dieta senza glutine

Preparati che incoraggiano la dieta senza glutine si trovano ovunque in supermercati e negozi di alimentazione naturale. Il consumo di cibi gluten free per celiaci aumenta, ma fa bene a tutti o è solo una moda alimentare pericolosa?

Sgombriamo il campo dai dubbi una volta e per tutte: la dieta senza glutine è indispensabile solo per chi soffre di celiachia o morbo celiaco, ma è inutile, se non dannosa, per chi è immune a questa grave forma di intolleranza. Cosa c’è allora dietro il consumo indiscriminato di alimenti gluten free? Diagnosi senza fondamento o una errata convinzione che mangiare senza glutine sia più sano?

Di certo ci sono i dati pubblicati sulla rivista internazionale Jama Internal Medicine. Negli Stati Uniti negli ultimi anni la percentuale di persone che utilizzano una dieta senza glutine è salita dallo 0,52% all’1,69%. Un incremento non sostenuto da un aumento della popolazione colpita da malattie autoimmuni, salita nel frattempo dallo 0,6 allo 0,8 % degli americani. Ci sono quindi molte persone sane che decidono arbitrariamente di mangiare cibi gluten free. Quali sono i motivi e cosa rischiano le persone sane ad eliminare dalla loro dieta alcuni alimenti e sostanze?

Dieta senza glutine tra mito e realtà

Una buona dose di curiosità guida il meccanismo di scelta, ma le ragioni principali vanno ricercate nelle scarse informazioni veicolate da moda e pubblicità pronte a far leva sul continuo incremento di allergie e intolleranze alimentari degli ultimi anni. Alla fine c’è chi arriva ad affermare che forse è meglio abolire la proteina del glutine dalla propria alimentazione per stare meglio e magari persino dimagrire. Un ragionamento senza basi scientifiche che giustifica il fenomeno del consumo di determinati alimenti a scapito di altri, ingiustamente demonizzati.

Per chi non ha particolari problemi il glutine non è dannoso. Contenuto in alcuni cereali, si rivela una proteina benefica che sazia e apporta elementi nutritivi importanti. Da sfatare è la credenza che faccia ingrassare (dipende dalle quantità) o che provochi meccanismi di sensibilizzazione particolari anche sui bambini. Se non esiste una diagnosi certa di celiachia non serve abolire il glutine dall’alimentazione.

Gluten free non fa dimagrire

Nella preparazione di questi cibi si utilizzano delle sostanze particolari ricche di zuccheri e grassi che non fanno certo dimagrire, per la semplice ragione che non sono pensati per questo scopo. La prova è lo studio pubblicato uno studio sul Journal of Pediatric in cui una nota esperta gastroenterologa sostiene che una dieta senza glutine non solo può essere controproducente, ma anche dannosa alla salute se non è davvero necessaria.

Eppure alla dieta senza glutine c’è chi per “sentito dire” aggiunge anche quelle senza latte, lievito, uovo, soia, zucchero, glutammato monosodico, margarina e grassi vegetali idrogenati fino al nichel. Insomma l’esclusione di alcuni alimenti può sembrare la panacea di tutti i mali, ma potrebbe essere esattamente il contrario. I migliori specialisti nel campo dell’alimentazione affermano che togliere il glutine o qualsiasi altro alimento dalla propria alimentazione senza un valido motivo significa modificare in maniera drastica un equilibrio consolidato nel nostro organismo. Fai da te e sentito dire in questo campo sono fortemente sconsigliati.

Intolleranza al glutine come malattia

Essere celiaci è faticoso e non certo da considerare come un fatto di tendenza. Comporta l’esclusione di molti prodotti dell’industria alimentare e non mentre di molti altri va invece valutata attentamente la composizione al momento dell’acquisto (anche piccolissime quantità di glutine possono compromettere la salute). Fondamentale è curare il tipo di alimentazione che deve essere ben equilibrata per permettere una crescita ottimale e l’apporto di sufficienti quantità di sali minerali e vitamine.

Quali sono i sintomi dell’intolleranza al glutine? In fondo sarebbe abbastanza facile diagnosticarsi intolleranze e allergie inesistenti: nausea, diarrea o stipsi, scarso appetito, malassorbimento e sensazione di gonfiore sono sintomi molto comuni, legati anche a fattori psicologici e di stress, ma spesso confusi con altri tipi di intolleranza che magari necessitano solo di brevi periodi di astinenza e di consumo controllato.

Il consiglio è di affidarsi a un’indagine terapeutica formulata solamente dal medico allergologo esperto in problemi nutrizionali pronto a prescrivere specifiche analisi del sangue. Lontano da diagnosi fai da te veicolate da esami senza base scientifica: analisi del capello e test ormai superati si rivelano non affidabili e soprattutto dannosi per l’equilibrio dell’organismo.

Cos’è la celiachia?

La celiachia è una malattia autoimmune dell’intestino che prevede l’esclusione assoluta di assunzione di glutine nella dieta, sotto nessuna forma (il rischio di contaminazione è presente in molti prodotti alimentari). Sono banditi grano, orzo, segale e tutti quei prodotti che contengono la proteina del glutine, anche in piccole dosi. Pulizia degli attrezzi utilizzati in cucina ed efficaci norme di igiene aiutano ad allontanare qualsiasi rischio di contagio.

Nella dieta dei celiaci sono ammesse: frutta fresca e secca, verdure, legumi, patate, tapioca e radici insieme ai latticini, carne, pesce, uova, grassi, zucchero e bevande anche alcoliche. Attenzione ai derivati della soia, dal tofu, seitan e condimenti tipici dei vegetariani. Zuppe miste, piatti pronti, dadi, ripieni, salse in generale e bevande possono essere contaminati. Leggere attentamente le etichette diventa un’abitudine da acquisire insieme al consumo di cereali gluten free.

Cereali gluten free

Via libera a riso, mais, miglio, grano saraceno, amaranto, sorgo, quinoa e il fonio, arrivato da poco in Europa. Si tratta di una pianta erbacea coltivata in Guinea, Sudan e Etiopia. Il suo nome scientifico è Digitaria exilis e produce piccolissimi semi che crescono facilmente e velocemente (6-8 settimane) in un terreno mediamente arido senza alcun trattamento. Il fonio non contiene proteine del glutine e abbonda di sali minerali (calcio, magnesio, zinco, manganese, ferro), amminoacidi essenziali e fibre.

Simile al cous-cous, è gradevole al palato e si adatta a molteplici preparazioni in cucina. In particolare tra le popolazioni africane viene servito con salsa di arachidi, spezzatino di pollo e legumi oppure si può trasformare in porridge o farinata fino a diventare un tipo di birra chiara molto apprezzata, il tchapalo. La difficoltà è nel pulire i piccoli chicchi (un grammo di fonio contiene 2000 chicchi), un’operazione che viene fatta a mano dalle donne del luogo e che fa lievitare il prezzo sul mercato.

Guide alimentazione per celiaci

Quali sono i sintomi della celiachia? Quali esami fare? La percentuale di persone affette da celiachia aumenta. Se Gluten free è la formula che si trova sui prodotti e che riconosce la malattia autoimmune dell’intestino, diversi sono i sintomi che possono colpire l’apparato digerente come altre parti del corpo, dalla stipsi al mal di testa. Meglio affidarsi a specifiche analisi mediche, ma per chi volesse, di seguito ci sono alcune risorse per approfondire l’argomento.

Celiachia Associazione Italiana Celiachia AIC che promuovere l’assistenza, informazione, lo studio, la ricerca e la sensibilizzare a questo problema sempre più comune nella nostra civiltà. Migliorare la qualità di vita attraverso la rimozione di diversità, indagando sulle possibili soluzioni sono alla base delle finalità dell’associazione

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