Cosa rende il suono del Didjeridu così vario e interessante? Alcuni ricercatori dell’università di Sidney hanno cercato di svelarne i segreti.

Molto di moda qualche tempo fa, tutti avranno visto o sentito suonare il Didjieridu, uno strumento a fiato all’apparenza molto semplice. Si tratta infatti di un tubo di legno di circa 1,2 – 1,5 metri di lunghezza. In origine la sua forma era scavata dalle termiti nel tronco sottile di un albero di eucalipto. Per suonarlo gli aborigeni mettevano un anello di cera d’api attorno all’imboccatura. In questo video vengono svelate alcune sue caratteristiche.

Non si può definire uno strumento armonico e forse nemmeno melodico. Da un punto di vista prettamente musicale qualcuno troverà il Didjeridu anche troppo monotono per le proprie orecchie. In realtà è uno strumento in grado di suonare una vasta gamma di suoni diversi che possono venire integrati da infiniti cambi di ritmo. Inoltre i disegni realizzati sullo stesso strumento hanno grande valore culturale. A seconda di come si posiziona la bocca e la lingua, le vibrazioni producono suoni di varia intensità. I principianti producono solo un suono di base, mentre i più esperti, grazie a tecniche di respirazione circolare usate anche dai suonatori di fiati, si spingono molto più in là nella gamma sonora.