Scarpe per correre o camminare

Per dimagrire e stare bene fa meglio correre o camminare veloce o in salita? Si tratta di attività che fatte in modo opportuno garantiscono molti benefici: ecco pregi, benefici, difetti pro e contro entrambe le attività sportive

Correre o camminare veloce è una moda che riguarda persone di ogni età: ragazzi e ragazze che vogliono mantenere il peso forma o semplicemente rilassarsi, ma anche 50 o 60 enni che oltre a volere dimagrire si fanno prendere la mano. Tra chi cerca di inseguire programmi specifici di allenamento per partecipare a maratone, altri più prudentemente lasciano la macchina in garage, non prendono i mezzi e vanno a lavorare a piedi. Chi ha ragione?

Per scoprire se sia meglio correre o camminare veloce per mantenersi in salute, negli ultimi anni in America sono stati condotti diversi studi su un campioni considerevoli di corridori e camminatori. Ci sono molti buoni motivi per iniziare a fare jogging, compreso il fatto che si può fare in palestra su un tapis roulant. Ma siamo sicuri che correre sia la cosa migliore per dimagrire e mantenersi in forma, piuttosto che camminare veloce? Il dubbio è legittimo, perchè se è vero che non fare attività fisica è il peggiore dei mali, la ricerca di peso forma o benessere a tutti i costi non deve trasformarsi in qualcosa di dannoso per la salute.

Correre o camminare per dimagrire

Correre o camminare sono attività diverse che fatte nel modo opportuno offrono grandi benefici, ma nello scegliere cosa fare, dipende a cosa si aspira. Se si gode di buona salute e si vuole dimagrire velocemente e mantenere il peso forma nel tempo, è meglio correre. Prendendo in considerazione i consumi energetici, per bruciare le medesime calorie di un corridore, un camminatore deve camminare circa il doppio del tempo percorrendo una volta e mezzo la distanza del runners. Chi corre consuma 800 calorie all’ora rispetto ai circa 300 calorie di chi cammina.

I test tra corridori e camminatori dicono che è anche l’appetito a fare la differenza. A fine allenamento i corridori sono portati a mangiare di più rispetto ai camminatori, ma a parità di calorie consumate i corridori avrebbero maggiore facilità a tenere a bada il peso. Si ritiene che alla base di questo risultato ci sia un aumento dei livelli di un ormone che può sopprimere l’appetito nei corridori prima che nei camminatori. La differenza tra correre o camminare veloce per dimagrire la fa anche il tempo a disposizione per allenarsi, ma se invece si cerca di migliorare la salute fisica generale, con un occhio di riguardo all’apparato cardiocircolatorio, è preferibile camminare.

Migliorare corsa o camminata

Prima ancora di discutere se sia meglio correre o camminare veloce, bisognerebbe ricordarsi che l’importante nello sport è prevenire gli infortuni. La corsa a lungo andare mette sotto stress il corpo e aumenta il rischio di lesioni a ginocchio e tendine. Quindi non bisogna mai esagerare con gli allenamenti e fare controlli medici adeguati prima di affrontare qualsiasi attività impegnativa. Solo in questo modo si potranno sfruttare appieno tutti i benefici della corsa senza rischiare inutili infortuni. Chi preferisce camminare, per migliorare l’efficacia dell’allenamento può impugnare dei pesi, aggiungerli sulle braccia o metterli in uno zaino. Oppure può incrementare la pendenza se si esercita in palestra o camminare in montagna.

Fare trekking è un vero toccasana per il corpo e lo spirito e rispetto alla corsa riduce il rischio di lesioni alle articolazioni degli arti inferiori. Rispettando questi accorgimenti, indipendentemente dal fatto che si corra o cammini, tutti gli studi confermano i benefici del muoversi. Facendo attività fisica di riduce l’ipertensione, si tiene sotto controllo il colesterolo alto, ci sono meno possibilita di sviluppare il diabete e si migliora la salute cardiovascolare generale. Con un pò di impegno e costanza e muovendosi a piedi più o meno velocemente, il risultato è assicurato. E se mancasse la voglia?

Cb1 proteina motivazionale per correre

Tutti vorrebbero correre, camminare veloce o fare sport per stare bene e sentirsi in forma. Il problema è che non tutti ci riescono. Perchè? Certo esistono differenze sociali che spingono i gruppi economicamente e culturalmente più avvantaggiati ad avere maggiore consapevolezza dell’importanza di uno stile di vita sano e attivo. Ma la decisione di fare sport può avere cause biologiche e dipenderebbe dalla capacità di provare più o meno piacere durante l’attività fisica.

Uno studio realizzato dagli studiosi dell’università di Bordeaux in Francia sul recettore Cb1, pubblicata sulla rivista Biological Psychiatry, sostiene che responsabile della pigrizia sarebbe una proteina. Si tratta del recettore CB1 dei cannabinoidi, che si sviluppa durante l’esercizio fisico garantendo ad alcuni maggiore resistenza. Studi effettuati sui topi hanno dimostrato che la posizione del recettore Cb1 in una parte del cervello associata con sistemi di motivazione e ricompensa controlla il tempo per il quale un individuo effettua volontariamente esercizio fisico.

Negli esperimenti sui topi è stato dimostrato che la mancanza del recettore CB1 provoca una riduzione di attività motoria che va dal 20 al 30%. Questa proteina anche nell’uomo si trova in una zona del cervello coinvolta nei processi motivazionali stimolati dal meccanismo di ricompensa naturale, lo stesso di cibo, sesso e che riguarda il consumo di sostanze psicoattive. In ogni caso, più che sulle reali prestazioni fisiche, secondo i ricercatori avrebbe un ruolo soprattutto sulla capacità di resistenza all’esercizio fisico.

Correre troppo stanca il cervello

La scelta tra correre o camminare veloce o insalita è una questione di gusti e tempo a disposizione, ma guai ad esagerare. Se fare attività fisica moderata è un vero toccasana, chi si allena troppo non va solo in contro a guai muscolari, ma anche ad una stanchezza che oltre che fisica, può diventare mentale. Un nuovo studio realizzato dall’Università Sorbona di Parigi e pubblicato su Current Biology, ha scoperto che l’allenamento fisico troppo intenso e prolungato provoca una diminuizione dell’attività neuronale.

In pratica la stanchezza di chi si allena troppo non è solo fisica, ma anche cognitiva. L’effetto di overtraining riduce il funzionamento della corteccia laterale prefrontale che tiene sotto controllo impulsi, pensiero e concentrazione con evidenti effetti di stress, insonnia e conseguente calo delle performance. Se questo negli atleti professionisti si traduce in cattivi risultati nelle gare, i corridori della domenica potrebbero non essere più in grado di gestire correttamente le loro attività economiche, professionali o di studio.