depressione post partum gravidanza

Sintomi di depressione post partum? Anche i neopapà sono soggetti a vere e proprie crisi in seguito alla nascita del figlio: ansie e incertezze per il futuro minano la stabilità della coppia

Uno studio condotto dalla NYU School, pubblicato sul ‘Journal Maternal and Child Health’ mette in risalto di come la depressione post partum sia una sindrome che può colpire sia donne che uomini. Il dato sconcertante è che ultimamente sono sempre più neopapà a essere afflitti da questa patologia invalidante che per altro sembra avere ripercussioni negative sul piccolo nato senza pensare all’equilibrio della coppia. Non a caso sempre secondo i dati della ricerca americana, sono circa il 6 per cento di bambini americani con una madre oppure un padre che soffrono di sintomi depressivi.

Mentre per la donna si parla di squilibri ormonali, per l’uomo la depressione dopo il parto riguarda proprio il ruolo, l’identità riconosciuta all’interno della famiglia. La crisi economica è sicuramente la causa fondamentale, non a caso a essere più esposti a questo genere di depressione risultano essere i padri a rischio disoccupazione che vivono con una donna con sintomi depressivi.

Reddito insufficiente e il lavoro precario, sono questi i fattori che giocano un ruolo fondamentale: l’uomo come capo famiglia si cala in una situazione di inadeguatezza che la nascita di un figlio non fa altro che amplificare. Se puoi si somma il fattore di stress che un piccolo introduce nell’equilibrio famigliare con notti insonni e madre fagocitata dal neonato magari senza l’aiuto di nonni e parenti, si capisce come il panorama tradizionale del dopo parto si trasforma in una condizione di disagio per altro già esistente.

Il consiglio è di individuare per tempo i sintomi e non lasciarsi assorbire completamente dalla tristezza e dalla non comunicabilità che inevitabilmente si trasmette anche al neonato bisognoso delle cure di entrambi i genitori. In realtà bastano brevi e semplici accorgimenti nella vita di ogni giorno capaci di infondere un clima di accettazione e di cooperazione in cui anche il papà può partecipare attivamente (cambio pannolini, bagnetto), senza dimenticare che solo parlando e affrontando insieme le situazioni ansie e i problemi si ridimensionano.