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Come vanno i matrimoni in Italia? Coppie sposi sempre più simili, riti civili e divorzi in aumento. Ecco le ultime statistiche e le novità rispetto al passato

Per chi se li fosse persi gli ultimi dati dell’Istat relativi all’ultimo anno danno i matrimoni in crescita. 4.600 coppie sposi in più che diventano il 2,3% a livello percentuale. Non cambia molto ma si inverte un trend negativo da molti anni.

Volendo fare una analisi più accurata diciamo che i matrimoni in poco più di vent’anni sono quasi dimezzati: dai 392 mila del 1972 ai 197 mila del 2009. L’età media delle coppie sposi nel frattempo è cresciuta di circa 6 anni con una età media tra 32 e 35 anni. Di questi il 45,3% optano per il rito civile. Una quota in costante aumento da molti anni e che lo scorso anno è cresciuta di un ulteriore 8%. Questa crescita è in parte dovuta alle seconde nozze, ma sono sempre più i primi matrimoni a non essere celebrati in chiesa. I motivi possono essere un minore interesse alle pratiche religiose ma anche un risparmio sulla preparazione del banchetto nuziale.

Come cambiano coppie di sposi

Inutile nascondere come i temi economici e la crisi vadano a coinvolgere anche questo campo. Lo fanno in positivo, con l’aumento del ruolo delle donne in famiglia all’interno del matrimonio. Le differenze di stipendio, istruzione ed età tra uomo e donna vanno colmandosi. Rispetto ad un passato dove l’uomo era il soggetto forte in tutti i sensi, nelle coppie di sposi moderne la donna ha fatto passi da gigante. Questo succede in tutto il mondo e non solo in Italia.

Ad esempio nelle coppie sposi americane la donna nel 9% dei casi guadagna di più dell’uomo. Nel 18% ha un grado di istruzione più elevato e nell’11% dei casi la sposa è anche più grande del marito. Le scelte economiche della famiglia sono fatte nel 30,8% dei casi dalle donne, mentre solo nel 1986 erano l’1,6%.

Finita era del buon partito

Che l’era del ‘buon partito’ sia finita lo dimostra anche la fine della scalata sociale dovuta al matrimonio. Da Cenerentola in poi il sogno della fanciulla semplice e un pò ingenua che grazie al principe Azzurro di turno scala le classi sociali è finito. Anche nei cartoni animati. Donne e bambine della Walt Disney oramai e per fortuna sono eroine che hanno ben altro da fare che non badare al marito che le mantiene. In compenso ci si sposa sempre di più all’interno dello stesso ceto sociale e così in qualche modo aumentano anche le diseguaglianze nella società.

Ci sono molti motivi a livello economico, sociale e culturale che favoriscono l’omogamia, ovvero la formazione di coppie sposi con interessi e passioni simili. Da un lato è un modo delle elite sempre più minacciate dalla crisi, di proteggere gli interessi familiari. Ovviamente le nuove coppie dovrebbero essere anche più compatibili a livello caratteriale e avere una visione del futuro comune. Difficile allora spiegare il boom dei divorzi saliti in Italia del 57% nel 2015. Ma così è l’amore in tempi di incertezze.