In Italia servono 3 anni + 1 per divorziare. Siamo agli ultimi posti in Europa, mediamente negli altri paesi servono la metà del tempo e un processo solo, non due per separazione e divorzio. Ma ora un nuovo testo è passato alla commissione della camera: arriva il divorzio breve anche in Italia?

Sembra che tra mille ostacoli bipartisan stia avanzando il provvedimento per accorciare i tempi del divorzio quasi a livello degli altri paesi. Con la nuova legge i tempi di separazione potrebbero passare a un anno per divorzio conflittuale e a 6 mesi per quello consensuale senza più variabile dei figli minori, a cui va aggiunto sempre un altro anno. Secondo le ultime stime è d’accordo l’82% degli italiani. Di riduzione dei tempi se ne è cominciato a parlare nel 2003 ma fino ad ora nulla è stato fatto se non nel 1987, quando i tempi del divorzio sono stati ridotti da 5 a 3 anni.

Il divorzio al’italiana riguarda oramai quasi un matrimonio su tre, costa alle coppie migliaia di euro e perdite di tempo immani tra tribunali e avvocati e inoltre è responsabile di trascinare per le lunghe situazioni impossibili da gestire, anche per i figli, senza nessun motivo: solo il 2% delle crisi si ricompone. Ma allora perchè tutto questo e chi non vuole il divorzio breve? La Chiesa da sempre lo vede come una minaccia all’istituto della famiglia (molti politici di area cattolica divorziati concordano) ma qualcuno insinua che nel parlamento italiano ci siano corporazioni (vedi gli avvocati che occupano circa il 14% delle due camere) a cui velocizzare le pratiche di divorzio e separazione non convenga proprio.

Alla fine ancora oggi per chi vuole risparmiare soldi e ridurre i tempi per divorziare non resta che fuggire all’estero, specie in Romania, dove per circa 3000 euro fanno tutto in 6 mesi, con valore legale anche nel nostro paese. Forse proprio questa fuga di coppie e di parcelle sempre più frequente ha fatto smuovere le acque anche in Italia. Speriamo sia la volta buona e che facciano in fretta.