povero chiede elemosina ai ricchi

Il divario tra ricchi e poveri cresce in Italia ed ovunque nel mondo. L’1% di persone possiede una ricchezza pari alla restante metà. Quali cause e conseguenze provoca una concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi

Nel mondo il divario tra ricchi e poveri sta aumentando. Sempre più ricchi e potenti che vivono tra lussi sfrenati, mentre i poveri faticano ad arrivare a fine mese e nei paesi meno avanzati vivono in condizioni di povertà assoluta. Le disparità sono sempre più grandi, perchè se è vero che la crisi economica riguarda tutte le classi sociali, gli accumuli di capitali sono favoriti in tutto il mondo e in America in particolare.

Mentre sempre più persone arrancano per arrivare a fine mese e altre si chiedono quanto guadagnare per vivere felici, i ricchi ultra miliardari sono in aumento di un 6% su base annua. Si tratta del 0.004% della popolazione mondiale che detiene il 13% della ricchezza complessiva. Secondo il World Ultra Wealth Report in tutto il mondo vi è una tendenza a un aumento della ricchezza dei più ricchi anche in Africa, America Latina e specialmente nel Sud Est Asiatico.

Ricchezza dei più ricchi aumenta

Le persone più ricche del mondo secondo le classifiche di Bloomberg dispongono di beni e patrimoni per 1.760 miliardi di dollari. Dal 2010 la loro ricchezza è aumentata del 44% (oltre 500 miliardi di dollari) ed è ancora destinata ad aumentare del 39% nei prossimi anni. Alla metà dei più poveri, considerando lo stesso lasso di tempo, mancano al saldo 1.000 miliardi di dollari (-41%). Non è certo una novità se pensiamo che dall’inizio del secolo i più ricchi hanno aumentato la ricchezza del 50% contro l’1% dei più poveri.

Quanto a numero di miliardari gli Stati Uniti sono al primo posto seguiti dalla Germania, mentre le città con più ricchi sono New York e Londra. Quali conseguenze ha questa enorme concentrazione di ricchezza nelle mani di pochi? Sviluppa distorsioni nelle relazioni con il potere economico e politico, favorendo logiche clientelari, leggi e regolamenti che aumentano ancora di più le disfunzioni del mercato a proprio beneficio.

Provenienza della ricchezza

Si potrebbe pensare che il divario tra ricchi e poveri sia frutto di duro lavoro, ma non sempre è così, anzi. Molte persone hanno parzialmente o completamente ereditato il proprio status economico. Lo studio mostra che 17% dei miliardari ha ereditato completamente le proprie fortune, contro un 68% che si è fatto da solo. Esistono differenze notevoli tra uomo e donna: la percentuale di eredi è del 13% tra gli uomini, contro il 48% delle donne ultra ricche.

Oltre al talento per i soldi e all’eredità, conta poi il fatto che gli investimenti dei più ricchi sono favoriti dalle logiche di mercato. Secondo una ricerca di alcuni economisti italiani, alla base dei rapporti di forza economici delle famiglie c’è anche un diverso trattamento di banche e gestori che privilegiano sempre i rendimenti dei grandi patrimoni. Questo gap, calcolato in una percentuale di circa il 3%, si auto alimenta in modo esponenziale nei decenni e nelle generazioni, alimentando le disuguaglianze anche nelle nazioni più evolute.

Secondo le ultime stime sarebbero oltre 200 mila le persone al mondo con un patrimonio di oltre 30 milioni di dollari con un gender gap notevole. 183.810 uomini e 27.465 donne, con una media di 59 anni e 57 anni, che complessivamente dispongono di 30.000 miliardi di dollari. Come spendono questi soldi? 40 miliardi di dollari in auto, 23 miliardi in aerei privati, 22 miliardi in yacht e 8 miliardi in vino e bevande alcoliche e vizi var. Senza considerare, viaggi, beni ecc. per un totale di circa 1,1 milioni spesi ogni anno.

Ricchi e poveri nel mondo

Il divario tra ricchi e poveri secondo Oxfam, una importante agenzia internazionali non governativa nata nel 1945, sta peggiorando dal 1980, dopo che nel dopoguerra molto era stato fatto sia a livello sociale che sanitario. C’è un 1% di persone ricche che hanno più soldi del resto del mondo ed in particolare ci sono 62 Paperoni – di cui 53 uomini – che hanno una ricchezza maggiore di metà della popolazione mondiale più povera (3,6 miliardi di persone).

Settanta milioni di persone, cioè l’1% della popolazione della terra, guadagna come gli ultimi 4 miliardi e 275 milioni. Il 10% della popolazione più ricca consumi quanto il restante 55%. Sono tutte statistiche che affermano una cosa sola: il divario tra ricchi e poveri è sempre più grande. Da qualunque parte la si voglia vedere è un intero modello di società basata sull’accumulo di ricchezza a non sembrare più sostenibile. Eppure il sistema politico economico finanziario e produttivo per sostenersi deve invitare i cittadini a consumare sempre di più. Magari fino ad indebitarsi, per poi fingere di salvarli aumentando il debito pubblico, come puntualmente è successo in Europa o in America.

Conseguenze divario economico

Oggi il 22% della popolazione mondiale vive con 1,25 dollari al giorno e il 40% con 2 dollari. In Africa ci sono 16 miliardari e 358 milioni di persone che vivono in condizioni di estrema povertà, mentre i salari minimi mensili in Sudafrica o nella Repubblica Domenicana sono anche inferiori ai 50 dollari. Ciò è causa di problemi sociali e sanitari, ma solo il 10% della spesa in ricerca scientifica aiuta il 90% delle popolazioni in difficoltà.

Le conseguenze delle crescenti divario ricchi e poveri, oltre che economiche, sono sociali e politiche. Contengono la spiegazione della nascita di conflitti, rivolte, disordini che riguardano ogni parte del mondo. All’aumento della criminalità e della discriminazione sociale si aggiungono la nascita di nuove forme di povertà. Mentre nel mondo invece si stima siano 7.600 i miliardi di dollari occultati in paradisi fiscali offshore dai più ricchi. Soldi che non hanno nessun ricaduta sulla società e non contribuiscono in alcun modo al benessere collettivo.

Divario ricchi poveri in America

Ma proprio negli Usa gli ultimi dati dell’Ocse sottolineano come il divario tra ricchi e poveri sia sempre maggiore. Il divario tra classi sociali si sta allargando tanto che altre ricerche sostengono come il 5% delle famiglie americane più ricche siano in possesso del 62,5% di tutte le ricchezze. E come ciò non bastasse le recenti politiche, invece che portare ad una ridistribuzione dei redditi, non possono che favorire questo processo.

Sono in molti a pensare che il taglio delle tasse consentirà ai grandi capitali di risparmiare, mentre i lavoratori delle classi medie e povere avranno pochi benefici. Ovviamente c’è chi sostiene l’esatto contrario ma non basterà a risolvere i problemi del mondo. Ciò che è sicuro è che a livello globale sono 7.600 i miliardi di dollari occultati in paradisi fiscali offshore dai più ricchi. Soldi che non hanno nessun ricaduta sulla società e non contribuiscono in alcun modo al benessere collettivo.

Divario ricchi poveri in Italia

Secondo i dati Eurostat è peggiorata anche la situazione sul divario tra ricchi e poveri in Italia. Al 10% più ricco degli italiani va un quarto della ricchezza totale, mentre sono sempre di più le famiglie a rischio povertà. Se 1 lavoratore su 8 percepisce uno stipendio insufficiente a garantire un tenore di vita normale, sono in particolare i giovani a guadagnare troppo poco rispetto alla media europea.

A rischio povertà in Italia ci sarebbero oltre 16 milioni di persone, il 27,3% con un reddito inferiore al 60% della media nazionale. Secondo l’Istat in una situazione di povertà assoluta vivrebbe il 7% della popolazione, ovvero 5 milioni di italiani. Al 10% dei più poveri in Italia vanno solo il 2% dei redditi totali. Ma a preoccupare è anche lo stop del cosiddetto ascensore sociale, ovvero la possibilità di riscatto delle classi sociali meno abbienti.

Uno studio della Banca d’Italia sottolinea come in situazioni familiari svantaggiate economicamente l’abbandono scolastico sia molto alto e favorisca ulteriore disoccupazione, povertà ed esclusione sociale. Ma oltre al grado di istruzione, la ricchezza personale e le ambizioni professionali sono oggi favorite sopratutto da una eredità che non riguarda solo il contesto economico ma anche le relazioni sociali.

Conseguenze disparità economiche

Paradossalmente le popolazioni più povere sono anche più sottoposte alla furia dei cambiamenti climatici causate dalle emissioni dell’uomo di cui contribuiscono solo per il 10%. Oltre agli effetti complessivi sulla popolazione, nei paesi in cui i ricchi aumentano e le disuguaglianze economiche sono maggiori si nota anche un maggior divario tra uomini e donne in termini di reddito, salute, partecipazione politica, istruzione.

Non c’è settore economico in cui le disuguaglianze non facciano sentire il loro peso: dall’industria estrattiva che favorisce guadagni enormi nelle mani di pochi, al settore finanziario sempre favorevole alle fasce più ricche della popolazione, al settore dell’abbigliamento che delocalizza la produzione producendo una concorrenza al ribasso nei paesi più poveri ampliando i margini di guadagno, fino al dominio delle grandi imprese che diventando monopoli arrivano a fissare i prezzi e a condizionare la vita delle persone.

Incremento demografico sulla terra

Il divario tra ricchi e poveri nel mondo è dovuto anche all’enorme l’incremento demografico degli ultimi dieci anni: nel 2100 o anche prima saremo in 10 miliardi. La tendenza con cui la popolazione umana sta aumentando è impressionante. Negli ultimi 12 anni sono aumentate di 1 miliardo mentre in passato le cose andavano ben diversamente. Nel 1800 c’era 1 miliardo di persone, nel 1930 2 miliardi, nel 1960 3 miliardi, nel 1974 4 miliardi, nel 1987 5 miliardi, nel 1999 6 miliardi e di questo passo nel 2045 saremo in 9 miliardi.

Ogni secondo nascono 5 persone e ne muoiono 2, che fanno 180 persone in più sulla terra ogni minuto. D’altronde la speranza di vita sta crescendo esponenzialmente in tutto il mondo, dai 59 anni del 1960 fino agli attuali 69 anni. L’Europa è l’unico continente con natalità negativa, con 1,6 figli per donna, contro i 5,7 della Nigeria che a fine secolo supererà gli Stati Uniti e forse la Cina, superata anche dall’India.

Le popolazioni si stanno spostando sempre più nelle aree fortemente industrializzate rispetto alle aree rurali, il sorpasso dei cittadini è avvenuto nel 2008. Dalle tre città con oltre 10 milioni di abitanti del 1975, ora siamo a ventuno megametropoli e presto il 70% della gente vivrà in aree urbane. Ciò ovviamente causerà sempre più scompensi a livello economico e sociale. Non ci sono solo le disparità economiche tra ricchi e poveri, ma anche una gestione insostenibile delle risorse: il 5% della popolazione consuma il 23% dell’energia prodotta al mondo, mentre il 13% non dispone di acqua potabile e il 39% non dispone di adeguati servizi sanitari.

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