cori alpini

I cori alpini italiani più famosi hanno avuto un ruolo anche nell’evoluzione del linguaggio musicale. Dall’origine dei canti popolari di montagna al contributo che i compositori classici hanno dato ad un genere che va ben oltre il folclore

Generalmente capita di vedere i cori alpini di montagna trattati come fenomeni musicali minori ad uso esclusivo del folclore montanaro. Eppure non tutti sanno che l’evoluzione del genere ha goduto anche del contributo di illustri musicisti e personalità della cosiddetta musica colta. Cerchiamo di capire qual è il ruolo di questo genere musicale nell’evoluzione del linguaggio e quali sono i canti di montagna più famosi.

I cori alpini spesso sono trascurati dalla cultura ufficiale. Sui media se ne parla raramente se non in particolari ricorrenze o adunate: comunque quando vengono tirati in ballo non è mai per motivi musicali. Il motivo per cui ciò non dovrebbe accadere lo spiega bene il libro Il Conservatorio delle Alpi di Piero de Martini (Bruno Mondadori). Il libro, per evitare di perdersi nel mellifluo, evita di soffermarsi sull’epopea degli alpini e sui pur legittimi sentimenti legati alla montagna tanto cari alla cultura popolare. Attraverso documenti e testimonianze ci si sofferma piuttosto sui molti aspetti di interesse musicale.

Cori alpini famosi

Il Conservatorio delle Alpi parla in particolare del Coro della SAT (Società Alpinisti Tridentini), la cui avventura comincia il 25 maggio 1926, quando alcuni ragazzi si esibiscono in una sala del castello del Buonconsiglio di Trento, spinti dalla voglia di fare musica e di scoprire insieme una sapienza fatta di canto, armonie, ritmo ma anche di pause, respiro e silenzio. E’ un tentativo raro e forse unico nel suo genere, di ripercorrere più di ottant’anni di storia del più celebre dei cori maschili italiani, con l’intenzione di fare emergere una interessante e decisamente trascurata valenza artistica.

Il libro riprende nel titolo uno scritto di Massimo Mila, musicologo, critico musicale e intellettuale italiano, autore della famosa Breve storia della musica, oltre che di innumerevoli saggi sull’esperienza musicale e l’estetica. Valido testimone dell’importanza del ruolo dei cori alpini più famosi, relativamente al Coro della SAT, fondato e fatto crescere dai fratelli Pedrotti con entusiasmo e passione, Massimo Mila parla di un “nuovo costume fatto di disciplina, preparazione consapevole e artistica civiltà” dispiacendosi del fatto che un compositore come Brahms non abbia potuto ascoltarlo “per un banale divario di mezzo secolo”.

Arrangiamenti dei cori

I primi cantori dall’approccio musicale istintivo e appassionato che fondarono il Coro della Sat e alcuni cori nelle cittadine ai piedi delle alpi, dalla fine degli anni venti attrassero al coro veri musicisti e compositori. Questi iniziarono a scrivere armonizzazioni sempre più complesse pur cercando di preservare la natura popolare delle melodie dei cori alpini. Compito questo assai difficile anche per compositori dalla provata preparazione e dal prestigioso curriculum e che offre un ulteriore spunto di interesse artistico.

All’elaborazione di canti popolari relativi alle loro regioni d’origine nel corso dei secoli si dedicarono perfino Bach, Mozart, Beethoven e molti compositori di musica classica come Luigi Dalla Piccola e pianisti come Arturo Benedetti Michelangeli. Ad oggi ci sono 450 cori alpini sparsi in tutta Italia che ripercorrono il repertorio di oltre un centinaio di canzoni divise per ogni regione italiana, dal Veneto al Trentino fino al Lazio e all’Abruzzo. Insomma dove ci sono montagne da amare, rispettare e cantare.

Canti popolari di montagna

Il repertorio dei cori alpini italiani è nato principalmente nel corso della prima e seconda guerra mondiale come testimonianza diretta della sofferenze subita nelle battaglie e nelle trinceee. I canti degli alpini venivano cantati da tutti ed erano un modo per esorcizzare la paura e farsi coraggio, ma anche per festeggiare la vittoria e soprattutto la speranza della fine della guerra e il ritorno a casa.

Ana Raccoglie i testi dei più famosi canti degli alpini più famosi, ancora oggi cantati in ambito militare e civile per accompagnare marce, commemorazioni e feste organizzate dall’Associazione Nazionale degli alpini.