Disconnettersi da internet per stare meglio

Disconnettersi da internet e staccare la spina per stare bene ed essere più produttivi nello studio o sul lavoro. Troppe informazioni e stimoli non solo non servono, ma possono essere dannosi per i rapporti umani e la creatività

Disconnettersi da internet sembra impossibile al mondo d’oggi, specie da quando tutti abbiamo in tasca smartphone super potenti sempre connessi che in ogni ora del giorno ci offrono contenuti. Notizie, informazioni, video, musica, oppure email, notifiche o messaggi che ci stimolano ad essere aggiornati su tutto: fatti di cronaca, politica, sport o sulla vita dei nostri amici sui social.

Disconnettersi da internet anche sul mondo del lavoro sembrerebbe ugualmente impossibile. Dare una occhiata allo smartphone ci fa interagire con gli altri e sentire sempre al centro del mondo e più produttivi. Ci sono imprenditori e manager che non staccano mai la spina arrivando a lavorare 16 ore al giorno rischiando il burnout per stress da lavoro. Il problema è che internet arriva e ci segue ovunque. In generale tutti oramai non ci rendiamo neanche più conto di quanto siamo dipendenti dagli smartphone, che controlliamo in continuazione come fossimo in preda ad una vera e propria patologia psicologica con tanto di effetti e rimedi.

Troppo internet fa male

La Missouri University of Science and Technology tempo fa ha realizzato una ricerca sulla corrispondenza tra le modalità di utilizzo del web e i disturbi dell’umore arrivando ad una chiara conclusione: troppo internet fa male. Stare tante ore al giorno davanti ad un computer ha serie conseguenze negative per il corpo e la mente. I dati raccolti in un mese di analisi tra 216 studenti universitari avevano mostrato una correlazione statisticamente significativa tra le modalità di utilizzo di Internet e la presenza di sintomi depressivi.

I disturbi dell’umore dipendevano da una serie di fattori come durata di collegamento, utilizzo di reti peer-to-peer, chat, numero di mail spedite. Inoltre erano correlati ad un uso prolungato di internet, magari protratto fino a tarda notte, in attività di shopping, nella visione di video online, frequentazione di social network, siti di gioco d’azzardo o sulla salute. L’uso eccessivo di internet rischia di sostituirei forme di interazione e socializzazione reale, portando ad un aumento dell’isolamento sociale tipico degli Hikikomori.

Retomania è dipendenza da internet

La moderna forma di internet dipendenza, definita retomania, o anche Internet Addiction Disorder (I.A.D.) sta dilagando soprattutto tra i giovani che preferiscono isolarsi e passare giornate intere davanti al computer con il rischio di arrivare a confondere il reale con il virtuale. Reale o virtuale? Vero o falso? Ormai quasi tutto è lecito sulla rete, cambiare identità, viaggiare, giocare, interagire con più persone e così via, ma attenzione a non abusare.

La Sipps (Societa’ Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) si è detta preoccupata per il dilagare della cosìdetta retomania o internet dipendenza tra gli adolescenti impegnanti a tessere relazioni virtuali e svagarsi rimanendo connessi alla rete che si trasforma così in un luogo rassicurante e ovattato. Qualche precisazione è comunque d’obbligo: è l’abuso a creare squilibri e naturalmente i soggetti più a rischio sono da ricercarsi tra chi già soffre di un equilibrio emotivo precario e soprattutto tra gli adolescenti impegnati nella difficile fase evolutiva.

Quali sono i sintomi rivelatori?

La dipendenza da internet si manifesta con vari sintomi: controllo ripetuto della posta elettronica, voglia di connessione a qualsiasi ora del giorno o della notte, prolungamenti in chat. Ne segue un senso di malessere e agitazione se non si resta connessi a internet per un periodo di tempo che tende sempre più a lievitare fino ad arrivare ad episodi di isolamento.

Non è un caso che il numero di chi pratica sport sia sempre più basso, in particolare tra bambini e adolescenti che per diverse ragioni non hanno la possibilità di praticare attività fisica in spazi adeguati, come lo sottolinea il progetto promosso da Save the Children ‘Pronti, Partenza, Via!’ in vari quartieri italiani, una prospettiva che mina da vicino la salute fisica di milioni di persone diffondendo cattivi stili di vita.

Disconnettersi da internet non basta

Secondo gli esperti nel caso di burnout tecnologico disconnettersi da internet è solo il primo passo da compiere per stare meglio e ritrovare il benessere. Oltre a staccare completamente la spina, serve tornare a connettersi con sè stessi e con gli altri tornando ad assaporare la consapevolezza delle piccoli grandi cose della vita reale. Può servire fare sport, camminare e meditare, ma soprattutto avere rapporti con persone vere.

Connettersi con gli altri significa cominciare nel ritrovare relazioni vere, in particolare con amici e familiari con cui condividere esperienze. Per uscire dalla zona di confort ci si può impegnare in attività di volontariato mettendosi in ascolto di estranei e persone completamente differenti da noi. Tutto parte comunque dal disconnettersi da internet e se fare da soli può essere complicato, in vendita ci sono libri e studi che non solo raccontano i benefici dello staccare la spina, ma aiutano a farlo con consigli pratici.

Per disconnettersi da internet può essere utile dimenticare il carica batterie o scegliere una località di vacanza con poco campo. Ma in America esistono dei veri e propri allenatori del benessere che attraverso un approccio olistico aiutano a vivere meglio o a lavorare meglio. A dimostrazione di quanto ciò sia vero, ci sono importanti aziende americane che ottengono un rendimento dei dipendenti molto più elevato incentivandoli a a socializzare con i colleghi chiudndo tutte le connessioni almeno per qualche ora alla settimana.