leggere libri fa bene

La ricetta per la felicità? Leggere libri fa stare bene e ha un ruolo importante sul nostro grado di soddisfazione. Non è uno slogan pubblicitario, lo dicono alcuni studi approfonditi sul rapporto tra lettura e benessere

Come possiamo migliorare la nostra vita? Intere pagine di giornali sono dedicati al benessere. Si parla di corpo e mente, soldi, realizzazione professionale, viaggi, amore… Ma spesso bastano semplici cambiamenti che riguardano gli stili di vita quotidiani ad influire profondamente sulla nostra soddisfazione personale.

Leggere libri ad esempio è una semplice attività che può fare stare meglio. Come suonare o camminare, è un antidoto ad un mondo che incita le persone a consumare per esistere. Ma passare la vita sperando di avere più soldi da spendere al centro commerciale o facendo shopping online non è un buon viatico per la felicità. Il rischio è diventare macchine perfette per fare acquisti 24 ore al giorno. Vivere meglio significa anche sapere coltivare anticorpi che possano difenderci dal continuo bombardamento di stimoli pubblicitari. Sempre più potenti e mirati su ciò che pensiamo e scriviamo anche su web e social network. Per fortuna se ne stanno accorgendo in tanti.

Gli stessi economisti iniziano a pensare che la ricchezza tradotta in Pil delle nazioni non abbia alcun senso se non rapportata alla qualità della vita e al benessere effettivo delle persone. Partendo da chi pensa che si possa anche lavorare meno per essere più felici, si arriva ai fautori della gioia del meno. È una filosofia di vita che sostituisce il superfluo e l’inutile con uno stile di vita minimalista fatto dalle poche cose che fanno davvero stare bene e rendono felici. Come appunto coltivare passioni, suonare uno strumento, camminare o leggere libri.

Perchè leggere libri è importante

Proprio sull’importanza della lettura, anche come ricerca del benessere personale, qualche tempo fa il gruppo editoriale Gems ha realizzato uno studio su un campione di oltre 1000 persone. I risultati indicano che l’abitudine di leggere libri in formato cartaceo o elettronico rende le persone più felici rispetto a chi non legge. Hanno molto da perdere insomma quel 58,6% di italiani che secondo le statistiche Istat non leggono nemmeno un libro all’anno. Oltre che più inconsapevoli, sarebbero anche persone più infelici, arrabbiate e insoddisfatte. Non a caso facili preda di ventate populiste.

Lo studio sulla soddisfazione personale è basato sull’indice medio di felicità della scala Veenhoven. Da 1 a 10 chi legge è a quota 7,44 contro 7,21 dei non lettori. Inoltre chi legge libri avrebbe più emozioni positive anche secondo la scala Diener. In un punteggio da 6 a 30, sale a 21,69 il livello dei lettori contro un 17,47 dei non lettori. In generale leggere libri è anche uno dei maggiori generatori di felicità del tempo libero. La lettura si piazza al quarto posto dopo fare sport, ascoltare musica, vedere mostre o andare ai concerti.

Leggere come Biblioterapia

Non sarà un caso se si inizia a parlare di Biblioterapia fin dal 1916 su un articolo della rivista letteraria The Atlantic Monthly. Molto tempo prima, sopra la porta d’ingresso della biblioteca di Tebe, c’era una iscrizione come luogo di guarigione per l’anima. Anche Sigmund Freud utilizzava la letteratura durante le sessioni di psicoanalisi e così anche i soldati traumatizzati dalla prima guerra mondiale, al ritorno, partecipavano a corsi di lettura.

D’altronde chi ama leggere libri conosce perfettamente il potere auto curante della lettura, gli effetti benefici per la propria salute mentale e nelle relazioni con gli altri. Dalla metà degli anni novanta si parla della teoria dei neuroni specchio. Quando leggiamo un’esperienza o un pensiero su un libro, il nostro cervello è stimolato come se fossimo noi i protagonisti. Chi legge molto sarebbe in grado di provare più empatia verso gli altri.

Insomma leggere libri non è solo un fatto di cultura, conoscenza e consapevolezza. Non consente solo di analizzare il mondo sotto varie angolature e molteplici profili, allargando gli orizzonti e stimolando l’apertura mentale che rende liberi e dotati di sano spirito critico. Certo i libri sono compagni di vita fidati e inesauribili che possono fare riflettere e sognare. Ma fanno anche stare meglio con noi stessi e con gli altri. Molto più di un paio di scarpe comprate al centro commerciale. E costano molto meno.