microfono voce

La storia di Demetrio Stratos, artista e cantante italiano dalle doti tecniche ed espressive molto particolari.  Definito come maestro della voce, ha saputo portare nuovi colori alla vocalità

Nella musica c’è chi si accontenta del giro di do, chi passa tutta la vita a cantare su tre accordi e chi invece lavora giorno e notte per scoprire strade nuove e inesplorate. Tra questi eroi in cui passione, curiosità e intelligenza si uniscono per sfidare l’ignoto, c’è sicuramente Demetrio Stratos, cantante, musicista e ricercatore italiano.

Demetrio Stratos (1945-1979) naque ad Alessandria d’Egitto immerso in un crogiolo di culture, etnie e mondi musicali diversi. Ancora bambino frequentò il prestigioso Conservatoire National d’Athènes studiando pianoforte e fisarmonica fino ai 13 anni. Nel 1957 la famiglia di origine greca lo mandò a studiare a Cipro al Catholic College of the Holy Land e nel 1962 si trasferì a Milano alla facoltà di Architettura del Politecnico.

Qui costituì i primi gruppi musicali studenteschi, ma è nel 1966 che venne conosciuto al pubblico come voce solista dei Ribelli con i quali registrerà alcuni 45 giri di successo (Pugni chiusi, Chi mi aiuterà e Oh Darling!) e un album. Finita l’esperienza con i ribelli nel 1970 con il pianista Patrizio Fariselli fonda il gruppo degli Area, tra i primi gruppi Progressive del nostro paese ispirati dal compositore John Cage, in cui parteciparono musicisti con estrazioni diverse, dal free jazz, al pop, alla musica sperimentale.

Demetrio Stratos e Area

Dagli Area Demetrio Stratos si separò per proseguire la carriera solista solo nel 1978, ma oltre alla discografia ufficiale degli Area, in tutti gli anni ’70 portò avanti sperimentazioni originalissime sull’utilizzo della voce come strumento che lo portarono anche a collaborare con il CNR di Padova e ad appassionarsi alle modalità canore dei popoli asiatici e ai significati della voce nelle civiltà orientali e medio-orientali.

Demetrio Stratos aveva sviluppato una particolarissima tecnica vocale che gli consentiva una estensione incredibile e l’utilizzo della voce in modo molto particolare (riusciva ad emettere con la voce 2,3,4 suoni contemporaneamente). Grazie ai suoi studi la sua fama stava crescendo rapidamente anche oltre confine. Nel 1978 si esibì, invitato da John Cage, al Roundabout Theatre di New York e partecipò ad “Event” con il coreografo Merce Cunningham e la Dance Company, la direzione artistica di Jasper Johns, quella musicale di Cage e la collaborazione di Andy Warhol per i costumi.

Purtroppo la sua carriera venne stroncata a 34 anni da un forma gravissima di anemia aplastica e morì il 13 giugno 1979 a New York, alla vigilia di un grande concerto all’Arena Civica di Milano per raccogliere fondi per garantirgli la degenza. Al concerto parteciparono gli Area e molti artisti come Angelo Branduardi, Francesco Guccini, Antonello Venditti e Roberto Vecchioni in quello che diventò l’ultimo saluto ad un grande Maestro della voce.