persone intente a correre al tramonto

Ogni giorno leggiamo nuove ricerche sui benefici del fare jogging. Ma davvero correre fa bene alla salute e al cervello e allunga la vita? Ecco come praticare correttamente la corsa per dimagrire e favorire il benessere

Correre fa bene al cervello e al benessere ma non è solo un modo per ridurre lo stress, bruciare tossine, migliorare la circolazione e tenere sotto controllo il peso. Molte ricerche sostengono come ritagliarsi un pò di tempo da dedicare alla corsa potrebbe essere un buon modo per tenere lontane malattie degenerative come Alzheimer e Parkinson.

Per correre bastano un paio di scarpe, pantaloncini e una maglietta. Iniziare a fare jogging nel modo giusto è importante, ma è innegabile che sempre più persone scelgano di muoversi all’aria aperta. Si va di corsa nei parchi o nei circuiti consigliati delle grandi città. C’è chi corre da solo o in compagnia organizzandosi tramite la rete. Oppure alla mattina prima di andare al lavoro o chi preferisce la pausa pranzo.

Sempre più persone fanno jogging nei parchi delle città ad ogni ora del giorno si vedono. Correre fa bene ed è uno sport che richiede poco tempo, costa poco, consente di stare all’aria aperta e ci si può ritagliare un allenamento in ogni momento della giornata, dalla mattina prima di andare a lavorare, alla sera. Il motivo principale della diffusione di questo sport comunque è che, dopo avere corso, ci si sente bene.

Ma davvero correre fa bene ed è un elisir di lunga vita per tutti? Gli studi in questo campo si ripetono periodicamente e hanno una risposta abbastanza unanime. Dopo la vedremo, ma innazitutto chiariamo cosa significa correre. Generalmente si definisce con il termine di jogging una corsa leggera, intorno a circa 9-10 km/h. Andature inferiori corrispondono ad una camminata veloce, che tutti possono fare fruendo dei molti benefici del camminare quotidianamente, ma questo è un altro discorso.

Correre fa bene con consapevolezza

Diciamo subito che, come per tutti gli sport, correre fa bene se si è consapevoli del proprio stato di salute generale, si è mediamente in forma e non si vuole strafare. Al parco di vedono d’estate sotto il sole attempati 60 enni con la pancetta vestiti con Kway sfidare le leggi della fisica e della fortuna. Questo è uno dei modi migliori per trasformate la corsa in un problema, e anche serio. Lo dimostrano gli incidenti più o meno gravi a carico dei runners della domenica.

Quello forse più noto in questo ambito è occorso a James Fuller, detto Jim Fixx, pioniere della corsa degli anni ’70, nel 1977 autore di un libro di grande successo The Complete Book of Running pubblicato in italiano da Sonzogno nel 1980 con il titolo Il libro della corsa. Jim scoprì la corsa a 35 anni dopo essere arrivato a pesare 110 Kg e aver fumato due pacchetti di sigarette al giorno. Nel pieno del successo, all’età di 52 anni, fu colpito da un attacco di cuore, proprio mentre faceva jogging.

Certo non era uno sprovveduto. Purtroppo aveva una grave malattia coronarica e certamente i suoi trascorsi non concorrevano a metterlo al riparo da rischi che comunque, specie in presenza di patologie, sono a carico di chi pratica qualsiasi sport aerobico. Da allora sono state fatte molte discussioni e ricerche sui reali benefici del correre, anche perchè in tutto il mondo l’attività riguarda più o meno giornalmente centinaia di milioni di persone.

Studi sui benefici della corsa

In Danimarca nel 1976 ha preso il via uno screaning sulla salute della popolazione su vasta scala riguardante uomini e donne di età compresa tra 20 a 93 anni al fine di stabilire quali siano i comportamenti migliori per prevenire malattie cardiovascolari, ictus, malattie polmonari, allergie, epilessia e demenza. Il Copenhagen City Heart Study è quindi anche uno tra i più completi studi sul correre mai realizzati.

L’analisi dei dati nel 2000 ha portato gli studiosi a constatare a ragione che il tasso di mortalità tra gli uomini che praticano jogging è significativamente più basso rispetto al resto della popolazione. Nel 2013 Peter Schnohr, un cardiologo che lavora nel progetto, ha affermato che il metodo migliore per tenersi in forma a lungo è praticare la corsa regolarmente e a ritmo blando. In questo caso non solo correre fa bene, ma l’aspettativa di vita può aumentare di 6,2 anni per gli uomini e 5,6 anni per le donne.

Alle luce dei più recenti studi le conclusioni sono abbastanza certe. Ciò che davvero fa male è la sedentarietà. Non praticare nessuna attività sportiva è molto più rischioso e causa molte più malattie cardiache e problemi di salute della corsa. Se non si hanno determinate patologie, il punto allora è scoprire, se ad una certa età, ad esempio fa meglio camminare o correre, piuttosto che praticare altre attività.

Correre fa bene al cervello

Correre fa bene alla salute mentale perchè non solo la struttura dell’uomo lo consente: la corsa è parte della nostra evoluzione. Muscolatura, ossa, forma di mani e piedi sono parte di una macchina perfetta per percorrere chilometri a piedi coordinati dal cervello. I benefici del fare jogging arrivano già correndo 30 minuti al giorno e sono una conseguenza della natura umana. Correre fa bene perchè migliora il funzionamento del cuore e la forza muscolare, ma è dal punto di vista mentale e psicologico che i vantaggi sono ancora più evidenti.

Correre fa bene al cervello a tutte le età, perchè le connessioni neuronali se vengono debitamente stimolate si mettono sempre in moto e mantengono quelle proprietà fondamentali per imparare e ricordare nuove. L’esercizio fisico di qualsiasi tipo, dall’andare a piedi ogni giorno per trenta minuti a fare jogging senza esagerare, sollecita l’attività del cervello. Insieme a un’alimentazione appropriata e alle frequentazioni stimolanti aiuta a rimanere sempre vigili e attenti anche quando il tempo passa.

Tra i tanti benefici della corsa c’è la produzione di nuovi neuroni e, novità assoluta scoperta da poco, la possibilità di stimolare la rigenerazione di nuove cellule staminali. Secondo molte ricerche condotte anche dall’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale, correre aiuta il cervello a rigenerarsi. In questo modo si allontana lo spettro della degenerazione di cellule staminali responsabili dei processi legati alla perdita di memoria che fino a poco tempo fa si pensava irreversibile nelle persone di una certa età.

Perchè correre fa bene

Correre fa bene al cervello ed è un potente antidepressivo naturale. Dopo una corsa l’umore è migliore. Indipendentemente dalla velocità e dal ritmo, la soddisfazione personale aumenta, ci si sente più felici. Non è un caso se fare jogging aiuta a dormire meglio e migliora la capacità di concentrarsi. I ricercatori pensano che l’esercizio aerobico possa aumentare i livelli di neurotrasmettitori come la serotonina e la noradrenalina, in modo che il cervello generi nuovi neuroni. Ciò significa combattere il declino cognitivo e mantenere la mente sana ad ogni età. Per gli anziani i benefici cognitivi sono ancora più evidenti a livello di memoria, capacità di attenzione, resilienza e resistenza allo stress.

Correre fa bene alla vista dato che l’esercizio fisico aiuta anche la plasticità della corteccia visiva dell’uomo. A sostenere questa tesi e i benefici del fare sport per la vista, due studiosi italiani per una ricerca pubblicata sul giornale Current Biology. I ricercatori hanno puntato l’attenzione su due gruppi di persone: durante l’esercizio e a riposo bendando gli occhi ora dell’uno e dell’altro per verificare i cambiamenti e le analogie.

I risultati dello studio pubblicato su Current Biology sottolineano come la condizione visiva sia nettamente sviluppata tra chi svolge esercizio fisico rispetto a chi rimane a riposo. Un fenomeno che sottolinea ancora una volta uno stile di vita attivo come stimolo alla capacità di adattamento e di risposta del cervello in situazioni diverse, anche con il passare degli anni. Una buona prospettiva per chi offre di ampliopia oppure chi è affetto da particolari lesioni e disturbi ma comunque per chiunque si avvia verso un percorso di senilità.

Come correre bene

Correndo regolarmente il rischio di morte diminuirebbe addirittura in una proporzione che va dal 30% al 44%. A queste conclusioni è arrivato un altro studio effettuato dall’Aerobics Center Longitudinal Study di Dallas, che ha monitorato 55.000 adulti di età compresa tra 18 e 100 anni d’età per un arco di tempo di 15 anni. In particolare i benefici della corsa sarebbero maggiori ad una andatura moderata di 9 – 11km/h, per una distanza coperta di circa 10 – 20 km a settimana e una durata complessiva dell’eservizio tra i 50 e i 120 minuti.

Controindicazioni della corsa? Prima di tutto è meglio sottoporsi ad una visita medica d’idoneità con esame cardiologico. Chi ha problemi scheletrici o muscolari deve richiedere il parere di un medico. In secondo luogo affinchè fare jogging diventi un elisir di lunga vita, è necessario praticare la corsa con calma, a ritmo lento o medio per un periodo di tempo che va da 1 ora a 2,5 ore a settimana, in 2 o 3 sessioni. Così facendo, in pratica correndo senza mai andare a corto di fiato e senza strafare, i benefici sul corpo umano sono molteplici per migliorare funzioni cardiache, densità ossea, funzioni immunitarie e sopratutto il benessere psicologico. Insomma per dimagrire e sentirsi in forma basta poco.