L’intelligenza artificiale è prepotentemente arrivata anche nel campo della produzione musicale. Creare musica con l’Ai con Udio è semplice e i risultati sono impressionanti. Comincia una nuova era destinata a cambiare tutto per musicisti e pubblico?

Senza essere esperti di tecnologia, tutti sappiamo come l’intelligenza artificiale (Ai) sia destinata a cambiare la vita dell’uomo a livello economico, culturale e sociale. È già usata ovunque, nell’industria come nella medicina o nell’intrattenimento. Per quanto riguarda la generazione di contenuti, oggi esistono sistemi per creare testi originali, ma anche immagini, oppure video realistici. L’ultima sfida, forse la più difficile, riguardava la creazione di musica.

I primi tentativi di creare musica con l’Ai infatti sembrava potessero produrre solo sottofondi musicali banali di musica elettronica. In seguito però sono arrivati sistemi sempre più efficaci per realizzare canzoni di generi diversi mediante poche istruzioni testuali. Se l’uscita di Suno aveva già suscitato incredulità tra gli addetti ai lavori, Udio sembra lavorare ad un altro livello. Ed è proprio di questo incredibile sistema generativo di musica che parleremo in questo articolo. Rivoluzionerà il mondo della musica?

Indice

Creare musica con l’Ai

L’integrazione tra musica e intelligenza artificiale non è un concetto nuovo, ma è diventata significativamente più avanzata negli ultimi anni. Le prime applicazioni di Ai nella musica risalgono a decenni fa, con esperimenti in composizione automatica e modellazione del suono. Oggi esistono varie piattaforme che utilizzano l’Ai non solo per comporre musica, ma anche per mixare, masterizzare e persino scrivere testi, rendendo il processo creativo più inclusivo e accessibile.

L’intelligenza artificiale lavora in questo contesto, analizzando vasti set di dati musicali, imparando da composizioni esistenti e generando musica che rispetta certi canoni stilistici o si spinge oltre, creando nuovi generi. Tutte le persone possono ora interagire con questi sistemi per esplorare nuove direzioni creative, sfruttando la tecnologia per superare limiti umani, senza fare fatica né avere conoscenze tecniche e culturali specifiche.

Cos’è Udio e cosa serve

Udio è una delle piattaforme più all’avanguardia che utilizza l’Ai per rivoluzionare il processo creativo musicale. Il sistema è stato sviluppato da un team di ex ricercatori di Google DeepMind che hanno deciso di applicare le loro competenze per creare musica con l’Ai. La loro sfida era sfruttare le vaste esperienze nella ricerca e nello sviluppo per realizzare uno strumento di generazione musicale accessibile e facile da usare.

Lo scopo era dare a tutti gli utenti strumenti avanzati per la composizione, l’arrangiamento e la produzione musicale, rendendo queste attività accessibili anche a chi non ha una formazione musicale tradizionale. Udio utilizza algoritmi di apprendimento automatico per suggerire armonie, melodie e ritmi che possono servire da base per nuove creazioni o per arricchire quelle esistenti. Ma fa anche molto di più.

Come funziona Udio

Udio permette agli utenti di inserire descrizioni del tipo di musica che desiderano, inclusi genere, strumenti e altre caratteristiche. La piattaforma utilizza questi input per generare un brano musicale completo. L’incredibile capacità di produrre musica di alta qualità a partire da semplici prompt testuali lo sta facendo conoscere come il ChatGPT della musica”, evidenziando la sua facilità d’uso e la sofisticatezza dei suoi risultati.

L’interfaccia utente di Udio è intuitiva e facile da usare sia per musicisti esperti che per principianti. Il layout semplice consente una facile navigazione, permettendo agli utenti di inserire rapidamente le loro preferenze musicali e ricevere output musicali su misura. E’ possibile modificare varie caratteristiche di ogni brano, scegliendo strumentazione, genere, tempo e testi.

Questa app non solo permette di creare musica in stili diversi con comandi testuali intuitivi e potenti, ma offre anche la possibilità di condividere le proprie creazioni all’interno della piattaforma in uno spazio personale, dove gli utenti possono caricare le loro canzoni come fossero artisti, ottenendo feedback sotto forma di mi piace o commenti.

Qualità brani creati con l’Ai

La possibilità di creare musica con l’Ai di Udio riguarda tutti i generi musicali più diffusi. Dal pop al rock in tutte le sue forme all’hip hop, dalla musica melodica cantata e strumentale al country, fino al jazz, alla musica classica e all’opera. Basta scrivere il testo della canzone in inglese, italiano o altre lingue, dividendolo anche per inciso e ritornello, per sentirlo cantare in modo impeccabile su un arrangiamento completo, con tanto di cori.

In termini di qualità i brani generati da Udio sono sbalorditivi. In fase di remix si possono aggiungere intro strumentali, strofe, assoli e altre caratteristiche. Il sistema, che in fase Beta è utilizzabile gratuitamente, è supportato da una tecnologia all’avanguardia e il team di sviluppo promette continui miglioramenti che amplieranno ancora il controllo sui parametri musicali e miglioreranno la qualità sonora. Ecco alcuni esempi di canzoni create con Udio.

Udio cambierà la musica?

Inutile negare come Udio e gli altri sistemi per creare musica con l’Ai si prospettino come l’ennesima rivoluzione in campo musicale. Dopo l’evoluzione dei supporti musicali e l’arrivo dello streaming, oggi tutti possono comporre canzoni con testo, brani di qualsiasi tipo e genere o colonne sonore, anche senza nessuna competenza musicale. La composizione automatica avviene in pochi click, è gratis o avrà costi ridottissimi, per una qualità e una varietà incredibile.

Creare musica con l’Ai può aprire nuove porte per gli artisti emergenti, dando accesso a strumenti che prima erano costosi o complessi. Forse può aiutare anche i musicisti ad essere più creativi, affiancando la loro tecnica e preparazione. Allo stesso tempo la facilità con cui diventa possibile creare musica con l’Ai non può che generare molti dubbi e domande che includono il senso e il valore dell’arte, l’omogeneizzazione della musica e questioni riguardanti il diritto d’autore.

Se oggi ogni giorno su Spotify vengono pubblicate 100 mila nuove tracce da produttori e musicisti che ad ogni ascolto non guadagnano praticamente nulla, cosa succederà quando tutti potranno creare e pubblicare un disco in 5 minuti con pochi click? Che ne sarà della capacità della musica di creare identità influendo sul tessuto sociale. Dove finirà il suo valore economico, culturale o emozionale, se le canzoni non saranno generate da un pensiero umano, ma da una macchina?

Mentre esploriamo increduli le possibilità infinite offerte dall’intelligenza artificiale, è fondamentale considerare sia le opportunità che le responsabilità etiche, che le ricadute sull’umanità. Il futuro promette un’ulteriore democratizzazione della produzione musicale, ma sarebbe essenziale che queste tecnologie fossero utilizzate in modo opportuno per massimizzare il bene collettivo e minimizzare i potenziali rischi, che di sicuro non riguardano solo i musicisti.


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Autore: Fulvio Binetti
Fulvio Binetti è un editore online, fondatore di Bintmusic.it, musicista, produttore e esperto di comunicazione digitale. Da oltre tre decenni collabora con le principali realtà del campo audiovisivo, discografico ed editoriale, dove si è distinto nella produzione di canzoni e colonne sonore per tv, radio, moda, web ed eventi. In qualità di blogger, condivide approfondimenti su musica, cultura e lifestyle. Per saperne di più leggi la biografia o segui i suoi profili social.