ragazza fuma sigaretta

I danni del fumo su salute e ambiente e i rischi nello svapare e-cig elettroniche. Come smettere di fumare sigarette o non cominciare da giovani per non cadere nella dipendenza da nicotina. Metodi per togliersi il vizio e centri antifumo in Italia

I messaggi sui pacchetti di sigarette sempre più minacciosi sottolinenano come i danni del fumo sulla salute siano elevati, senza considerare l’impatto sull’ambiente. Eppure secondo l’indagine Internazionale Global Youth Tobacco Survey fuma ancora un italiano su quattro. Le malattie collegate al tabagismo in Italia comportano una spesa sanitaria di quasi 10 miliardi di euro all’anno. I costi sanitari del tabacco stimati al mondo sono di 1430 miliardi di dollari all’anno.

Tutti dovrebbero essere oramai consapevoli sui danni del fumo di sigaretta, perché ancora tante persone cadono nel vizio? La dipendenza da nicotina può cominciare da giovani con una sigaretta fumata per caso per darsi un tono. Quali sono gli effettivi danni del fumo sulla salute, che impatto ha la produzione di tabacco sull’ambiente, quali rischio sono collegati alle sigarette elettroniche e come smettere di fumare?

Indice

Danni del fumo

I danni del fumo sulla salute sono ampiamente dimostrati come sottolineato anche dall’Oms nella Giornata mondiale senza tabacco. Le sigarette provocano mezzo milioni di decessi ogni anno in America e 80 mila in Italia. Fumando 20 sigarette al giorno il rischio di ammalarsi di tumore al polmone aumenta da 14 a 20 volte rispetto ai non fumatori. Il fumo danneggia le arterie e aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e ictus causando bronchiti ed enfisemi.

Smettere di fumare prima dei 40 anni riduce il rischio di decesso associato al fumo del 90%, entro i 30 anni del 97%. Gli uomini che smettono entro 65 anni guadagnano da 1,4 a 2 anni di vita, le donne fino a 3,4 anni. Dopo i 65 anni i rischi si riducono del 50%. Le sigarette indeboliscono il sistema immunitario e i benefici quando si smette sono immediati: ogni funzione fisiologica ne trae vantaggio.

I danni del fumo passivo che inaliamo dai fumatori non sono meno preoccupanti. Le sigarette fumate dagli altri inquinano l’aria che respiriamo più di quanto facciano il traffico e l’industria danneggiando la salute di tutti. Gli studi sostengono come nei locali chiusi respirare fumo passivo abbia effetti tossici particolarmente gravi in chi soffre di patologie respiratorie, donne in gravidanza e bambini.

Danni da fumo passivo

Il fumo passivo è particolarmente dannoso nei bambini: chi ha genitori fumatori ha polmoni più deboli e maggior probabilità di sviluppare malattie respiratorie, asma, raffreddore, tosse e otite. Per gli adulti vivere in compagnia di fumatori è ugualmente dannoso e aumenta del 20-30% le possibilità di sviluppare tumori ai polmoni. Bastano 30 minuti di esposizione al fumo passivo per modificare i meccanismi che regolano la circolazione sanguigna.

I danni del fumo passivo sono un altro buon motivo per smettere di fumare e sempre più città vietano di fumare in locali chiusi, automobili o parchi. Una ricerca dell’Istituto dei Tumori di Milano sostiene che un fumatore emette polveri fini e ultrafini PM1, PM2,5 e PM10 in quantità tre volte maggiori di un’Harley-Davidson, mentre fumando per otto minuti si inquina l’aria 4/6 volte un Tir e 10/15 un’auto con motore Diesel Euro3.

Milano è la prima città in Italia che si è dotata di un regolamento per la qualità dell’aria che estende il divieto di fumare in tutti i luoghi all’aperto pubblici e non a non meno di dieci metri di distanza dalle altre persone. Una limitazione della libertà personale che malgrado qualche polemica non può che fare bene alla salute.

Sigarette elettroniche

Se i danni del fumo di sigaretta sono acclarati, contribuiscono a complicare le cose le sigarette elettroniche e lo “svapo” high-tech. É un fenomeno alla moda ma non per questo innocuo perchè abitua gli adolescenti ad inalare sostanze che danno dipendenza come la nicotina. Secondo un sondaggio dell’Istituto Superiore di Sanità il 43,4% dei ragazzi prova a fumare e-cig alle scuole medie e un 4,1% addirittura alle elementari.

Altri tentano di smettere di fumare tabacco passando alle e-cig elettroniche, che in Italia sono fumate da quasi un milione di persone. Se non serve a nulla utilizzarle in contemporanea con le sigarette tradizionali, sostituendole completamente vengono eliminate solo alcune sostanze tossiche dovute alla combustione. L’apparente natura innocua delle e-cig può viceversa spingere i giovani a sottovalutare il pericolo e ad iniziare un vizio comunque dannoso.

Secondo una ricerca del National Institutes of Health, il 37% di studenti delle scuole superiori prova a “svapare” e-cig dai gusti particolari ma assume nicotina e cade nel vizio. Per questo in India le hanno vietate, mentre in America non si possono vendere sigarette elettroniche dolciastre al sapore di caramella e frutta. Non esistono dati reali sulla reale efficacia delle sigarette elettroniche per chi vuole uscire dal vizio del tabacco tradizionale.

Danni e-cig elettroniche

I danni delle sigarette elettroniche sull’apparato respiratorio dipendono dalle sostanze che vengono inalate. Negli adolescenti che svapano si è registrato comunque un aumento di disturbi respiratori come bronchiti, asma e infiammazioni. Non iniziare a fumare nulla è l’unica cosa che allontana i problemi. Gli esperti sottolineano i rischi delle miscele presenti nei liquidi venduti online da aziende non affidabili o peggio ancora realizzati con il fai da te.

Le sigarette elettroniche spesso contengono nicotina e creano dipendenza, ma lo stesso gesto di svapare presenta anche rischi psicologici, specie per ragazzi in giovane età. La gestualità ripetuta può indurre vizi difficili da interrompere, a maggior ragione per gli adolescenti che dalle e-cig passano più facilmente al tabacco. Per gli adulti valgono le stesse considerazioni: acquistare sempre prodotti controllati con il marchio CE e non aggiungere oli aromatici a quelli di base.

Secondo una recente ricerca realizzata dalla Grossman School of Medicine dell’Università di New York, sigarette elettroniche e narghilè possono avere un impatto sullo sviluppo di patologie delle vie aeree superiori. Tumori di cavità nasale, seni paranasali e gola sarebbero stati riscontrati in misura maggore negli svapatori rispetto ai fumatori di sigarette che sviluppano più frequentemente problemi gravi ai polmoni.

Danni sigarette all’ambiente

I danni del fumo non sono solo sulle persone fisiche. Se le patologie legate al fumo di sigaretta ogni anno causano circa 8 milioni di decessi al mondo, la produzione di tabacco ha un impatto devastante anche sull’ambiente. Lo afferma una ricerca dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) intitolata Tobacco: poisoning our planet con dati molto chiari su come anche il tabacco stia avvelenando il pianeta.

Per soddisfare il mercato di sigarette e sigari ogni anno si producono 6 milioni di tonnellate di foglie di tabacco. Per fare spazio alla coltivazione delle piante si disboscano 200 mila ettari di terreno pari al 5% della deforestazione mondiale. Per coltivare il tabacco si usano 22 miliardi di tonnellate di acqua e 7000 sostanze tossiche che finiscono nell’ambiente distruggendo gli ecosistemi naturali. L’emissione complessiva dovuta alla produzione di sigarette è di 80 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

Fumare per otto minuti una sigaretta produce polveri sottili da quattro a sei volte più di un tir e da dieci a quindici volte più di un’auto diesel euro 3. Ogni anno vengono dispersi nell’ambiente 4.500 miliardi di mozziconi. Ogni mozzicone buttato contiene catrame, nicotina e microplastiche sufficienti ad inquinare 100 litri di acqua, senza contare i rifiuti prodotti dai pacchetti di sigarette.

Perchè la gente fuma?

Perchè la gente continua a fumare malgrado i danni del fumo siano così evidenti? Perché é un vizio che solitamentamente comincia nell’età dell’adolescenza, indotto da amici che spingono a provare. Secondo le statistiche 9 fumatori adulti su 10 iniziano prima dei 18 anni. Se negli anni ’60 tutti gli attori famosi fumavano nei film, oggi ci sono nuovi modelli sociali competitivi e un senso di insicurezza diffuso che richiedono gesti e rituali da condividere e in cui ritrovarsi.

I sociologi chiamano questo meccanismo ‘influenza dei pari’ ed è sempre più difficile starne alla larga, specie in un mondo comandato dal consumo che va perdendo i classici riferimenti religiosi, politici e sociali. Se genitori e amici fumano sigarette c’è una maggiore probabilità di cominciare, poi ci sono media, film e videogiochi che possono avere un grande peso nel condizionare le scelte dei giovani.

Il 37.5% dei ragazzi tra 14 e 17 anni ha provato il tabacco, nel 20,1% dei casi cominciando dalle e-cig che aumentano il rischio di passare alla nicotina di 3-4 volte. In Italia fuma sigarette un ragazzo su cinque tra i 13 e i 15 anni. Cominciando da giovani il corpo si abitua alla nicotina e smettere di fumare diventa ancora più difficile. Quando si fumano sigarette la nicotina viene assorbita nel sangue attraverso i polmoni, il cervello libera dopamina e noradrenalina che inducono un piacere che svanisce dopo pochi minuti.

Per ristabilire l’umore bisogna accendere una nuova sigaretta, altrimenti il fumatore accusa segni di irritazione, nervosismo, frustrazione e rabbia, tipici dell’astinenza. Utile ricordare che la dipendenza da tabacco è una malattia cronica e come tale andrebbe curata. Paradossalmente sono proprio le ragazze, future mamme che al posto di stare più attente alla salute per le future gravidanze, spingono il consumo di sigarette in Italia.

Come smettere di fumare

Secondo una statistica realizzate in America su un campione di decine di milioni di persone quasi il 70% dei fumatori vuole smettere di fumare. Dopo i 40 anni di età provano a smettere il 30% dei fumatori, il 55% di donne fumatrici spegne le sigarette in gravidanza, ma il 43% riprende a fumare sei mesi dopo il parto. Le percentuali di chi tenta di uscire dal vizio delle sigarette è simile tra uomini e donne ma solo il 7% dei fumatori smette o diminuisce.

Smettere di fumare è più facile tra classi sociali colte e agiate, aumenta con i tentativi ma la percentuale di successo diminuisce con il crescere dell’età. I tentativi per abbandonare le sigarette cominciano con la sola forza di volontà, ma poi si devono fronteggiare gli effetti collaterali: nervosismo, insonnia, aumento di peso e depressione. Non sapendo come affrontare le crisi di astinenza da nicotina, tanti fumatori decidono di riprendere a fumare.

La percentuale di guarigione dal fumo è molto più bassa rispetto a dipendenze da droghe considerate socialmente molto più devastanti. Le campagne pubblicitarie minacciose sui danni provocati dalle sigarette sembrano non produrre risultati. Tutti sanno che il fumo fa male, ma insistere solo sui danni alla salute non scuote i ragazzi che come tutti gli adolescenti si sentono invincibili. Ogni cosa passa dai modelli sociali e dalla loro modalità di comunicazione.

Centri antifumo in Italia

Il vizio della sigaretta ha un costo sociale di miliardi di euro spesi in cure che ricadono sulle tasche di tutti i cittadini. Per questo in Italia come in tutti i paesi sviluppati esistono appositi Centri Antifumo a cui i tabagisti possono rivolgersi per togliersi il vizio. Si tratta di quasi 350 strutture distribuite sul territorio nazionale all’interno di strutture ospedaliere e Asl italiane, in cui si possono fare incontri singoli o di gruppo con operatori multidisciplinari, medici e psicologi.

Per smettere di fumare ci sono terapie mirate a trovare dentro di sè le motivazioni più valide. Gli specialisti consapevolizzano il fumatore sulla gravità del problema del fumo ed elaborano una strategia per fronteggiare l’astinenza da tabacco. Non esistono statistiche precise, ma secondo alcuni dati la percentuale di fumatori che riescono effettivamente ad eliminare le sigarette ad un anno dalla fine del ciclo terapeutico è intorno al 40%.

In America chi vuole smettere di fumare può rivolgesi da trent’anni anche alle cosiddette quitlines, centri antifumo che offrono assistenza al telefono. Operatori specializzati sono al servizio dei fumatori per dare consigli, sostegno psicologico e prescrivere eventuali farmaci contro la dipendenza da nicotina. Un recente studio della rivista scientifica American Journal of Preventive Medicine afferma che videochat e app dedicate stanno incrementando i successi.

In Italia esiste una linea verde attivata dall’Istituto Superiore di Sanità che può essere chiamata al numero 800 554 088 riportato anche sui pacchetti di sigarette. Un’altra quitlines è quella del centro Sos Lilt al numero verde 800.998877. In entrambi i casi la chiamata può avvenire in forma anonima da parte di fumatori e familiari che per smettere di fumare possono ricevere assistenza da medici e psicologi specializzati in forme di dipendenza.

Vietare le sigarette?

Danni del fumo sulla salute e costi sociali altissimi obbligano la società a trovare delle soluzioni per smettere o non cominciare a fumare. Ma se la soluzione definitiva fosse vietare le sigarette per legge? Proibire qualcosa anche per buoni motivi nella nostra società non è mai semplice per non ledere le libertà personali. Eppure é ciò che ha proposto il ministro della salute del governo neozelandese per azzerare le migliaia di morti causate ogni anno.

In Nuova Zelanda fumano mezzo milione di persone su 4,9 milioni di abitanti. Il tumore da fumo di sigaretta è il primo rischio di morte per le donne della comunità Maori dove fumano 4 persone su 5, mentre la percentuale complessiva tra gli adulti é del 29%. Se il modo più sicuro ed economico per smettere di fumare è non iniziare, limitare qualsiasi tipo di approccio con sigarette e derivati è una proposta di buon senso.

La Nuova Zelanda diventerà la prima nazione smoke free per i ragazzi che nel 2027 avranno fino ai 14 anni. Contrari al divieto di fumare sono innazitutto i tabaccai che sostengono come il proibizionismo non possa che alimentare il mercato nero. C’è poi chi ritiene che uno stato non possa interventire nelle scelte dei cittadini. Tutti i neozelandesi sono stati invitati a esprimere le loro opinioni su un apposito questionario sul sito online del ministero della salute.