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Fine del cd anche in Italia? Per adesso si parla di sorpasso del digitale sul supporto fisico nel 2015. Secondo Enzo Mazza, presidente della Fimi (Federazione industria musicale italiana), ci vorranno ancora 2 anni perchè il cd, che nei primi 6 mesi del 2013 vede le vendite contrarsi di un ulteriore 13%, venga superato dalla musica digitale nel suo complesso.

Dal 38% attuale tra download e servizi di streaming video e audio, i vari Youtube, Spotify, Deezer dovrebberò superare il 50% dei ricavi complessivi della musica in Italia. Un bene? Mica tanto, se si considera che nel suo complesso malgrado l’avanzata del digitale anche quest’anno le vendite di musica sono calate di un ulteriore -6% rispetto al 2012 per un valore di circa 50 milioni di euro. E mentre la rivoluzione nella musica si va completando con le strategie delle case discografiche sempre più rivolte alla musica online e alla presenza degli artisti sui social network, paradossalmente anche in Italia vanno bene solo i vinile che segnano un +53% insieme ai cofanetti di cd con le raccolte delle canzoni di artisti storici.

Fine del cd o meno – dite la vostra votando al sondaggio – comunque il futuro della musica sembra già segnato: lo streaming su smartphone sempre più evoluti e con connessione sempre più veloce sostituiranno non solo i cd, ma anche i download su lettori mp3. Visto che i guadagni sono molto più bassi rispetto al passato, per pareggiare i conti sarà necessario aumentare la base di utenti. Insomma un mare di musica ci sommergerà: resta da vedere se a vantaggio o a scapito della qualità e se gli artisti emergenti riusciranno a farsi sentire o se rimpiangeranno l’era analogica.