Dipendenza da cellulare in persone che controllano lo smartphone

La dipendenza da cellulare e internet è una vera patologia con effetti e conseguenze anche gravi come burnout tecnologico e hikikomori. Sintomi, effetti e rimedi per usare smartphone e social senza perdersi nella tecnologia

La dipendenza da cellulare e da internet interessa un numero di persone sempre più ampio tanto da essere diventato un vero e proprio caso di medicina neuro psichiatrica. D’altronde basta farsi un giro in metropolitana, per la strada o nelle sale d’aspetto: ovunque le persone sono ricurve a digitare sul telefono, sempre connesse. La smania di condividere non lascia un attimo di tregua e la noia non esiste più. Ma la tecnologia in un modo o nell’altro si sta prendendo le nostre vite?

Disconnettersi da internet però oramai è  impossibile al mondo d’oggi, specie da quando tutti abbiamo in tasca smartphone super potenti sempre connessi che in ogni ora del giorno ci offrono contenuti. Notizie, informazioni, video, musica, oppure email, notifiche o messaggi che ci stimolano ad essere aggiornati su tutto: fatti di cronaca, politica, sport o sulla vita dei nostri amici sui social. E anche le statistiche dicono che l’uso dello smartphone sta aumentando in tutto il mondo.

Utilizzo di cellulare e internet

Negare l’utilità di cellulare e internet per lavorare, studiare o giocare è impossibile. Con un semplice tocco è possibile interagire con gli amici e allontanare lo spettro della solitudine, sempre e ovunque. Ma la sensazione gratificante di avere in tasca un dispositivo che contiene e accompagna le nostre esperienze in ogni istante, può essere molto pericolosa. Davanti ad uno schermo sempre attivo e ricco di stimoli è facile perdere la misura, la dimensione del tempo svanisce insieme all’attenzione. Nel mondo del lavoro le cose non cambiano.

Dare una occhiata allo smartphone ci fa interagire con gli altri e sentire sempre al centro del mondo e più produttivi. Ci sono imprenditori e manager che non staccano mai la spina arrivando a lavorare 16 ore al giorno rischiando il burnout per stress da lavoro. Il problema è che internet arriva e ci segue ovunque. In generale oramai non ci rendiamo neanche più conto che una qualche forma di dipendenza da cellulare e internet ci coinvolge direttamente, quando lo controlliamo in continuazione come fossimo in preda ad una vera e propria patologia psicologica.

La vita è tutta uno smartphone

Se non siamo consapevoli dei rischi di questo prodigioso dispositivo portatile che teniamo in tasca e ci segue ovunque, è bene dare un occhio al breve cortometraggio intitolato life smartphone. Realizzato dal giovane studente cinese Xie Chenglin, ci avverte sui pericoli che corriamo affidandoci troppo alla tecnologia e di come il telefono si stia impadronendo delle nostre vite. Profilandoci e studiando ogni nostra mossa che ben che vada finisce nelle mani della multinazionale di turno attraverso app, navigatori e quant’altro.

Altro che centralismo della civiltà dei consumi. Non cè ostacolo, torta, bimbo, passione, dramma, incidente che possa fermare lo smanettatore folle, il selfista di turno, l’invasato ricurvo sul suo smartphone. Quasi ad avvertirci che oramai l’uomo è incapace di alzare lo sguardo da un contenitore di vita che è certamente molto utile, ma se non stiamo attenti, come vedremo rischia di togliercela.

Retomania e internet dipendenza

La moderna forma di internet dipendenza, definita retomania, o anche Internet Addiction Disorder (I.A.D.) sta dilagando soprattutto tra i giovani che preferiscono isolarsi e passare giornate intere davanti al computer con il rischio di arrivare a confondere reale con virtuale e vero dal falso. Ormai quasi tutto è lecito sulla rete, cambiare identità, viaggiare, giocare, interagire con più persone e così via, ma attenzione a non abusare.

La Sipps (Societa’ Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) si è detta preoccupata per il dilagare della cosìdetta retomania o internet dipendenza tra gli adolescenti impegnanti a tessere relazioni virtuali e svagarsi rimanendo connessi alla rete che si trasforma così in un luogo rassicurante e ovattato. Qualche precisazione è comunque d’obbligo: è l’abuso a creare squilibri e naturalmente i soggetti più a rischio sono da ricercarsi tra chi già soffre di un equilibrio emotivo precario e soprattutto tra gli adolescenti impegnati nella difficile fase evolutiva.

Troppo internet fa male

La Missouri University of Science and Technology tempo fa ha realizzato una ricerca sulla corrispondenza tra le modalità di utilizzo del web e i disturbi dell’umore arrivando ad una chiara conclusione: troppo internet fa male. Stare tante ore al giorno davanti a smartphone e computer ha serie conseguenze negative per il corpo e la mente. I dati raccolti in un mese di analisi tra 216 studenti universitari avevano mostrato una correlazione statisticamente significativa tra le modalità di utilizzo di Internet e la presenza di sintomi depressivi.

I disturbi dell’umore dipendevano da una serie di fattori come durata di collegamento, utilizzo di reti peer to peer, chat, numero di mail spedite. Inoltre erano correlati ad un uso prolungato di internet, magari protratto fino a tarda notte, in attività di shopping, nella visione di video online, frequentazione di social network, siti di gioco d’azzardo o sulla salute. L’uso eccessivo di internet rischia di sostituirei forme di interazione e socializzazione reale, portando ad un aumento dell’isolamento sociale tipico degli Hikikomori.

Secondo gli psicologi non è solo la tecnologia a scatenare la tendenza all’isolamento, ma piuttosto una crisi di valori che colpisce persone particolarmente sensibili agli stimoli esterni. Solitamente viene colpito da queste sindromi chi ha bassa resilienza, ovvero non ha la capacità di superare un momento di crisi. Non si tratta di bambini o adolescenti straviziati, ma piuttosto di persone capaci e sempre andate bene a scuola, che improvvisamente si rendono conto di non saper far fronte alle difficoltà della vita per arrivare sui gradini più alti della società. Il problema spesso comincia a casa o a scuola e gli è stato dato un nome.

Hikikomori chi sono?

Gli Hikikomori sono un fenomeno dell’adolescenza di autoreclusione arrivato in Giappone negli anni ’80 con il boom dei dispositivi elettronici e internet. Un modo che i giovani hanno di ritirarsi dalla società che non dura giorni o settimane, ma addirittura alcuni mesi o anni, favorendo l’insorgere di disturbi come ansia o depressione. In Giappone ne sono coinvolte mezzo milione di persone, la sua diagnosi è consolidata e viene considerato alla stregua di un disturbo mentale.

In pratica questi ragazzi non escono di casa, non vanno a scuola o al lavoro e l’unico legame con l’esterno avviene attraverso gli schermi di internet degli smartphone da cui non si staccano mai. Secondo le ultime stime questo comportamento va diffondendosi preoccupantemente in ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti alla Cina fino ad arrivare in Europa e in Italia, a cominciare dalla scuola media. Colpisce per lo più giovani di classe sociale media o elevata dai 15 ai 40 anni, che si isolano completamente dal mondo. I primi casi in Italia sono comparsi una decina di anni fa.

Hikikomori italiani

Secondo alcune stime degli psicoterapeuti in Italia il fenomeno colpisce circa 100 mila persone tra adolescenti e giovani adulti. Si tratta di adolescenti che non studiano o disoccupati dediti all’uso indiscriminato di computer e smartphone. Privati della connessione non vogliono comunque uscire di casa, rifiutano la competizione con gli altri e si sentono sempre in pericolo. Eliminato internet si rifugiano nei videogiochi, leggono fumetti, guardano film e programmi sportivi. Depressione e ansia sembrano essere alla base del comportamento, ma giocano anche influenze culturali e sociali come l’essere stati esposti a situazioni di stress nel lavoro o nella vita.

Il ritiro sociale acuto rischia di colpire due ragazzi su mille, ma a cosa è dovuto? Secondo gli esperti del settore stare troppe ore davanti al computer può diventare pericoloso per un adolescente. Con l’andare del tempo la situazione può sclerotizzare e diventare patologica se non interviene un adulto. La maggior parte dei fenomeni legati all’Hikikomori deriva infatti da forti pressioni a scuola o sul mondo del lavoro. Traumi per episodi di bullismo a scuola, molestie sul lavoro, o qualcosa di cui vergognarsi o che fa sentire le persone non all’altezza delle aspettative sociali. Anche i genitori devono stare attenti a non intervenire in modo sbagliato e a non fare ricadere troppe aspettative sui figli.

Sintomi dipendenza da cellulare

Il problema della dipendenza da cellulare e internet in realtà è una cosa abbastanza diversa dalla volontà di estraneazione dal mondo tipico dell’Hikikomori e si manifesta con altri sintomi: controllo ripetuto della posta elettronica, voglia di connessione a qualsiasi ora del giorno o della notte, prolungamenti in chat. Ne segue un senso di malessere e agitazione se non si resta connessi a internet per un periodo di tempo che tende sempre più ad aumentare, fino ad arrivare ad episodi di isolamento.

I dati sulla dipendenza da cellulare sono allarmanti. Secondo alcune ricerche svolte in America, la metà delle persone controlla il proprio smartphone diverse volte all’ora. L’11% ogni pochi minuti controlla le notifiche dei social. Circa il 30% lo utilizza quando è alla guida di un’auto aumentando esponenzialmente il rischio di incidenti. Ma non ci sono solo gli incidenti a farne un pericolo: la smartphone addiction causa una serie di problemi psicologici e relazionali più o meno gravi, a cominciare dal chiudersi in casa.

Effetti dipendenza da cellulare

Non a caso il numero di adolescenti che praticano sport è sempre più basso. Nell’abuso tecnologico cadono in particolare bambini e adolescenti che per diverse ragioni non hanno la possibilità di praticare attività fisica in spazi adeguati. Come sottolinea il progetto Pronti, Partenza, Via promosso da Save the Children in vari quartieri italiani, questa prospettiva mina da vicino la salute fisica di milioni di persone diffondendo cattivi stili di vita.

  • Meno tempo per vita reale Controllando ogni minuto lo smartphone diventa difficile impegnarsi nelle proprie passioni, ma anche avere rapporti umani gratificanti e socializzare con gli altri. Spesso dimentichiamo il valore del tempo, il nostro. Siamo sicuri che sia necessario vederlo passare così, tra un post e l’altro? Calcolate quanto tempo passate inutilmente al giorno su internet.
  • Si lavora sempre Lo smartphone è un ottimo compagno di lavoro per controllare email, scrivere e parlare con i colleghi. Ma il nostro cervello non è fatto per fare esperienze multitasking. Invece in questo modo non si stacca mai e si è sempre disponibili sia che si tratti di lavoro dipendente che autonomo.
  • Aumenta l’ansia Secondo uno studio realizzato in Inghilterra dalla University of Derby, il 51% degli intervistati soffre di una ansia tecnologica estrema quando è privato del proprio cellulare. I parametri di pressione sanguigna aumentano come quando si provano sentimenti di paura e sgradevolezza.
  • Peggiora il sonno Non sono solo gli effetti della luce blu a causare l’insonnia. Controllare notifiche, email e notizie dell’ultim’ora prima di andare a dormire non può certo rendere facile addormentarsi e fare buoni sogni. Eppure il 40% degli americani non si allontana dal proprio smartphone nemmeno di notte.
  • Figli imparano cattive abitudini Non pensate che i bambini siano immuni dal fascino che gli adulti provano per le loro tavolette luminose. Non è un buon esempio quello di padri e madri costantemente attaccati al proprio smartphone

Rimedi dipendenza da cellulare

Come liberarsi dalla dipendenza da cellulare? Ci sono alcuni consigli che sempre più esperti e psicologi sono costretti a dare alle persone. Spegnere il telefono un’ora prima di dormire dando modo il cervello può rigenerarsi e rilassarsi dagli stimoli visivi, sonori ed emozionali. Non dormire vicini al telefono ma lasciarlo in un’altra stanza, naturalmente spento. Eventualmente abilitare solo sveglie o notifiche e chiamate eccezionali provenienti da figli o genitori anziani.

Non accenderlo appena svegli. Non cambia nulla se controllate le notifiche subito o dopo mezz’ora che vi siete alzati dal letto. Ma in quest’ultimo modo potete trascorre i primi momenti del mattino con i figli o il partner in modo più sereno e rilassato. Autolimitarsi nel controllare le notifiche: anche se si è particolarmente attivi sui social è inutile dare un’occhiata al proprio smartphone ogni minuto. Salvare la sanità mentale e aumentare la produttività è più importante. Basta impegnarsi facendo trascorrere almeno una o due ore tra una occhiata e l’altra. Oppure darsi scadenze fisse, ad esempio prima di cena.

Zone off limits Per liberarsi dalla dipendenza da smartphone è molto importate creare delle zone o delle attività in cui assolutamente non si deve utilizzare. Ad esempio quando si è a letto e non solo per dormire, quando si mangia, si gioca o mentre si guarda la tv. Riscoprire i contatto umani reali è fondamentale. Avere 1000 amici su Facebook non corrisponde nemmeno lontanamente a incontrare una sola persona nella vita reale. Inviarsi messaggi in chat con un amico non è come passare una sera in un locale davanti ad una birra. Guardare un video su YouTube o Netflix non è come andare al cinema.

Burnout tecnologico

Secondo gli esperti nel caso di burnout tecnologico disconnettersi da internet è solo il primo passo da compiere per stare meglio e ritrovare il benessere. Oltre a staccare completamente la spina, serve tornare a connettersi con sè stessi e con gli altri tornando ad assaporare la consapevolezza delle piccoli grandi cose della vita reale. Può servire fare sport, camminare e meditare, ma soprattutto avere rapporti con persone vere.

Connettersi con gli altri significa cominciare nel ritrovare relazioni vere, in particolare con amici e familiari con cui condividere esperienze. Per uscire dalla zona di confort ci si può impegnare in attività di volontariato mettendosi in ascolto di estranei e persone completamente differenti da noi. Tutto parte comunque dal disconnettersi da internet e se fare da soli può essere complicato, in vendita ci sono libri e studi che non solo raccontano i benefici dello staccare la spina, ma aiutano a farlo con consigli pratici.

Per disconnettersi da internet può essere utile dimenticare il carica batterie o scegliere una località di vacanza con poco campo. Ma in America esistono dei veri e propri allenatori del benessere che attraverso un approccio olistico aiutano a vivere meglio o a lavorare meglio. A dimostrazione di quanto ciò sia vero, ci sono importanti aziende americane che ottengono un rendimento dei dipendenti molto più elevato incentivandoli a a socializzare con i colleghi chiudendo tutte le connessioni almeno per qualche ora alla settimana.

Dipendenza cellulare bambini

Un capitolo a parte merita anche il sempre maggiore utilizzo della tecnologia da parte dei minori: quali sono i rischi per i bambini ed esiste una dipendenza da cellulare anche per i più piccoli? Ovviamente l’argomento è molto studiato da studiosi e pediatri di tutto il mondo perchè sempre più spesso i dispositivi elettronici sono utilizzati come baby sitter. Ma un bambino che già a 5 anni o anche prima impara ad usare uno smartphone, contrariamente a ciò che pensano alcuni genitori, non è un genio.

Le regole dei pediatri sono molto chiare: molti escludono completamente l’utilizzo di smartphone e tablet prima dei 5 anni per gli effetti a livello neurologico, psicologico e mentale. Altri limitano ad un’ora il periodo massimo di utilizzo in compagnia dei genitori fino agli 8 anni e raccomandano i genitori di non usare il cellulare mai come calmante per i bambini irrequieti. Viceversa il le capacità di attenzione, il rendimento scolastico e la socialità potrebbe venire compromessa, insieme ad uno sviluppo fisico scorretto dovuto alla postura. Se volete un bimbo felice insegnateli a suonare uno strumento e spegnete lo smartphone.

Prevenire è meglio che curare

Abbiamo visto che nella dipendenza da cellulare e internet come nel caso di auto esclusione sociale influiscano motivi psicologici naturali e cause culturali soggettive differenti per ogni paziente. Essendo un fenomeno relativamente recente non c’è comunque una terapia o trattamento raccomandato in tutti i casi. Gli aiuti da parte degli psicoterapeuti sono mirati al reintegrarsi nella società. Per permettere alle persone di riprendere contatto con la vita reale possono servire sedute di terapia di gruppo che nel caso di adolescenti devono riguardare anche i genitori.

Il percorso di reinserimento può partire dai videogiochi di gruppo. Dei rapporti inizialmente virtuali possono poi trasformarsi in motivi di incontro nella vita reale. Prevenire dipendenza da cellulare e hikikomori è ancora più importante della cura dei sintomi. Più esperienze nel mondo reale fanno i bambini e gli adolescenti e meno avranno bisogno di fuggire nel mondo virtuale. E’ bene motivare i ragazzi con obiettivi reali graduali e raggiungibili, aumentare la consapevolezza su problemi della vita e parlare di ogni cosa, trovando insieme ai figli soluzioni possibili ad ogni problema.

Rimedi tecnologici: Light Phone

Mentre la tecnologia avanza con dispositivi multitasking sempre più evoluti, c’è chi pensa di fare un passo indietro. E per curare la dipendenza da cellulare, almeno in apparenza, ritornare all’origine. Come? Con un cellulare che possa semplicemente effettuare chiamate. Si chiama Light Phone ed è un telefono che non vuole sostituire lo smartphone, ma diventare la sua estensione. L’idea è di due amici, un artista e un design americani che in un’epoca di gioia del meno hanno pensato di togliere e ridurre all’osso, senza rinnegare l’evoluzione, anzi. L’importante è fuggire dalla tentazione di connessione allontanando la dipendenza da smartphone.

Il Light Phone sembra un normale telefono con una batteria che dura circa 20 ore. Si usa solo per fare e ricevere chiamate che vengono inoltrate dallo smartphone originale tramite una semplice applicazione. Niente messaggi social, fotografie, ricerche su internet Il vantaggio è avere più tempo per se stessi. Si può mettere nel portafoglio dato che le dimensioni sono quelle di una carta di credito e il peso si aggira sui 38,5 grammi. Il design è curato nei minimi particolari, moderno, essenziale e pulito non ha nulla da invidiare ai più moderni dispositivi. Non è resistente all’acqua e costa circa 150 dollari.

Il suo scopo è togliere la dipendenza da cellulare, utilizzandolo il meno possibile per fare brevi telefonate. Anche i suoi progettisti non hanno dubbi: per vivere meglio bisogna sempre allontanarsi fisicamente dallo smartphone ogni volta che è possibile se non esiste la reale necessità di essere connessi. Questo telefono sicuramente riduce le distrazioni, ma non è l’unica soluzione. Se cercate una attività alternativa leggere più libri può essere l’attività giusta per stare bene. In attesa che il Light Phone diventi la nuova tendenza sostenibile, se non per l’ambiente, per il cervello, c’è chi studia altre soluzioni.

In equilibrio con la tecnologia

Se avete letto questo articolo dall’inizio avrete capito che per non cadere nella dipendenza da cellulare e internet, con tutti i problemi che ne conseguono a livello mentale e non solo, è necessario sapere trovare un equilibrio con la tecnologia. D’altronde l’uomo è vissuto milioni di anni senza l’ausilio di dispositivi che in qualche modo ne sostituiscono le funzioni. Dato che con l’intelligenza artificiale sarà sempre peggio o meglio, a seconda dei punti di vista, ecco che anche società come Google si stanno impiegando affinchè le persone abbiano maggiore consapevolezza di questa vera e propria rivoluzione della storia umana.

Google in particolare ha creato Digital Wellbeing, una piattaforma costituita da una serie di applicazioni e servizi gratuiti per fare riflettere le persone sui loro comportamenti online in modo che le abitudini tecnologiche non facciano perdere di vista il benessere personale. Con una applicazione si può ad esempio controllare la frequenza di utilizzo delle diverse app, controllare il numero di notifiche ricevute sullo smartphone e verificare quante volte controlliamo il telefono al giorno. Ottenere il massimo dalla tecnologia senza perdere la concentrazione e con le giuste pause per non allontanarsi dalla vita reale, sembra essere l’obiettivo primario di questo progetto che affronta e cerca di prevenire problematiche quanto mai attuali.