La cultura digitale ridefinisce il nostro modo di fruire dei contenuti, introducendo l’accesso senza possesso come cardine di un nuovo paradigma della conoscenza. Quali trasformazioni e sfide economiche, etiche e culturali delineano il nostro futuro?

La cultura digitale è l’insieme delle pratiche, dei valori e delle abitudini che caratterizzano la società contemporanea, sempre più connessa e interattiva grazie alle tecnologie digitali. Una delle tendenze più evidenti di questa filiera di idee e contenuti è la preferenza dell’accesso rispetto al possesso: si tratta di un cambiamento radicale nel modo di concepire e utilizzare i beni e i servizi, che ha implicazioni economiche, sociali e ambientali.

Nell’epoca della cultura digitale in cui il paradigma del possesso materiale si sgretola, l’accesso senza possesso diventa la norma e lo sarà sempre di più in futuro. Questo articolo esplorerà come l’avvento delle piattaforme di streaming abbia contribuito a ridefinire le esperienze di ascolto e visione come forme di noleggio immateriale, introducendo licenze che delineano nuovi tempi, costi e modalità di fruizione.

Indice

L’era della cultura digitale

Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un graduale abbandono delle vendite di supporti fisici musicali o cinematografici, che sottolineano il mutamento delle abitudini di consumo culturali a favore dello streaming e dei download digitali. Lo sviluppo epocale di formati digitali è stato determinato da fattori non solo tecnologici, ma anche politici, portando a una competizione trasversale per l’attenzione del pubblico.

Musica, film, videogiochi o libri sono ora disponibili anche o solamente in formato digitale o in streaming, accelerando la scomparsa dei supporti fisici. Le esperienze di ascolto e visione di fanno con forme di noleggio immateriale definite da licenze che regolano tempi, costi e modalità di fruizione. Questo cambiamento, oltre a ridefinire le esperienze estetiche ed emozionali di ascolto e visione, ha diverse conseguenze.

Lo sviluppo epocale di formati digitali è stato determinato da fattori non solo tecnologici, ma anche politici ed economici, innescando una serie di conseguenze difficili da valutare completamente. Se musica e i film abbandonano i supporti fisici, nel settore dei videogiochi e dei libri il supporto fisico mantiene una centralità, preservando anche un valore di mercato residuo dell’usato.

L’accesso senza possesso

La digitalizzazione della cultura rende possibile e conveniente accedere a una varietà di beni e servizi senza doverli possedere fisicamente. Il settore più influenzato è quello dell’intrattenimento: piattaforme come Netflix, Spotify, YouTube, Amazon e altre offrono la possibilità di fruire di film, serie, musica, podcast, libri, riviste e video in streaming, pagando un abbonamento mensile o usufruendo di contenuti gratuiti finanziati dalla pubblicità.

La mobilità è ugualmente parte di questo fenomeno: servizi come Uber, Lyft, BlaBlaCar e altri permettono di spostarsi in città o tra città condividendo il mezzo di trasporto con altri utenti o usufruendo di autisti privati. In questo modo, i consumatori non devono possedere un’auto o una moto, ma possono scegliere il mezzo più adatto alle loro esigenze e al loro budget con servizi di car sharing giornalieri o noleggiando un mezzo per periodi più lunghi.

Nelle vacanze piattaforme come Airbnb, Booking, Couchsurfing e altre consentono di trovare e prenotare una sistemazione per brevi o lunghi periodi in tutto il mondo, sfruttando la disponibilità di spazi privati o condivisi. In questo modo, i consumatori non devono comprare o affittare una casa o una stanza, ma possono vivere esperienze diverse e autentiche in ogni luogo risparmiando denaro e garantendo un reddito ai proprietari.

Nel campo dell’istruzione esistono siti web che offrono la possibilità di accedere a corsi online su vari argomenti, ottenendo certificati o diplomi riconosciuti. In questo modo gli studenti non devono iscriversi a scuole o università tradizionali, ma possono apprendere nuove competenze e aggiornare le proprie conoscenze in modo flessibile e personalizzato, anche senza dovere studiare su libri fisici.

Pro e contro della cultura digitale

L’accesso senza possesso è una modalità di consumo che privilegia l’utilizzo temporaneo di un bene o di un servizio rispetto alla sua proprietà. Si tratta di una forma di economia collaborativa, in cui le persone condividono, scambiano, noleggiano o prestano risorse, spazi, competenze o esperienze attraverso piattaforme digitali. Abbiamo già visto gli esempi nel paragrafo precedente.

Ma quali sono i vantaggi e gli svantaggi di poter disporre di contenuti senza supporto fisico? Per i consumatori l’accesso senza possesso permette di risparmiare denaro, spazio e tempo. Online c’è maggiore flessibilità e varietà di scelta, si può accedere a beni e servizi di qualità superiore o altrimenti inaccessibili e contribuire alla sostenibilità ambientale riducendo gli sprechi e le emissioni.

Per i consumatori accedere alle piattaforme di contenuti attraverso la rete implica comunque alcuni svantaggi in termini di sicurezza, privacy e controllo dei propri dati personali. Online bisogna accettare condizioni di utilizzo che possono essere poco trasparenti o ingiuste, affrontare problemi di qualità, affidabilità o sicurezza dei beni e dei servizi, e soprattutto perdere il senso di appartenenza e identità legato al possesso.

Per i fornitori l’accesso senza possesso può presentare benefici economici in termini di fatturato, margine e fidelizzazione dei clienti. È più semplice ottimizzare le risorse, ampliare il mercato potenziale, differenziarsi dalla concorrenza, creare valore aggiunto e fare innovazione. Ciò comporta però una maggiore complessità operativa e normativa che include il rispetto di regole, conflitti o controversie con gli utenti, problemi di sicurezza e un rapido l’adeguamento ai cambiamenti del mercato.

Sfide della cultura digitale

Oltre ai pro e contro dell’accesso senza possesso visi in precedenza, la cultura digitale tra le tante opportunità comporta anche molte sfide sul piano economico, culturale e sociale ancora tutte da decifrare. L’avvento della digitalizzazione solleva questioni sui diritti di proprietà, poiché l’acquisto di beni digitali contrasta con l’idea tradizionale di possesso. Varie controversie evidenziano la vulnerabilità del possesso digitale rispetto a quello fisico.

L’estesa digitalizzazione ha contribuito a trasformare un’economia dei prodotti in una dei servizi, riflettendo un modello economico capitalistico dominato da grandi gruppi economici. Ad esempio il valore di Spotify, che ha di fatto sostituito il ruolo di casa discografica nella filiera della musica, ha un valore in borsa determinato dalle centinaia di milioni di utenti che fanno click e che sono potenziali consumatori, mentre il valore delle canzoni è praticamente stato annullato.

Il successo delle piattaforme di streaming inoltre concede loro e ai grandi gruppi economici che li sostengono, un notevole controllo sull’accesso ai contenuti e alle idee. Le piattaforme possono frammentare il pubblico attraverso algoritmi per motivi economici, ma potenzialmente potrebbero anche limitare la disponibilità dell’offerta. Ciò contrasta con il controllo storico che il consumatore ha sempre avuto nel mercato della musica e del cinema.

La cultura digitale solleva quindi questioni importanti che riguardano la conservazione del sapere nella disponibilità delle opere. Senza una gestione pubblica dei dati digitali, la chiusura di servizi di streaming potrebbe portare alla perdita di opere importanti. La transizione verso il digitale porta benefici ineguagliabili, ma le questioni etiche e politiche connesse richiedono una attenta considerazione per garantire l’equilibrio tra accesso e controllo.

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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un imprenditore online, musicista, produttore e blogger. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. È il fondatore di Bintmusic.it, si occupa di comunicazione e scrive articoli di musica e dintorni, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.