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Sei un patito di rock, ascolti la musica a tutto volume e ami andare in discoteca? A detta dei medici sembra il profilo della persona che, sempre più spesso, si trova a far fronte a quei perenni, fastiodiosi ronzii e fischi che in realtà non esistono. L’Acufene a lungo andare è snervante, può diventare un’ossessione tanto da essere catalogato come una malattia e curata di conseguenza. Cosa fare?

Esiste una terapia sonora creata con una musica dai toni bassi. Si tratta di far ascoltare al malato una musica calmante e piacevole che però sembra faccia sparire i ronzii solo momentaneamente. Appena la musica finisce, puntualmente il fischio si ripropone. E allora? Secondo Giancarlo Cianfrone, ordinario di audiologia all’università La Sapienza di Roma e responsabile del Centro Acufeni dell’Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità, esiste un metodo più articolato, la Tinnitus Retraining Therapy.

Non bisogna avere fretta, si tratta di una vera e propria riabilitazione dell’orecchio che può durare mesi, ma il risultato è definitivo. In pratica ad ogni paziente si fornisce un piccolo apparecchio acustico da indossare dalle sei, alle sette ore al giorno e che emette un rumore bianco a basso volume (quello che in radio si sente passando da una stazione all’altra). E’ possibile arricchirlo con altri suoni che possono essere ad esempio il rumore del vento, i cinguettii o anche la musica preferita, sempre alternata ad altri suoni.

L’importante è che sia ascoltata a basso volume, che si mescoli agli acufeni senza mai coprirli… questa è la condizione di fondamentale importanza per la riuscita della terapia. Lo scopo è confondere il cervello, in modo che con il tempo si abitui a percepire i suoni fastidiosi non come un disturbo, ma come suoni “normali”. Ma ricordate che la migliore cura è la prevenzione: ascoltate sempre la musica a basso volume.