Creative Commons creatività e diritto

E’ attivo il sito italiano dei Creative commons, l’organizzazione no-profit che ha lo scopo di diffondere opere musicali, artistiche, letterarie, cinematografiche e scientifiche attraverso l’utilizzo di licenze che concedano maggiori libertà ai fruitori delle stesse.

Alla base di questo sistema, che si propone una scambio delle opere libero ma regolamentato, c’è la possibilità che sia direttamente l’artista a scegliere tra “una rosa di possibilità alternative tramite le quali, solo alcuni diritti sono riservati”. L’idea, nata nel 2001 da Lawrence Lessing, docente di giurisprudenza della facoltà di Standford, si basa sulla convinzione che il concetto del diritto d’autore non debba essere eccessivamente restrittivo affinchè le opere d’ingegno possano davvero realizzare il loro fine: contribuire a sviluppare il pensiero e la conoscenza dell’umanità.

Una più libera circolazione delle idee favorirebbe la diffusione delle opere, sia di natura scientifica che artistica, e sarebbe di ulteriore stimolo per lo studio e la ricerca. Infatti i contenuti messi a disposizione attraverso i Creative Commons sono gratuiti e possono diffondersi al di fuori dei normali circuiti di mercato. A parte gli ovvi dubbi sugli aspetti patrimoniali di tutta la faccenda – sarà difficile che autori già noti rinuncino anche solo ad una parte dei proventi relativi al diritto d’autore – il progetto, al quale hanno iniziato a lavorare anche istituti di ricerca italiani, rappresenta una opportunità per giovani ricercatori e artisti che ora hanno a disposizione una piattaforma per farsi conoscere ad un vasto pubblico.