Foto di Demetrio Stratos in bianco e nero

Demetrio Stratos è stato un grande artista, un cantante visionario dalle doti tecniche ed espressive particolari. Un vero ‘maestro della voce’ che ha saputo aggiungere nuovi colori alla vocalità nel linguaggio musicale

Sono passati oltre 40 anni dalla scomparsa di Demetrio Stratos, artista, cantante, musicista e ricercatore italiano, forse poco noto ai più, ma che varrebbe la pena di fare conoscere ai giovani, specie di questi tempi per molti aspetti poco virtuosi. Il suo nome non a tutti dirà qualcosa, ma la conoscenza è l’unica mezzo che abbiamo per difenderci dall’aggressività del mercato e da quello che, indipendentemente dalla qualità, ‘passa il convento’. Questa considerazione è ancora più valida nella musica cosiddetta leggera, soggetta a tendenze più che altro dettate da mode che spesso non hanno nulla hanno a che vedere con un utilizzo consapevole del linguaggio.

Oggi nella musica pop vanno di moda generi dove la voce, più o meno parlata, è artefatta digitalmente con un software di autotune. Non c’è nulla di male o di scandaloso: semplificare o banalizzare d’altronde non è un classico dell’evoluzione del linguaggio musicale popolare, un pò per accontentare il pubblico, ma specialmente per la formazione stessa dei cantanti. Molti artisti hanno fatto successo col giro di do, mentre altri hanno passato la vita a cantare su tre accordi canzoni in tonalità facili da suonare e non scelte con cognizione di causa. Ma c’è anche chi ha lavorato e lavora giorno e notte per scoprire nuove strade inesplorate. Tra questi eroi in cui passione, curiosità e intelligenza si uniscono per sfidare l’ignoto, c’è sicuramente Demetrio Stratos.

Demetrio Stratos e Area

Nato ad Alessandria d’Egitto e cresciuto immerso in un crogiolo di culture, etnie e mondi musicali diversi, Demetrio Stratos ancora bambino frequenta il prestigioso Conservatoire National d’Athènes studiando pianoforte e fisarmonica fino ai 13 anni. Nel 1957 la famiglia di origine greca lo manda a studiare a Cipro al Catholic College of the Holy Land. Nel 1962 si trasferisce a Milano alla facoltà di Architettura del Politecnico dove forma i primi gruppi musicali studenteschi.

Nel 1966 viene conosciuto dal grande pubblico come voce solista dei Ribelli con i quali registrerà alcuni 45 giri di successo. Sono famose le canzoni Pugni chiusi, Chi mi aiuterà e Oh Darling! tutte incise in un album. Finita l’esperienza con i Ribelli, nel 1970 con il pianista Patrizio Fariselli fonda il gruppo degli Area. Gli Area, ispirati dal compositore John Cage, sono tra i primi gruppi di musica rock progressive del nostro paese, in cui suonano musicisti con estrazioni diverse, dal free jazz, al pop, alla musica sperimentale.

Nel 1978 Demetrio Stratos si separerà da loro per proseguire la carriera solista, ma oltre alla discografia ufficiale con gli Area, in tutti gli anni ’70 porta avanti sperimentazioni originalissime sull’utilizzo della voce come strumento. Si appassiona alle modalità canore dei popoli asiatici, studia i significati della voce nelle civiltà orientali e medio-orientali e arriva a collaborare con il Cnr di Padova.

Maestro della voce

L’appellativo di Stratos come ‘maestro della voce‘ non è quindi casuale. La sua originale tecnica vocale gli consentiva una estensione incredibile e di utilizzare la vocalità in modo molto particolare emettendo più suoni contemporaneamente. Può sembrare impossibile, ma la diplofonia è una vera e propria tecnica di canto definita anche come overtone singing e utilizza nei secoli dai popoli della Siberia meridionale e della Mongolia occidentale. In questo video la musicista tedesca Anna-Maria Hefele illustra come è possibile aggungere ad una nota una serie di sovratoni grazie alla posizione della lingua.

Gli studi di Demetrio Stratos in ambiti vocali fino al tempo inesplorati nella musica leggera, comunque portarono la sua fama oltre confine ed oltre l’ambito puramente musicale. Nel 1978, invitato da John Cage, si esibì al Roundabout Theatre di New York e partecipò ad “Event” con il coreografo Merce Cunningham e la Dance Company, la direzione artistica di Jasper Johns, quella musicale di Cage e la collaborazione di Andy Warhol per i costumi.

La carriera di Demetrio Stratos venne stroncata a 34 anni da un forma gravissima di anemia aplastica e morì il 13 giugno 1979 a New York, alla vigilia di un grande concerto organizzato dai suoi amici all’Arena Civica di Milano per raccogliere fondi per garantirgli la degenza. Al concerto parteciparono gli Area e molti artisti come Angelo Branduardi, Francesco Guccini, Antonello Venditti e Roberto Vecchioni in quello che diventò l’ultimo saluto ad un grande e indimenticato ‘Maestro della voce’.