cultura e arte milano

Mettere cultura e arte al centro per favorire lo sviluppo sociale ed economico delle città. Ecco come Milano è diventata un importante luogo dell’economia della conoscenza, tra i primi in classifica in una ricerca dell’Unione Europea

Non solo moda e commercio. Le tradizionali fonti di crescita e di benessere socio economico non bastano più a rappresentare e promuovere sviluppo e innovazione e a creare nuovi posti di lavoro. Il miglioramento della qualità della vita dei cittadini passa da parole come conoscenza, creatività, cultura e arte.

Il nuovo rapporto Cultural and creative cities monitor elaborato dall’Unione Europea sottolinea bene questa nuova tendenza di una società contemporanea in cerca di nuovi stili di vita sostenibili sotto tutti i punti di vista. Analizzando 168 città di 30 paesi questo dossier fornisce nuovi strumenti di confronto e stimolo per gli amministratori interessati ad investire in strutture ricettive, ambientali e d’incontro per favorire i creativi. Certo è anche un motivo di orgoglio per i cittadini che vivono nelle città più virtuose.

E’ questo il caso di Milano che sfruttando anche il volano dell’Expo negli ultimi anni è diventata uno dei più importanti centri internazionali dell’economia della conoscenza. Una vivacità culturale sui livelli di Parigi, Vienna, Praga, Monaco e Bruxelles per campi che vanno dalla moda, al design fino all’arte, alla musica e al teatro. I tanti eventi organizzati da istituti culturali privati e pubblici hanno sviluppato una offerta davvero ampia di cultura e arte. La città ha cambiato volto diventando una irresistibile attrattiva per start up, giovani creativi in cerca di opportunità professionali e per tanti turisti italiani e stranieri.

Milano tra cultura e arte

Se da un lato cresce l’offerta di spazi espositivi come i musei civici e aprono nuovi spazi privati come il Mudec (Museo delle Culture) oppure la Fondazione Prada e l’Armani Silos, dall’altro si organizzano manifestazioni e festival di ogni genere, spesso gratuiti. Piano City per la musica e Bookcity per i libri e l’editoria sono classici esempio di come sia possibile attrarre in modo trasversale pubblico di ogni età ed estrazione.

Impossibile dimenticare le fiere internazionali di alto livello che ogni anno vengono organizzate in città. Basti pensare al Milano Fashion Week o alla Fiera del Mobile che con il Fuori Salone trasforma ogni via della città in un happening di design internazionale. Così come sono importanti le attività svolte in luoghi come il Base, che da spazi di coworking diventano veri e propri laboratori di idee organizzando incontri e convegni per startup.

Insomma se un giro in Piazza Duomo o sui Navigli non bastasse per capire il nuovo entusiasmo che si respira nelle vie di Milano; se i quasi 6 milioni di visitatori nei musei – stesso numero di Parigi – che ogni anno percorrono le vie tra Castello Sforzesco e Teatro alla Scala ancora non convincessero, il rapporto Cultural and Creative Cities Monitor chiarisce una cosa una volta per tutte. Investire in cultura e arte al giorno d’oggi è un grande affare per tutti, specialmente per le persone.