arte in miniatura
Photo by Fulvio Binetti

Le piccole cose sono importanti, specie nell’arte in miniatura che gioca con la realtà e la fantasia. La sfida è creare micromondi immaginari. Tanti artisti contemporanei si esprimono in piccolo con modelli capaci di sorprendere

Cambiare prospettiva? Nella creatività si può. L’arte in miniatura sembra fatta apposta per ritrovare un microcosmo di storie apprezzando le piccole cose. Un mondo costruito da piccoli particolari reali o immaginari, poco importa. La cura e la minuzia della lavorazione insieme al genio che li muove fa la differenza.

Nell’arte in miniatura ci sono artisti capaci di creare paesaggi incredibili utilizzando semplici materiali naturali e anche di riciclo. L’importante è avere mani precise e pazienti. Lo scopo è creare piccole città, interni di abitazioni, ambientazioni capaci anche di muoversi. Un panorama molto variegato difficile da definire. Miniature art è solo una definizione che può abbracciare miniaturistica, modellismo, mondi sotto vetro, terrari in miniatura e diorama. Il comune denominatore rimane sempre quello, il microcosmo creato con modelli iper realistici.

Le possibilità dell’arte in miniatura sono infinite e il genio si esprime senza freni. Basti pensare che per raccontare il suo mondo c’è chi usa l’interno dei rotoli di carta igienica o la cruna di un ago, come nel caso delle micro sculture di Nikolai Aldunin. Ogni artista si specializza in un filone e lo sviluppa. I risultati sono davvero sorprendenti e hanno successo grazie anche al passaparola delle immagini condivise su Instagram e sui social.

Senza dimenticare che su YouTube si trovano tanti video esemplificativi che raccontano il processo di esecuzione dei oggetti in miniature art. Gli esempi si sprecano, come questa chicca per chitarristi.

Paesaggi e architetture in miniatura

Per chi è in cerca di qualcosa di più originale e artistico Matthew Albanese è capace di creare paesaggi naturali iperealistici con semplici materiali. La natura è la sua fonte di ispirazione e niente è lasciato al caso, ogni cosa è studiata fin nei minimi particolari. Anche il bilanciamento delle luci che illuminano la struttura si rivelano fondamentali per la resa finale. L’artista usa fotografare le sue opere con la stessa precisione e impegno utilizzate per crearle. Vulcani in eruzione, paesaggi tropicali e atmosfere tempestose. Fino a incorporare il movimento capace di rende ancora più realistico l’intero modello.

L’artista Charles Young è invece specializzato in miniature di architetture di carta. Il suo progetto si chiama Paperholm ed è in continua evoluzione. Ha messo insieme 635 edifici di carta capaci di rappresentare gli elementi tipici presenti in una città reale. Alcuni si muovono e sono perfettamente funzionanti. Sempre con l’architettura gioca Steven J. Backman che con stuzzicadenti crea Torre Eiffel e Golden Gate Bridge in miniatura completi di tutti i particolari microscopici. Una passione trasformata in lavoro che si estende anche su ritratti, paesaggi e sculture particolari.

La specialità di Slinkachu invece è creare scene in miniatura anche per le strade delle grandi città. I suoi personaggi sono figurine caratterizzate dipinte a mano che animano situazioni quotidiane in luoghi pubblici sotto gli occhi dei cittadini. Senso dell’umorismo, voglia di stupire e coinvolgere i passanti spingono l’artista britannica a intraprendere progetti e installazioni all’aperto. A Parigi, Londra e Dubai i suoi piccoli attori diventano protagonisti in contesti che solo il genio di un artista può realizzare.

Micromondi fantastici

Sotto vetro e in cartone sono le architetture inventate da Daniel Agdad. Una vasta e complessa serie di composizioni che si rifanno al passato. E se Thomas Doyle evoca scenari apocalittici, è impossibile dimenticare la tradizione giapponese bonsai per Takanori Aiba. Le sue opere sono architetture complesse costruite su alberi secolari di piccolo formato. Poi c’è ci preferisce i tubi di vetro come involucro. Rosa de Jong lavora con carta, cartone, cotone e bastoncini per creare architetture che giocano con la fantasia.

Poi c’è l’arte in miniatura che ha il cibo come oggetto. Shay Aaron crea miniature di cibi mentre Hasan Kale tra le altre sue opere dipinge mini paesaggi su tavolette di cioccolato, chicchi di riso e sezioni di mandorle. Ovunque ci sia un piccolo spazio a disposizione. E ancora Tatsuya Tanaka capaci di creare coni suoi micro personaggi scene di vita stupefacenti. Per chi è in cerca di mondi in scatola non si possono non citare i Retablos dell’italiana Barbara Capponi, in arte Babas. Ispirati alle pale d’altare diffuse in Messico e nei paesi del Sud America, racchiudono storie che ognuno può fare volare con la mente.

Se qualcuno avesse ancora qualche dubbio sul fascino delle piccole cose, ecco l’animazione della francese Rosalie Benevello. Un cortometraggio che parla dell’avventura di due ragazze in una giungla ricca di dettagli da non sottovalutare.