di riciclo in cucina.