convivere prima di sposarsi

Se divorziare diventa sempre più facile oltre che diffuso, dall’altra parte ci si sposa sempre meno: crisi di valori o rivoluzione sociale consapevole? Ecco come sta cambiando anche in Italia il concetto di famiglia.

Bomboniera addio. Comunque la si pensi il matrimonio non è più un passaggio fondamentale della vita di coppia e non rappresenta più un progetto di vita insostituibile. Tra chi ci vede una drammatica disgregazione valoriale e chi una conseguenza nefasta della precarietà anche economica in cui viviamo, sono sempre più le persone che considerano il fatto di convivere senza sposarsi una conquista positiva frutto di una nuova maturità sociale finalmente libera da retaggi di ogni sorta.

Leggendo gli ultimi dati Istat disponibili, nel 2013 i matrimoni civili e religiosi sono stati 194.057, ovvero 50mila in meno rispetto a 10 anni fa. Non che le coppie siano scomparse o che la voglia di innamorarsi sia svanita a causa di costumi lascivi che allontanano la voglia di costruire progetti di vita in comune: semplicemente le unioni di fatto, costituite da coppie che convivono sotto lo stesso tetto, sono arrivate ad essere oltre un milione e già più di un bambino su quattro, oltre il 26%, in Italia nasce al di fuori del matrimonio.

Sembra passato un secolo da quando per uscire dalla casa dai genitori e non essere additati dalla società come esseri negletti o donne poco serie toccava organizzare sontuosi matrimoni che magari in pochi anni perdevano molto della felicità ostentata in cerimoniali inutilmente opulenti costati come monolocali in provincia. Forse, prima di dovere mettere nel conto anche la parcella dell’avvocato divorzista, giovani e meno giovani hanno capito che è un bene mettersi alla prova e convivere qualche anno. Per sposarsi in fondo cè sempre tempo: ecco che il matrimonio diventa solo un modo per confermare una scelta consapevole.

Nei paesi del Nord Europa dove questo trend è già in atto da molti anni, ovviamente le unioni di fatto sono riconosciute ed equiparate alle coppie sposate sotto ogni aspetto legale, economico e sociale. L’Italia anche in questo campo sconta un ritardo culturale e politico insieme a paure che i 44mila matrimoni religiosi in meno degli ultimi cinque anni rischiano di amplificare. Toccherá abituarsi: oramai è chiaro a tutti che anche gli ultimi irriducibili non riusciranno a fermare tante coppie libere di amarsi, avere figli e costruire una famiglia nella forma, nei modi e nei tempi che preferiscono.