dali in mostra

Una grande retrospettiva per inquadrare il genio controverso del popolare Salvator Dalì, un artista intellettuale dai molti interessi, attivo negli anni ’30 come pittore, scultore, scrittore, fotografo e regista dotato di un eccezionale talento provocatorio.

A trent’anni dallo strepitoso successo dell’ultima esposizione di Dalì, ci riprova il Centro Pompidou di Parigi con una nuova mostra che racconta il percorso artistico dell’artista catalano, maestro del surrealismo, riconosciuto tra artisti più popolari e prolifici del XX secolo.

Sono 200 le opere esposte di Dalì in mostra tra pitture, sculture e video di ogni sorta provenienti dal MoMa di New York, dal Museo Nazionale Reina Sofia di Madrid, la Fondazione Dalì di Figueres e il Museo Dalì di Sant Petersburg (Florida), insieme per far luce su un universo che racchiude tante curiosità e molte contraddizioni di un genio moderno, quello di Dalì pioniere dell’arte della performace, happening o improvvisazione che a dir si voglia in cui l’arte si mescolava alla scienza. E ancora spettacoli ed esibizioni in cui lo stesso Dalì diventa protagonista della scena fuori da ogni schema prestabilito.

Tra i dipinti esposti troviamo capolavori come ‘Venere di Milo con cassetti’ del 1936 o ‘La persistenza della Memoria’ del 1931 con i celebri orologi molli, in cui l’artista indaga sul concetto di tempo così come Einstein lo aveva presentato insieme agli scritti di Freud che inevitabilmente influenzano la sua arte in generale.

L’intero percorso è vario e si snoda in sette sezioni secondo un ordine tematico e cronologico in cui  pitture, sculture, disegni, fotografie, video e performance giocano su alcuni temi tanto cari all’artista: dialogo tra l’occhio dell’artista e lo spettatore insieme alla definizione della figura dell’artista di fronte alla tradizione sono ricorrenti nelle sue opere. Inedito è il cortometraggio realizzato con un centinaia di schizzi firmati da Dalì per un progetto di animazione con Disney poi sfumato.