Il mondo accademico e della cultura universitaria dedica sempre più spazio a Fabrizio De Andrè. A sette anni dalla sua scomparsa, si moltiplicano iniziative, corsi, ricerche letterarie, mentre prosegue l’analisi e l’archiviazione delle opere e delle interviste del cantante genovese. Un interesse nato anche grazie alle numerose tesi di laurea che gli studenti gli continuano a dedicare, insieme alle iniziative promosse dalla Fondazione guidata da Dori Ghezzi.

Che l’opera di De Andrè sia stata oramai inserita tra quella dei grandi autori contemporanei, lo testimonia anche la recente creazione di uno specifico dipartimento all’interno dell’Università di Siena, il “Centro studi Fabrizio De André”, che si propone di archiviare e mettere in rete tutto il materiale prodotto dal cantautore.

Proprio sulla base delle interviste edite o inedite rilasciate da Fabrizio De André e conservate dal Centro studi e dalla Fondazione De Andrè, a febbraio nell’ateneo senese partirà un corso di Archivistica che ha per scopo quello di procedere alla loro analitica inventariazione e di avviare un “laboratorio didattico” interdisciplinare al quale prenderanno parte studenti di Lettere, Antropologia e Storia.

Lo studio non mancherà di mettere in luce il valore del materiale in prosa contenuto nelle conversazioni. Come affermato dal docente Stefano Moscadelli, “…non si tratta di pensieri improvvisati, ma di veri testi, in quanto De Andrè si faceva scrivere le domande e preparava con cura le risposte, in forma scritta, dopo avere rielaborato più volte i concetti”.

Il corso fa parte del processo di digitalizzazione di tutte le opere di De Andrè, che lo stesso Centro sta completando al fine di rendere pubblica la consultazione in internet. Secondo il direttore Guastella, lo scopo è quello di divulgare De André nelle università e nelle scuole con studi approfonditi, promuovendo incontri sui temi delle sue canzoni.

Si tratta del “più ‘letterato’ tra i nostri cantautori, l’unico capace di assorbire stili diversi affiancandoli alla sua tradizione ligure-genovese” e pur non esistendo ancora un’adeguata bibliografia di carattere letterario, continua Guastella, “la sua figura nei prossimi anni verrà ‘consacrata’ anche nel campo della letteratura in senso stretto”.